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03 Lug 2026 17:46 - Wimbledon
Sinner vince ancora ma continua a non convincere. Come Djokovic
di Redazione
Vincere aiuta a vincere, si sa, e nella prima settimana di uno Slam l’unica cosa che conta davvero è strappare il pass per il turno successivo, possibilmente senza lasciare troppe energie sul campo. Se si guarda esclusivamente il tabellino, la missione odierna di Jannik Sinner e Novak Djokovic può dirsi ampiamente compiuta. Eppure, grattando via la superficie dei puri numeri, la sensazione rimasta agli spettatori del Centre Court è quella di due campioni che stanno avanzando con il freno a mano tirato, lontani dalla loro versione scintillante ma maledettamente cinici nel gestire i momenti chiave del match. Una navigazione a fari spenti che basta per superare gli ostacoli attuali, ma che solleva più di un interrogativo in vista delle sfide di seconda settimana.
Il numero uno del mondo ha superato l’americano Jenson Brooksby con un punteggio che, a prima vista, non ammetterebbe grandi discussioni: tre set a zero che fotografano una superiorità tecnica mai messa in discussione. Ma la fluidità nei colpi di Sinner non è stata quella dei giorni migliori. L’azzurro ha faticato a trovare la giusta profondità con il diritto, commettendo qualche errore gratuito di troppo in uscita dal servizio e mostrando una mobilità laterale ancora imperfetta sulle erbe londinesi. Brooksby, dal canto suo, ha fatto il massimo per innervosire l’italiano con le sue traiettorie insolite e i suoi ritmi spezzettati, ma nei momenti di reale pericolo Jannik ha saputo azionare il pilota automatico, alzando la percentuale di prime palle per sbrogliare le situazioni più intricate. Una vittoria di pura gestione, che però non ha entusiasmato, con l’aggravante del break al momento di servire per il match.
Un discorso terribilmente simile si può applicare alla prestazione di Novak Djokovic. Il sette volte campione del torneo ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per venire a capo del francese Arthur Rinderknech, un giocatore che sui campi rapidi sa sempre come essere pericoloso grazie a un servizio tonante. Nole ha fatto suo il primo parziale sul filo di lana e ha controllato il secondo, ma nel terzo set ha subito un clamoroso e inatteso passaggio a vuoto, cedendo di schianto per sei giochi a uno sotto i colpi di un Rinderknech totalmente scatenato e privo di timori reverenziali.
Nel quarto set la partita è diventata una vera e propria battaglia di nervi, con il serbo costretto a rincorrere e a cancellare palle break sanguinose prima di rifugiarsi nel tie-break. Lì, come spesso accade nella sua leggendaria carriera, Djokovic ha tirato fuori l’orgoglio del campione, sigillando i punti decisivi con la consueta freddezza chirurgica. Sia per lui che per Sinner, i motori sono ancora decisamente imballati; la buona notizia è che entrambi sono ancora vivi nel torneo, consapevoli che per arrivare in fondo servirà un cambio di marcia radicale.
Terzo turno
[1] J. Sinner b. J. Brooksby 6-4 6-3 6-4
[Q] S. Mochizuki b. [23] R. Jodar 1-6 7-6(5) 6-4 6-4
H. Hurkacz b. [21] T. Paul 4-6 7-6(5) 7-5 6-2
J-L. Struff b. [8] D. Medvedev 7-6(4) 7-6(5) 7-5
[3] F. Auger-Aliassime vs [Q] M. Zheng
[22] A. Davidovich Fokina b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-2 6-3
[Q] R. Safiullin b. [24] J. Fonseca 6-3 6-3 6-3
[7] N. Djokovicb. [25] A. Rinderknech 7-5 6-4 1-6 7-6(4)