Noskova vince Wimbledon dopo un thriller, Muchova deve arrendersi

Il derby ceco nella finale femminile di Wimbledon va a Linda Noskova, nuova neo-campionessa Slam nel circuito WTA, che ha superato Karolina Muchova per 6-2 5-7 6-3. Una partita thriller, accesasi come una miccia sul 5-2 per la numero 9 del seeding nel secondo parziale ed esplosa nel giro di due game aprendo le porte di un terzo set che sembrava un miraggio fin lì.

Enormi applausi a Linda, perché sembrava sul punto di crollare e buttare ogni cosa al vento dopo essersi vista riprendere dal 6-2 5-2 e tre match point solo nell’ottavo game, ma ha ritrovato se stessa e i propri colpi fin dai primi turni di battuta del parziale decisivo. Muchova, dal canto suo invece, ha visto svanire il sogno Slam per la seconda volta dopo la finale persa al Roland Garros 2024 in circostanze abbastanza simili. Quel giorno fu dominata per un set e mezzo, accese la spina sotto 2-6 0-3 e meritò ampiamente di giocarsi tutto al parziale decisivo dove però, come oggi, è mancato qualcosa.

Forse la numero 10 del seeding non ha vere colpe, perché da quel game in cui ha salvato tre palle match (tra cui una anche con un’ottima smorzata) ha saputo costruire gioco e alzare il livello in maniera importante, provocando i pensieri di una Noskova quasi perfetta fino alle prime occasioni mancate e che comunque stava facendo di tutto per non perdere la battuta sul 5-3. Se il tennis è lo sport dei matti, però, un motivo c’è e pur dopo 70 minuti impeccabili Linda ha visto arrivare qualche errore, piccole crepe che sono diventate come voragini ai tanti match point mancati, compreso quello grave col proprio servizio sul 5-3 del secondo parziale, in cui ha commesso doppio fallo dando il là di fatto al tilt che le ha dato un altro match point (il quinto complessivo) non sfruttato sul 5-4 (molto brava la rivale) e sul 5-5 le ha fatto perdere la battuta.

Si è così arrivati al set decisivo, con un cambio di rotta game dopo game sempre più verticale. Noskova, che dominava con gli appoggi e sembrava ultra bilanciata nei propri colpi, lasciava andare fendenti letali fino al 5-3 e passo dopo passo si vedeva sempre più come gli effetti di questa pesante rimonta la stessero condizionando. Muchova, dal canto suo, era entrata in partita e meritava a quel punto di giocarsi tutto in un parziale. Nei vari scenari possibili immaginabili, è riapparso però quello che Linda ha avuto tra le mani nella prima metà di gara. In un momento chiave del primo game al servizio, la testa di serie numero 9 è riuscita dopo tanto tempo ad arrivare perfettamente su un dritto lavorato e senza peso (incrociato) di Muchova e impattare nuovamente nella maniera giusta per un tracciante che ha quasi tolto la racchetta dalle mani di Karolina. Game salvato e prime sensazioni positive che tornavano, con Muchova che alla battuta ha cominciato a vedere tornare verso di lei palle profonde e pesantissime e, sulla chance di break concessa, non ha saputo muoversi bene ai diagonali tesi ed efficaci cedendo la battuta.

Noskova voleva questo e sul 2-0 ha saputo tenere la battuta, allungando sul 3-0 e mettendo del tutto (o quasi) da parte gli affanni precedenti. Era di nuovo gara di testa, la prima di servizio la aiutava. C’era fatica, ma c’era tanta determinazione tornata nel suo gioco. La paura di poco prima sembrava un lontano ricordo e Muchova, al contrario, era sempre con poche chance vere in risposta. Di nuovo sul 5-2, Noskova non ha chiuso in risposta pur con un atteggiamento molto diverso rispetto a quanto visto un’ora prima e così, sul 5-3, è riuscita a far male con il servizio come (forse) poteva fare anche prima.

Con l’ultima prima vincente, Noskova è divenuta la nuova campionessa del singolare femminile di Wimbledon. A 22 anni è un successo meritatissimo, per quanto sia rimasta “nascosta” nel tabellone fino alle semifinali. Qualche anno fa era annunciata come la miglior punta della nuova generazione di tenniste dalla Repubblica Ceca e fino a ora non aveva proprio rispettato questo pesante fardello. Oggi, sotto gli occhi di Martina Navratilova e Petra Kvitova, ha compiuto il passo più grande.

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