Wimbledon, sulla strada del vero Sinner

Prova finalmente autoritaria del numero uno del mondo Jannik Sinner, che firma la sua prima affermazione davvero convincente sui prati inglesi. L’azzurro ha regolato lo statunitense Jeason Brooksby, tennista dotato e capace di buon ritmo, ma alla lunga penalizzato da una minore continuità rispetto al nostro portacolori. Primo set lineare fino al 3-3, poi l’allungo decisivo: nel nono gioco Sinner strappa il servizio all’americano e chiude la frazione 6-4. Copione simile nel secondo parziale, con l’azzurro che piazza il break al settimo game, replica anche nel nono e archivia 6-3. Nel terzo set arriva l’unico sussulto di Brooksby, che sorprende in apertura e va 1-0, ma subisce immediatamente il controbreak. La sfida resta sui binari dell’equilibrio fino al fatidico settimo gioco: Sinner mette la freccia sul 4-3, tiene la battuta e si presenta a servire per il match. Qui lo statunitense trova un ultimo guizzo, toglie il servizio all’altoatesino e accorcia sul 5-4. Nel game successivo, però, l’azzurro è puntuale: vola 15-40, si vede annullare due match point, ma chiude al terzo tentativo. Finale 6-4 6-3 6-4 in due ore e 13 minuti. Ad attenderlo ora c’è il giapponese Mosichuki, che a sorpresa ha eliminato il giovane Jodar, promessa del tennis spagnolo.

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