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29 Ago 2026 17:23 - Senza categoria
US Open: la lotta per il numero 1 e i dubbi delle big
di Diego Barbiani
A inizio 2026 si era stabilito nuovamente, come già nel 2023, un binomio con Aryna Sabalenka e Elena Rybakina a dettare legge, vincere grandi tornei e allungare (in classifica) sul resto del gruppo. Dalla primavera gran parte dei valori sono stati capovolti: la prima non ha più raggiunto semifinali se non in un WTA 500 a giugno (dove comunque subì un netto 6-0 nel set decisivo) e la seconda è crollata in termini di condizione, con ora qualche problema fisico più o meno rilevante che non sta riuscendo completamente a smaltire lasciando un po’ di dubbi anche sulla sua presenza all’ultimo Slam della stagione.
La Race, la classifica che tiene conto dei risultati ottenuti in stagione, è molto stretta e le prime 10 sono racchiuse in circa 2000 punti. Proprio quelli che si possono ottenere con un successo allo US Open. Succede se da maggio in avanti le vincitrici dei grandi eventi son state tutte (o quasi) diverse. Marta Kostyuk a Madrid, Elina Svitolina a Roma, Mirra Andreeva a Parigi, Linda Noskova a Wimbledon, Iga Swiatek a Toronto e Coco Gauff a Cincinnati. Un frammentarsi di punti che ha impedito a qualcuna di scappare e che ancora adesso potrebbe segnare la classifica ufficiale. Sabalenka è leader ma mai come ora sarà a rischio di perdere il numero 1 perché dietro di lei sono in tre che potrebbero superarla: Rybakina è la maggior indiziata, pur nell’eventualità di un ritiro, e un po’ più staccate ci sono comunque Gauff e Pegula, che spesso e volentieri hanno mostrato di poter mettere insieme risultati importanti.
LE OPZIONI DI N.1 PER RYBAKINA
Elena potrebbe anche non scendere in campo, o perdere all’esordio, e garantirsi il numero 1 se Sabalenka, Gauff e Pegula non vinceranno il titolo. Diversamente, avrebbe la certezza del numero 1 raggiungendo le semifinali.
LE OPZIONI DI N.1 PER SABALENKA
Indifferentemente dalla partecipazione o meno di Rybakina, Aryna deve vincere il torneo per restare numero 1.
LE OPZIONI DI N.1 PER PEGULA E GAUFF
Jesse ha bisogno di vincere il titolo e che Rybakina non arrivi in semifinale.
Il discorso, dunque, è abbastanza chiaro: serve una vittoria di una tra Sabalenka, Gauff o Pegula per non dare la nuova leadership WTA a Rybakina, che anche nelle ultime 52 settimane ha mostrato grandi sbalzi di rendimento (devastante sul cemento, più in difficoltà altrove) ma la mole enorme di punti messi da parte da settembre 2025 a marzo 2026 è tale per cui partirà qui da una posizione di vantaggio. Semmai, il suo punto in questione è la fiducia che ha nel suo gioco e la continuità di rendimento in un torneo complicato per lei, dove soltanto lo scorso anno ha raggiunto il quarto turno. Non è stata sorteggiata in un lato di tabellone particolarmente agevole, e non si è allenata per circa quattro giorni dopo il ritiro da Cincinnati prima di riprendere con molta cautela il palleggio (ma fasciata sulla caviglia destra).
Sabalenka è qui a New York per una svolta. Sarà a caccia del terzo titolo consecutivo allo US Open e, per una volta, al di là dei dati si può pensare cerchi un risultato soprattutto per sé. Gli ultimi Slam son stati colmi di insoddisfazioni, come anche il resto dei tornei disputati. La continuità avuta per anni si è offuscata tra occasioni buttate e rabbia insorta, match point mancati e crolli pesanti. Ci possiamo aspettare un riscatto? Sì, perché come detto sempre per la rivale Swiatek è una giocatrice diversa dalle altre e stagioni di grande spessore non si cancellano così, ma come nel 2025 è arrivata a Flushing Meadows, di fatto, per salvare la stagione. Un anno fa aveva perso due finali Slam pesanti e il 2026 nella sua testa doveva avere un percorso molto diverso soprattutto per rompere una strana striscia di risultati che la vede vincere praticamente solo sul cemento (unici titoli fuori dai campi veloci sono a Madrid, in una terra rossa da sempre riconosciuta come particolare per le condizioni). Un anno dopo, però, lo US Open diventa l’ancora di salvezza: per lei, per il numero 1.
Come nel 2023, Gauff arriva allo US Open (vinto in quell’edizione) col successo a Cincinnati a gonfiare le sue chance di grande risultato. E l’essere nella metà di tabellone di Rybakina (pur con Andreeva dal suo lato) può forse darle un piccolo vantaggio. Da capire come il pubblico inciderà, sia per lei sia per Pegula, se in bene o in male a livello di pressione. Perché uscendo da questi nomi poi è un bel terno al lotto. E sarà probabilmente un effetto a cascata come a Wimbledon, se Sabalenka non si mostrerà davvero pronta. Anche perché Wimbledon, con la sua finale tra outsiders, ha rimarcato quest’idea di come ora anche le grandi favorite fatichino abbastanza. Swiatek, da questo punto di vista, è apparsa abbastanza in ripresa con due ottime prestazioni tra Toronto e Cincinnati e tra le giocatrici ora fuori dai radar principali può anche trovare una scintilla per un percorso di valore, sebbene comunque non la si veda più in là di una semifinale, che potrebbe essere il primo anno per lei senza Slam dal 2021. Iga, ora, sembra però cercare di guardarsi più dentro di sé che pensare in grande e se dovesse davvero arrivare la condizione mentale giusta allora ne gioverebbe lei e il tabellone in sé. Stessa cosa si potrebbe dire per Mirra, che dal successo al Roland Garros ha faticato abbastanza, complice il rapido passaggio tra terra rossa ed erba e il pochissimo tempo per assorbire l’exploit. Lei, dovesse cominciare bene, potrebbe essere un altro nome pesante, anche perché inserita nel quarto di Gauff.
Capitolo Italia. Con una Jasmine Paolini che ha giocato pochissimo in questi mesi, e per paradosso ha pure ottenuto un ottimo quarto di finale a Wimbledon, le speranze di avere un qualche risultato di spessore sono abbastanza limitate. Per la toscana bisognerà capire come risponde il piede dopo i forfait dei due ‘1000’ di Toronto e Cincinnati e cosa sarà delle prime partite. In questo momento, però, si sente abbastanza quel vuoto dietro di lei (solo Elisabetta Cocciaretto e Lucrezia Stefanini in tabellone).