Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
Uno dei temi di questa edizione di Wimbledon, nel torneo femminile, è capire che cosa potrà fare la numero 1 del mondo. Aryna Sabalenka è al comando della classifica da fine ottobre 2024, si sta avvicinando alle 100 settimane da leader e non sembrano esserci vere minacce all’orizzonte per un avvicendamento in testa alla graduatoria, soprattutto per la condizione delle più vicine rivali, eppure l’ultimo periodo è stato un insieme di tanti tasselli poco positivi.
Dalla vittoria di Miami, il completamento del Sunshine Double, Sabalenka è andata incontro a varie vicissitudini in campo che sono forse “esplose” nella pesantissima sconfitta dei quarti di finale del Roland Garros contro Diana Shnaider. Dopo quella sconfitta, tra la delusione a livelli massimi e l’imbarazzo per come avesse buttato tutto da 6-3 4-1 e servizio, aveva preso qualche giorno libero e cercato di analizzare con uno psicologo questi continui atteggiamenti in campo che ne stanno limitando i propri traguardi.
Sono “solo” due gli Slam vinti da numero 1, con ben tre finali perse più tanti altri appuntamenti in cui ha raccolto perlopiù delusioni (come l’ultimo atto delle WTA Finals 2025). Questo periodo di sostanziale intoccabilità poteva darle molto più di quanto raccolto, anche perché è forse nella fase di massima maturazione del proprio percorso da atleta e gioco forza è sempre tra le principali favorite (se non in assoluto la grande favorita) di ogni torneo a cui prende parte. Eppure, i difetti che in qualche modo si porta dietro da sempre tendono a riaffiorare. Lo ha rivelato quel giorno a Parigi quando ha buttato 10 game consecutivi, lo si è visto nel primo torneo dopo quella giornata quando ha subito un nuovo 6-0, stavolta contro Jessica Pegula nella semifinale del WTA 500 di Berlino.
Siamo ora un po’ in attesa di capire se (o meglio, “quando) ci sarà il punto di svolta, perché siamo portati a pensare abbia ancora tanto tempo a disposizione sebbene si fosse lasciata scappare un “vorrei chiudere ora col tennis” di enorme frustrazione al Roland Garros. Oggi, nel suo secondo turno contro McCartney Kessler, ha riproposto qualcosa di questi scricchiolii: dominato il primo set, è stata a un punto dal dover affrontare un terzo parziale. Kessler ha fatto il break sul 3-2 con un calo di concentrazione e intensità della rivale e sul 5-3 ha avuto due set point con il proprio servizio, non riuscendo però ad approfittarne. E in questi casi, visto anche l’ottimo rendimento (paradossalmente) nei tie-break di Aryna, forse il più era fatto. Sul 6-6 le due han giocato 20 punti, Sabalenka ha annullato altri due set point e ha chiuso 11-9. Il sorriso enorme sul volto mentre salutava il pubblico può sia voler dire la soddisfazione di aver evitato nuovi guai sia che forse sta quantomeno imparando a navigare quei momenti mentalmente delicati.
Al terzo turno avrà Aljona Ostapenko, la solita variabile enorme di questi tabelloni. La lettone si è imposta 6-2 6-0 contro Antonia Ruzic, in uno Slam dove ha già fatto due quarti di finale e una semifinale. Chi invece non ha mai superato il terzo turno è Naomi Osaka, numero 14 del seeding, che però mai come quest anno sembra trovarsi piuttosto a suo agio su una superficie che (eufemismo) non le è mai piaciuta. Altra vittoria netta della giapponese, col 6-3 6-2 contro la qualificata Anastasia Gasanova, e terzo turno dove avrà di fronte Daria Kasatkina.