Cobolli travolto da Blockx, fuori anche Fritz, ci consoliamo con Darderi

Giornata da dimenticare per due favoriti della parte alta del tabellone maschile agli Us Open. Il terzo turno si è aperto con due scosse telluriche che hanno ridisegnato le gerarchie del torneo. La prima a cadere è stata la testa di serie numero 9, Taylor Fritz, che sembrava avere la partita in pugno contro Francisco Cerundolo. Lo statunitense aveva vinto i primi due set e nel terzo parziale si era portato subito avanti di un break. A quel punto, per il pubblico di casa, la vittoria era solo una formalità. Ma Cerundolo, l’argentino numero 24 del seeding, non ha mai smesso di crederci. Ha iniziato a giocare con più profondità, a variare il ritmo degli scambi, a mettere pressione al servizio di Fritz. Il terzo set è finito 6-3 per l’albiceleste, e il quarto 6-4. La partita era tornata in perfetto equilibrio, ma Fritz aveva ancora la possibilità di piazzare lo scatto decisivo nell’ottavo game, quando avanti 4-3 ha avuto tre palle break di fila. Persa quell’occasione Fritz ha giocato un orribile game di battuta e un pessimo game di risposta, dando via libera a Cerundolo, che ha completato una rimonta che non dimenticherà. Per Francisco è la prima vittoria in uno slam contro un top10 e la prima volta che arriva agli ottavi a New York. Sul cemento c’era già riuscito a Melbourne, ma fu fermato da Zverev, qui troverà Alexander Blockx, che ha superato Flavio Cobolli.
Per Fritz una delusione cocente: il tabellone si era aperto e il finalista del 2024 si aspettava di fare una strada più lunga.

Come detto non è stata l’unica sorpresa, purtroppo. Poco dopo, è sceso in campo Francesco Cobolli, testa di serie numero 5 e sulle cui spalle poggiavano le speranze dei tifosi italiani. Il giovane romano aveva tutte le carte in regola per spingersi lontano in questo torneo. Dall’altra parte della rete c’era Alexander Blockx, ragazzone belga di 21 anni alla sua seconda presenza a New York. Cobolli è partito bene, vincendo il primo set al tie-break per dopo aver sciupato un break di vantaggio. Sembrava la classica partita in cui il favorito gestisce l’energia e l’esperienza per piegare l’outsider. Ma nel secondo set, sul 3-2 per Cobolli, tutto è improvvisamente cambiato. Blockx ha alzato il livello del suo gioco, ha iniziato a colpire la palla con una pulizia tecnica impressionante e ha messo Cobolli in costante difficoltà da fondocampo. Da quel momento in poi, l’azzurro non ha più vinto un game, perdendone undici consecutivi. Blockx si è preso il secondo set per 6-3, poi ha infilato un terzo parziale da manuale chiuso con un perentorio 6-0. Un bagel che ha lasciato Cobolli senza fiato e senza risposte. Quando il romano è finalmente riuscito a strappare un game all’inizio del quarto set, si è trovato sotto 1-0, sembrava si potesse ripetere la storia dei primi due turni, quando in un modo o nell’altro Flavio era riuscito a portare a casa il match in rimonta. Invece un doppio fallo ha consegnato il break a Blockx, che è stato bravo a rimanere calmo quando Cobolli ha subito ribrekkato trascinando il Louis Armstrong. Purtroppo non era giornata, Cobolli ha di nuovo perso il servizio con un doppio fallo, e stvolta il elga ha servito in modo impeccabile chiudendo con un ace il match.
Per Cobolli, un’occasione enorme sprecata nel modo peggiore: non per demeriti dell’avversario, che è stato straordinario, ma per un crollo fisico e mentale forse non del tutto inaspettato ma non certo meno doloroso. Per Blockx, invece, è la consacrazione. Il belga ha dimostrato solidità, potenza e una freddezza sotto pressione che fanno ben sperare per il suo futuro. Di lui, come è stato giustamente scritto, sentiremo parlare a lungo. La parte alta del tabellone ora si è aperta in modo imprevedibile, con due outsider pronti a giocarsi le loro chance negli ottavi di finale. Cobolli dovrà lavorare sulla continuità e sulla gestione dei momenti difficili, perché nel tennis moderno non è mai finita fino all’ultimo punto. E oggi, a New York, lo hanno imparato a proprie spese due dei migliori giocatori del mondo.
Per i tifosi italiani, resta Luciano Darderi, favorito contro Sweeny.

Per fortuna ci ha pensato Darderi a rendere non del tutto negativa la giornata di oggi. Contro Sweeney, che aveva superato Musetti, il match sulla carta sembrava equilibrato, e invece il risultato è stato nettamente a favore dell’italiano, che ha dominato dall’inizio alla fine senza cali di tensione e con una maturità tattica che ormai non sorprende più. La vittoria in tre set secchi vale il passaggio al turno successivo, verosimilmente contro Zverev, regala un po’ di morale a tutto il movimento italiano, uscito non benissimo da quest’avventura nordamericana. Per Darderi, questo risultato rappresenta la conferma di una crescita costante che lo sta portando a competere con i migliori del circuito. Il suo tennis è fatto di solidità, di un dritto potente e di un servizio efficace che gli permette di giocare con serenità anche nei momenti caldi. Riuscire a vincere un match di terzo turno di uno Slam senza perdere un set è un segnale importante per tutto l’ambiente. La differenza tra la prestazione di Cobolli e quella di Darderi è stata abissale: da una parte un crollo nervoso, dall’altra una sicurezza inamovibile. Questo è il bello del tennis, capace di regalare in poche ore gioia e amarezza. Per Darderi, il secondo ottavo di finale in uno slam, dopo quello di Melbourne, sarà un’altra occasione per dimostrare il suo valore e magari scrivere una pagina importante della sua carriera. In Australia fu Sinner a fermarlo, vedremo se riuscirà a far meglio a New York.

Terzo turno

[1] A. Zverev vs [25] A. Tabilo
[21] L. Darderi b. [WC] D. Sweeny 6-4 6-3 6-3
[WC] M. Zheng vs [LL] A. Gea
[31] Z. Bergs vs B. van de Zandschulp
K. Khachanov b. B. Bonzi 6-3 6-2 6-4
[17] J. Mensik vs [14] L. Tien
[24] F. Cerundolo b. [9] T. Fritz 3-6 4-6 6-3 6-4 6-4
[28] A. Blockx b. [5] F. Cobolli 6-7(4) 6-3 60 6-3

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