Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
30 Giu 2026 18:30 - Senza categoria
Wimbledon: Swiatek e Rybakina, vittorie e brividi
di Diego Barbiani
Ieri abbiamo avuto poco da raccontare sulle partite delle migliori: praticamente tutte hanno concluso la loro pratica in due set, contro avversarie sulla carta facili da gestire, e di fatto ogni vero giudizio sulle varie condizioni sembra rimandato quantomeno al secondo turno. Oggi, invece, Wimbledon ha visto abbastanza in affanno due delle prime quattro teste di serie del proprio tabellone di singolare femminile. E pensando anche all’ultimo periodo, e alle rispettive avversarie, era abbastanza prevedibile.
In generale abbiamo tanti punteggi altalenanti in questo martedì 30 giugno. 6-1 3-6 6-2 per Marie Bouzkova contro Taila Gibson, 6-2 2-6 6-1 per Viktorija Golubic contro Iryna Shymanovic, la nostra Jasmine Paolini che ha ribaltato un 0-6 iniziale contro Robin Montgomery, Kimberly Birrell che ha battuto Alina Korneeva 6-3 0-6 6-2. I primi giorni a Wimbledon non sono mai facili da prevedere, perché tutti hanno difficoltà ad affrontare un terreno alquanto scivoloso e sono pochissimi quelli che hanno buone sensazioni da subito, soprattutto se nel caso di Iga Swiatek si arriva a questo Slam notoriamente per lei molto complicato addirittura da campionessa in carica e si viene sorteggiati al primo turno contro un’avversaria già di per sé complicata da gestire su questa superficie, e con la pressione ulteriore addosso di un esordio che a Church Road ha un valore ancor più grande rispetto a ogni altro torneo.
Era lei a inaugurare il Centre Court nella seconda giornata, e lo sapeva da 12 mesi, oltretutto senza aver davvero ritrovato il livello tale da darle la giusta fiducia di esser lontana da qualche delusione che forse sarebbe rieccheggiata ancor di più visto che Wimbledon, luogo che trasuda storia e nobiltà sportiva, pone questa grande attenzione sul primo match di lunedì e martedì. E Iga ha mostrato un po’ tutto questo suo essere: lontana dalla miglior versione di sé (oltre 35 errori gratuiti, 9 doppi falli e la sua consueta fatica ad adattarsi alla superficie che soltanto per un breve periodo nel 2025 è stata messa in secondo piano). Ha parlato di questo a fine gara, dopo un altalenante 6-1 2-6 6-3 contro Taylor Townsend che invece ha tante qualità da mettere in campo e spesso la si è vista esaltarsi contro big in difficoltà, soprattutto allo US Open.
“Oggi era difficile, ma volevo dimostrare a me stessa che potevo farcela”, le parole di Swiatek a fine gara. Sa bene che non ha il tennis di 12 mesi fa e il tabellone davanti a lei, almeno in questa prima settimana, sarà duro da gestire. E pure da un eventuale ottavo in poi, con meno erba e forse appoggi più sicuri, ha forse il percorso più difficile di tutte. Ancora una volta. Anche perché dal momento del sorteggio praticamente tutti guardano a un eventuale terzo turno contro Serena Williams, che in caso rischierà di essere ulteriormente carico di tensione e nervi. Iga, fin qui, non è la tennista che riusciva in precedenza a gestire e navigare anche nelle difficoltà più grandi. La sconfitta agli ottavi del Roland Garros è un esempio di come una giocatrice più in forma fin lì (Marta Kostyuk, nell’occasione) potesse metterla in affanno alla battuta mentre l’esordio con sconfitta a Bad Homburg contro Emma Navarro per quanto meno pesante è comunque un altro segnale di quanto il 2026 sia fin qui duro da attraversare, pur con qualche bella prestazione giunta sul rosso. E al prossimo turno avrà Karolina Pliskova, che si è imposta 6-3 6-4 nel derby ceco contro Tereza Valentova.
Molto impegnativo anche l’esordio di Elena Rybakina, numero 2 del seeding ma anche lei ora in una fase piuttosto opaca rispetto alla brillante prima fase di stagione. 6-4 1-6 6-3 contro Lois Boisson, con Stefano Vukov in panchina spesso a cercare di scuoterla e incoraggiarla a muovere in piedi, in difficoltà nel colpire bene le traiettorie particolari della semifinalista del Roland Garros 2025 che faceva bene a variare tanto tra il dritto così unicinato e carico di spin e un rovescio piatto e radente. Tanti errori, un senso di vulnerabilità che fino a poche settimane fa non si intravedeva e pur con un primo set vinto 6-4 è poi crollata nel secondo e ha dovuto tirarsi su da almeno un paio di turni di battuta delicati a inizio del set decisivo. Sul 3-2 ha mancato poi uno 0-40 per l’ottimo atteggiamento della francese, coraggiosa e anche un po’ fortunata, mentre sul 4-3 è tornata avanti 0-40 e sul terzo punto Boisson è scivolata nell’angolo sinistro del suo lato di campo cominciando a toccarsi il ginocchio. Ha continuato a giocare, ma tra un punto e l’altro continuava a fare stretching come a testare un fastidio che sentiva. Ha perso la battuta e la kazaka si è poi imposta col servizio a disposizione, ma cambia abbastanza poco sul giudizio generale, anche qui non convincente.