Terremoto a Wimbledon: Osaka elimina Sabalenka

Fuori Iga Swiatek (campionessa in carica), fuori Elena Rybakina (campionessa nel 2022), fuori Barbora Krejcikova (campionessa nel 2024) e fuori (ieri) anche Amanda Anisimova, finalista nella passata edizione. Ora, fuori anche Aryna Sabalenka.

Wimbledon femminile sembra destinato a scrivere una pagina nuova della sua storia, con un tabellone sempre più incerto e il crollo della numero 1 del mondo è l’ennesimo scossone di spessore, con a beneficiarne Naomi Osaka. La stessa tennista giapponese che su erba non aveva mai avuto stimoli per far bene, in affanno a ogni spostamento e in difficoltà nel capire i rimbalzi. Ora, alla soglia dei 29 anni, ha fatto il botto. Dopo aver superato per la prima volta in carriera l’ostacolo del terzo turno a Church Road ha fatto un passo in più con il 6-2 7-6(1) contro Sabalenka, al secondo Slam di fila ben sotto i suoi standard e che seppur non rischierà granché in termini di ranking ha così visto svanire una nuova stagione avara di soddisfazioni al di fuori del cemento.

Per Aryna questo 2026 doveva essere l’anno in cui, al di là della consueta pericolosità sulle superfici veloci, finalmente metteva insieme i tasselli del suo puzzle anche sulla terra battuta e sull’erba, lì dove finora ha solo ottenuto una finale (al Roland Garros, nel 2025). Invece, da ormai un paio di mesi il rendimento generale è sceso. Prima pur non vincendo sapeva farsi avanti abbastanza tranquillamente fino quantomeno alle semifinali, ora invece sembra in affanno come non la si vedeva da tanto tempo. Forse è un periodo, forse è un momento dove non riesce a fare più di così, ma come per Swiatek (e Rybakina) sembra vulnerabile alle prime difficoltà. È bastato un inizio non brillante e Osaka è scappata sul 5-1, ipotecando di fatto il parziale. Nel secondo invece l’equilibrio è regnato sovrano fino al tie-break, scoglio abbastanza sicuro per la numero 1 del mondo che dallo scorso anno si è spesso rifugiata lì per, paradossalmente, imporsi di forza e testa. Stavolta, Sabalenka si è spenta, buttando al vento tutto nel passaggio da 1-2 a 1-4.

Osaka di per sé è stata lucidissima e, finalmente, capace di mettere insieme una grandissima prestazione contro un’ottima avversaria su una superficie non favorevole. Si attendeva da tanto questo successo, uno squillo vero da parte sua che a fine marzo era così negativa dopo aver perso proprio contro la bielorussa da lasciar quasi intendere stesse davvero perdendo voglia e tempo a continuare a giocare. Non c’erano vere aspettative per i mesi successivi, e invece piccoli squilli sono stati seguiti da un concerto vero e proprio. E ora è tutto aperto, anche se Karolina Muchova ai quarti di finale è una giocatrice che le ha dato più volte fastidio e in questo 2026 si è liberata di un grande peso vincendo a febbraio il primo torneo WTA dopo 7 anni e replicando appena 10 giorni fa a Bad Homburg, quando Naomi si ritirò indietro 1-6 0-1. La ceca ha vinto il derby contro Krejcikova per 7-5 5-7 6-3 in una partita che sapeva di vecchia scuola per le qualità di entrambe e come riuscissero a far viaggiare bene la palla su questa superficie.

Non ha fallito invece Jessica Pegula, numero 4 del seeding e vincitrice in rimonta contro Iva Jovic per 4-6 6-3 6-1.

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