Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
I prati di Wimbledon non concedono pause né sconti, ma la giornata sul verde londinese scorre via liscia, senza quei clamorosi scossoni che spesso caratterizzano la prima settimana dello Slam più prestigioso del mondo. Nessuna sorpresa dell’ultima ora, nessun big tradito dall’erba: i favoriti della vigilia rispondono tutti presente, guidati da un Jannik Sinner che continua la sua marcia pur dovendo sudare e lottare più del previsto contro un coriaceo Nuno Borges. L’azzurro dimostra ancora una volta di saper alzare il livello proprio quando i parziali arrivano al loro punto di rottura.
La sfida del numero uno del mondo non è stata una passeggiata di salute. Borges si è presentato sul campo con un piano tattico aggressivo, servendo con percentuali altissime e cercando di togliere il tempo al campione italiano. Sinner ha dovuto così fare affidamento sulla sua dote migliore: la freddezza glaciale nei momenti caldi. Sia nel primo che nel secondo set, quando Borges ha addirittura servito per il set, l’equilibrio si è spezzato solo ai tie-break, dove Jannik ha letteralmente dominato la scena, lasciando le briciole all’avversario prima di dilagare con maggiore scioltezza nel terzo e definitivo parziale. Una vittoria di sostanza che certifica la sua straordinaria tenuta mentale.
Nel frattempo, la pattuglia degli inseguitori non perde colpi. Daniil Medvedev ha dovuto subire un piccolo spavento in avvio, cedendo il primo set al giovane Merida Aguilar, bravo a sfruttare un avvio un po’ contratto del russo. La reazione del numero otto del tabellone è stata però da manuale: una volta registrati i colpi da fondo e trovata la giusta distanza con le linee, Medvedev ha preso in mano le redini del gioco, lasciando pochissimo spazio alle velleità dello spagnolo e chiudendo la pratica alla distanza senza spendere eccessive energie in vista dei prossimi turni.
Sorride anche Felix Auger-Aliassime, che si conferma a proprio agio su queste superfici. Il canadese ha superato l’insidioso Prizmic grazie a una prestazione solidissima al servizio e a un tie-break interpretato divinamente nel primo parziale, l’unico vero momento in cui il match avrebbe potuto cambiare direzione. Molto convincente anche la prova di Joao Fonseca: il giovanissimo talento brasiliano si muove con la disinvoltura di un veterano sui prati, liquidando de Jong in tre set con un tennis spumeggiante, fatto di anticipi fulminei e continue discese a rete che fanno stropicciare gli occhi agli appassionati.
Nel pomeriggio Cobolli ha concluso il suo match interrotto ieri per l’oscurità contro Navone, che ha avuto la possibilità di portare il match al quinto set in un incontro che francamente è sembrato sulla terra battuta: lunghissimi scambi, pochissimi slice, praticamente mai a rete. Non un gran divertimento.
Copertina serale per Novak Djokovic, autore di una vera e propria prova di forza contro lo Tsitsipas che fu. Un monologo del serbo a tratti imbarazzante, perché il greco pare proprio non crederci. Nole ha giocato un tennis tranquillo sigillando un netto tre a zero in attesa di avversari meno problematici. Con i match di Nakashima e Jodar sospesi dall’oscurità, Wimbledon archivia così un mercoledì ordinato, dove i campioni hanno rimesso le cose in chiaro.