US Open, Sinner vuole la rivincita

Lo US Open 2026 rappresenta per Jannik Sinner una nuova occasione per tornare al successo a New York e, soprattutto, per chiudere un conto rimasto aperto dodici mesi fa. Nella finale dello scorso anno, infatti, Carlos Alcaraz ha battuto l’italiano in quattro set, 6-2, 3-6, 6-1, 6-4, conquistando il suo secondo titolo agli US Open e interrompendo anche il regno di Sinner in vetta al ranking mondiale. Il torneo 2026, con il tabellone principale al via dal 30 agosto, ritrova così uno dei grandi protagonisti del tennis contemporaneo in una posizione diversa rispetto a quella di un anno fa: Sinner arriva a Flushing Meadows da numero 1 del mondo e, soprattutto, da campione in carica di Wimbledon.

La stagione di Sinner e le aspettative per New York

Sinner arriva a New York dopo una stagione che lo ha riportato rapidamente al vertice. Il momento simbolo è stato Wimbledon, dove il 12 luglio l’italiano ha difeso il titolo conquistato nel 2025 battendo Alexander Zverev in quattro set, 6-7, 7-6, 6-3, 6-4. Il successo gli ha consegnato il quinto Slam della carriera e il secondo consecutivo sull’erba londinese, confermando la capacità di reagire anche dopo una stagione sulla terra non sempre lineare, culminata con l’eliminazione al secondo turno del Roland Garros. Prima ancora, Sinner aveva ritrovato la vetta del ranking grazie al trionfo di Monte Carlo contro Alcaraz: il 7-6, 6-3 sullo spagnolo, ottenuto in finale ad aprile, gli aveva permesso di tornare numero 1 ATP per la prima volta nel 2026.

Sinner-Alcaraz, la rivalità al centro della vigilia 

È proprio la rivalità con Alcaraz a rappresentare uno dei temi centrali della vigilia degli US Open. Sulla carta, i due restano i principali candidati al titolo, anche se entrambi arrivano all’appuntamento newyorkese accompagnati da interrogativi fisici. Il mercato dei vincitori, per esempio, continua a riflettere il peso dei risultati recenti: gli operatori danno in media Sinner a 1,60, Alcaraz a 3,00, Zverev a 8,00 e Djokovic a 12,00, con gli americani Ben Shelton e Taylor Fritz immediatamente alle loro spalle. Il giudizio espresso dal mercato rappresenta un ulteriore elemento di lettura della vigilia: chi vuole verificare quanto il proprio pronostico su Sinner o sugli altri favoriti coincida con le aspettative dei bookmaker può consultare una guida ai siti di betting anche con spid, utile per confrontare le caratteristiche dei diversi operatori con registrazione rapida tramite identità digitale, le relative promozioni e quote. 

Ma proprio Alcaraz costituisce oggi il punto interrogativo più grande: il problema al polso destro lo tiene lontano dalle competizioni da aprile e lo ha costretto a saltare Roland Garros e Wimbledon. Dopo il ritiro da Cincinnati, l’esperto di prevenzione degli infortuni Stephen Smith ha detto a Tennis365 che sarebbe sorpreso di vederlo in campo a New York, considerando la combinazione tra superficie dura, caldo, umidità e partite al meglio dei cinque set.

Una preparazione estiva più complicata 

Per Sinner, però, la vigilia è tutt’altro che priva di incognite. Il problema al ginocchio destro ha condizionato la sua preparazione estiva e lo ha costretto a rinunciare prima ai Canadian Open e poi al Masters 1000 di Cincinnati (dove comunque Musetti e Cobolli hanno portato in alto la bandiera italiana approdando entrambi ai quarti). La decisione di Cincinnati è arrivata il 9 agosto: Sinner ha spiegato di non essere ancora pronto a competere nonostante il lavoro svolto con il team medico, indicando come priorità il recupero in vista degli US Open. L’assenza dai tornei di preparazione rende quindi meno lineare il suo avvicinamento rispetto a quello di un giocatore capace di disputare una sequenza completa di incontri sul cemento nordamericano. La qualità mostrata a Wimbledon resta un riferimento enorme, ma tra Londra e New York ci sarà da verificare soprattutto la tenuta fisica, perché uno Slam richiede due settimane di continuità, con la possibilità di affrontare cinque partite consecutive al meglio dei cinque set nelle fasi decisive.

Zverev, Djokovic e gli americani: la concorrenza 

Proprio la durata del torneo può riaprire la corsa anche agli inseguitori. Alexander Zverev, sconfitto da Sinner nella finale di Wimbledon, ma fresco del suo primo Slam conquistato al Roland Garros, è il primo nome da tenere d’occhio alle spalle della coppia Sinner-Alcaraz. Novak Djokovic resta un candidato inevitabile quando si parla di Slam: a 39 anni continua a essere competitivo nelle grandi occasioni, dopo la finale raggiunta agli Australian Open e la semifinale di Wimbledon nel 2026, anche se i recenti problemi fisici e alcuni risultati meno brillanti nei Masters alimentano dubbi sulla continuità necessaria per arrivare fino in fondo. Tra gli americani, invece, particolare attenzione merita Ben Shelton, reduce dalla vittoria consecutiva al Canadian Open e da un secondo Masters 1000 in carriera, oltre a Taylor Fritz, già finalista agli US Open nel 2024. Il sorteggio potrà naturalmente cambiare gli equilibri: un percorso più duro nei primi turni, un eventuale incrocio anticipato con uno dei grandi rivali o semplicemente la condizione fisica maturata nella seconda settimana possono trasformare radicalmente una previsione formulata alla vigilia.

La vera rivincita passa dal titolo 

La domanda, dunque, è se gli US Open 2026 possano davvero diventare la rivincita di Jannik Sinner. La motivazione c’è, e la finale persa contro Alcaraz nel 2025 offre un obiettivo evidente. Ma la posta in gioco è più ampia della possibilità di ritrovare lo spagnolo nell’ultimo atto: Sinner arriva a New York da numero 1 del mondo e da campione in carica di Wimbledon, con l’ambizione di confermare il proprio status ai vertici del tennis mondiale. La vera rivincita, quindi, non sarà semplicemente tornare in finale contro Alcaraz, ma riuscire a completare il torneo con il titolo che nel 2025 gli è sfuggito.

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