Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
03 Set 2026 07:46 - US Open
US Open: niente da fare per Berrettini, Alcaraz perde un set
di Evaristo Desio
C’è una legge non scritta che vale più di qualsiasi tabellone: i campioni si riconoscono nei momenti di difficoltà. Carlos Alcaraz l’ha dimostrato ancora una volta, partendo con il piede sbagliato contro Joao Faria. Il primo set è scivolato via 4-6, con lo spagnolo che sembrava ancora titubante e con tutte le scorie dei 4 mesi di inattività. Poi qualcosa è scattato e da quel momento è stato un monologo: 6-0, 6-3, 6-2 e buonanotte ai suonatori. Faria è scomparso dal campo, risucchiato dalla potenza e dalla fantasia di un fuoriclasse che vuole ripetersi. Il messaggio di Carlitos è chiaro: sono qui per difendere il mio titolo.
Il match più avvincente della giornata è stato quello di Ben Shelton. L’americano, con la sua esplosività e quel servizio che sembra una mazzata, ha affrontato Hubert Hurkacz in una battaglia di nervi e talento. Il polacco non è certo un cliente facile, e l’ha dimostrato portando via il secondo set, ma Shelton ha avuto la meglio in un match molto intenso. Un tie-break vinto con il cuore in gola e un ultimo game chiuso con un ace che ha fatto esplodere il pubblico di casa. Shelton ci tiene a fare bella figura sul cemento di Flushing Meadows, e questa vittoria pesa molto. Hurkacz pare sulla strada del recupero completo, sperando in tabelloni più clementi.
Gli altri favoriti, nel frattempo, hanno proseguito il loro cammino senza intoppi. Daniil Medvedev, finalista qui due anni fa, ha dato una lezione di tennis pragmatico al giovane Gorzny. Nessuna emozione, nessun rischio, solo il solito muro russo che respinge tutto e tutti. Tommy Paul ha dovuto sudare un po’ di più contro Prizmic, perdendo un set per strada, ma alla fine ha chiuso con solidità e carattere. E Frances Tiafoe, l’idolo di casa, ha regalato spettacolo, con quel suo tennis fatto di energia pura e colpi che sembrano venire da un’altra epoca, e concretezza.
Stefanos Tsitsipas, invece, continua a vincere ma non si risparmia le sofferenze. Contro Lloyd Harris è andato sotto di un set, perdendo il tie-break iniziale con un brutto 1-7, e per un momento è sembrato che la testa del greco potesse andare in mille pezzi. Invece Tsitsipas ha rimontato, ha trovato la concentrazione, e si è imposto in quattro set. Non è stato bello, ma è stato efficace.
La giornata ha regalato delusioni amare ad Andrey Rublev, testa di serie numero 23, che si era già salvato a stento nel match di primo turno. Stavolta, contro Daniel Merida Aguilar, dopo aver vinto il primo set Andrey è scomparso, e l’impressione è che qualcosa si sia rotto dentro di lui e che si sia rassegnato alla fase calante della carriera. Merida Aguilar ne ha approfittato e ha ribaltato il risultato senza troppi problemi. Anche Brandon Nakashima, testa di serie numero 16, è stato travolto da Michelsen in tre set netti. Un’altra testa di serie che saluta prematuramente il torneo e che mostra che una cosa sono i Masters 1000, Nakashima era arrivato in finale a Montreal e in semi a Cincinnati, altro gli Slam.
Infine la nota dolente. Matteo Berrettini ha iniziato bene contro Navone vincendo il primo set. L’azzurro ha dato quello he aveva ma è evidente come si porti dietro tutti i malanni di questi anni. Navone, protagonista contro Djokovic, ne ha approfittato. Un’altra uscita prematura per il romano, che a New York aveva raggiunto la semifinale nel 2022 e che ora fatica a ritrovare continuità. Prima avevamo salutato Francesco Passaro, eliminato al quinto set da de Jong nel proseguimento del match di primo turno interrotto il giorno prima e il bravo Andrea Guerrieri, travolto da un de Minaur che gli ha lasciato le briciole. Tre italiani fuori, tre speranze che si spengono sul cemento di Flushing Meadows.
Il secondo turno dell’US Open, insomma, comincia a scrivere le prime pagine importanti di questa edizione. Alcaraz è vivo e abbastanza vegeto, Shelton sembra molto sul pezzo e in generale i big fanno il loro dovere. Il tabellone si sta facendo sempre più interessante, e il cemento di New York continua a raccontare le sue storie, tra trionfi e cadute.