US Open: Sabalenka si salva, nuova semifinale contro Pegula

Aryna Sabalenka è di nuovo in semifinale allo US Open e, se non altro, obbligherà Elena Rybakina a dover vincere contro Zheng Qinwen se vorrà diventare lunedì prossimo la nuova numero 1 del mondo del circuito WTA. Come dodici mesi fa, inoltre, la bi-campionessa in carica se la vedrà nel penultimo atto contro Jessica Pegula, match che fu anche la finale dell’edizione 2024.

È stata una giornata abbastanza caotica tra le donne come tra gli uomini, dove la rimonta da due set sotto per Frances Tiafoe contro Alex Michelsen ha costretto anche a un discreto ritardo l’inizio della sessione serale e a una nuova serata che si protrarrà ben oltre la mezzanotte. Ma intanto ci sono due match femminili entrambi conclusisi in volata: nel primo, Sabalenka ha superato soltato al super tie-break del terzo set Linda Noskova, battuta 7-6 3-6 7-6, mentre Pegula ha dovuto rimontare Emma Navarro 3-6 6-4 6-3.

Nel primo incontro, Aryna ha ribadito la superiorità fin qui nei confronti diretti con la recente campionessa di Wimbledon che però oggi più che mai è stata vicina a fare l’impresa. Non c’è stato match point né si è trovata a servire per il match, ma era comunque avanti 4-2 nel parziale decisivo e nel tie-break finale pur rimanendo indietro nel punteggio era comunque sempre in scia. Probabilmente, Sabalenka l’ha vinta a livello psicologico proprio con la rimonta fino al 4-4 che ha girato inevitabilmente tutto l’aspetto dell’ultima mezz’ora di gara quando era sempre Noskova a dover lavorare sotto pressione per restare agganciata. È forse un passo avanti generale rispetto al recente passato, soprattutto nella gestione della partita, oltre ad aver ritrovato una semifinale in un grande torneo per la prima volta da marzo.

Non è ancora una versione spettacolare, né pienamente convincente soprattutto rispetto al recente passato, ma per Sabalenka che pure nel primo set si è complicata la vita dal 4-1 e palla del 5-1 e servizio perdendo la battuta malamente quando serviva per il set, è forse un punto di partenza quantomeno in questo Slam. Partite così si vincono (anche) di carattere e le delusioni recenti avevano fatto crescere dubbi: se scatta qualcosa nella sua testa, sarà probabilmente grazie a questa partita. Anche perché se già dopo il match contro Taylor Townsend al quarto turno si poteva pensare che la gestione fosse stata abbastanza buona rispetto ai rischi che poteva affrontare contro una vera mina vagante, qui si è visto tutte le difficoltà che un’ottima giocatrice poteva darle. E ora sfiderà Pegula, che ha quasi sempre saputo gestire ma contro cui ha perso due volte nell’ultimo anno, rischiando anche nella semifinale del 2025 quando dovette essere chiamata al terzo set.

Jessica, da par suo, è stata un po’ un diesel. Non come le era avvenuto al terzo turno contro Leylah Fernandez, ma il proprio tennis era troppo opaco nel primo parziale per gestire il ritmo di Emma Navarro che le dava tantissimo fastidio nello scambio, muovendola con un palleggio molto fastidioso tra il dritto lavorato e il rovescio più piatto. La numero 26 del seeding prendeva sempre bene il tempo e in risposta, nel primo parziale, era costantemente una spina nel fianco di Pegula che non aveva mai tregua da palle break e situazioni di svantaggio. Dal secondo, però, la continuità di Navarro è calata. Son bastati due turni di battuta ben tenuti dalla numero 3 del seeding, che piano piano cominciava a vincere più punti e ad alzare a sua volta la velocità di palla, che la situazione si è fatta più equilibrata. Pegula non ha sfruttato il primo allungo sul 3-1, ma nelle fasi finali del parziale si è presa il break chiave sul 5-4, rientrando dal 30-0 Navarro nel game.

La lotta è continuata nel terzo, con Navarro che riusciva a partire meglio e ad avere anche un break di vantaggio, ma l’illusione è durata poco perché nel quarto gioco Pegula già rimetteva il punteggio in equilibrio e salvava a sua volta un pesantissimo turno di battuta dal 15-40 per allungare a sua volta e confermare fino al 5-2. Sul 5-3 non ha avuto il turno di battuta più agevole, salvando anche una nuova chance di controbreak, ma alla fine ha raggiunto l’importante traguardo di una terza semifinale consecutiva in casa e, di nuovo, contro Sabalenka. Ha ancora carte da giocarsi per diventare numero 1, sebbene come per Aryna tutto rimane nelle mani di Rybakina, e se non altro sul cemento (proprio come Aryna) ancora una volta ha avuto grande costanza di risultati.

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