Allo US Open piove su Novak Djokovic, siamo ai saluti finali

I risultati della prima giornata

A un paio di giorni e pochi chilometri di distanza dall’ingresso di Roger Federer nella Hall of fame di Newport, si è celebrata la fine dell’ultimo dei fab four, quello che più di tutti ha percorso una carriera fatta di strappi, orgoglio, immensa volontà e – ci mancherebbe – grandissima classe. Novak Djokovic, 24 volte vincitore slam, 4 volte a New York ma meglio fermarci qui perché le righe non basterebbero, ha interrotto il suo record di imbattibilità al primo turno dello US Open, e perso per la seconda volta in carriera all’esordio di uno slam. La partita è stata simile a quella di Cincinnati contro Tirante, conati di vomito compresi, e a questo punto l’unico dubbio pare essere relativo a quando Novak Djokovic accetterà quello che tutti vedono: lo spettacolo è finito. Il corpo di Nole sta urlando la sua stanchezza in quello che è diventato un match tra il cuore e il fisico, partita troppo dura anche per l’immenso fuoriclasse serbo. Del match è quasi inutile parlare l’Arthur Ashe ha assistito ad una specie di via crucis, e le dichiarazioni finali  (“una cosa che mi accompagna in ogni partita quest’anno. Vomito, conati di vomito… poi tutto il mio corpo inizia a cedere, con crampi e dolori. Alla fine anche la schiena e la spalla hanno ceduto”) spiegano più di quanto non possa fare chiunque altro quello che sta davvero succedendo. Di fronte all’enormità dell’evento, poco contano le considerazioni sulla sconfitta e il tabellone: a New York oggi si è celebrata la fine di una leggenda.

Le altre partite

Daniil Medvedev, finalista nel 2023, non ha concesso scampo al qualificato francese Hugo Gaston, liquidandolo con un secco 6-4 6-2 6-4. Medvedev è apparso solido, chirurgico nei suoi classici scambi da fondo campo, e ha sfruttato al meglio la sua prima di servizio per mettere la freccia già nel primo set. Nessun tentennamento per il russo, che vola al secondo turno e magari potrà sfruttare il vuoto lasciato da Djokovic nel suo lato di tabellone. Dall’altra parte, spettacolo puro con Alexander Bublik. Il kazako, testa di serie numero 15, ha regalato la solita esibizione tra genio e sregolatezza contro J.J. Wolf. Dopo aver dominato i primi due parziali (6-4, 6-2), ha perso inspiegabilmente il terzo per 6-3, per poi chiudere i giochi al quarto con un perentorio 6-1. Tra smorzate di fino, servizi andanti e scambi giocati di dritto, Bublik ha confermato di essere l’uomo degli eccessi, capace di tutto ma comunque efficace per approdare al turno successivo.

Per il resto del tabellone, da segnalare la vittoria in rimonta del francese Arthur Rinderknech, che ha avuto la meglio su Shimabukuro. Bene anche Tomas Martin Etcheverry, che ha concesso solo tre giochi a Kopriva, e Lloyd Harris, facile vincitore sul giovane Kennedy. Il polacco Kamil Majchrzak ha sorpreso il serbo Medjedovic con un netto 6-3 6-3 6-3, mentre il ceco Jiri Lehecka ha eliminato con autorità Pablo Carreno Busta.

Ancora in corsa Federico Cinà, contro Alex Michelsen. Il match è stato sospeso per pioggia sul punteggio di 6-4, 1-1, e la partita riprenderà nella giornata di oggi. La notte, però, per l’ultima volta, appartiene a Novak Djokovic.

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