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09 Lug 2026 19:39 - Senza categoria
Muchova contro Noskova: derby ceco in finale a Wimbledon
di Diego Barbiani
Karolina Muchova è originaria di Olomuc, Linda Noskova di Vsetin. Tra le due c’è una distanza tra i 70 e gli 80 chilometri. Sabato saranno l’una contro l’altra per un incredibile derby ceco nella finale del singolare femminile di Wimbledon.
Una giornata rocambolesca ha visto entrambi i pronostici ribaltati, con la prima semifinale durata oltre le due ore e mezza e in cui Muchova ha pure “salvato” un match point (è forse più corretto dire che Gauff ha giocato malissimo quella palla corta) mentre Noskova ha spazzato via Marta Kostyuk che sembrava inizialmente poter gestire con relativo agio la potenza della rivale e invece fermatasi ancora una volta a un passo dalla prima finale Slam, proprio come successo al Roland Garros.
La prima semifinale è la partita che ha segnato fin qui il torneo. Un 6-2 1-6 7-6(10) che molto probabilmente sarà anche la sfida più bella giocata nel tabellone femminile, con Muchova che ha retto al meglio la tensione nei game finali esaltandosi anche nel tie-break con almeno un paio di punti al volo spettacolari. Ha forse più qualità di gioco della statunitense, cosa che spiega il netto primo set a suo favore, ma al tempo stesso soffre tanto il temperamento e il carattere della rivale che aveva battuto una sola volta in 7 precedenti. Sul veloce, soprattutto, pativa tanto la differenza sul rovescio e col dritto non era mai sufficientemente costante. Su erba, ha trovato qualcosa che pur subendo un netto 1-6 nel secondo parziale le ha dato modo di proseguire punto a punto in quello decisivo.
Il servizio era fondamentale, ma ci ha messo tanto del suo estro. Splendida la demivoleè sul 2-1 in suo favore nel tie-break. Coraggiosissima la voleè in tuffo sul 4-3. Eppure sembrava non bastare, perché sul 9-8 Gauff ha avuto una palla comodissima per chiudere la partita e ha deciso di giocare una smorzata. Non era forse la scelta sbagliata, ma l’ha eseguita molto male. In conferenza stampa ha parlato di quel momento come una sliding door simile alle tante di questo sport: “L’avessi fatta, forse mi avreste elogiato per la freddezza nel momento decisivo. Purtroppo è andata così, vorrà dire che sarà ancor più bello quando farò mia la vittoria”. Muchova, invece, andata in vantaggio ha avuto la bravura di impostare lo scambio decisivo per puntare ad avere il rovescio lungolinea in avanzamento. Si era preparata anche la successiva voleè, ma non è servita e sabato giocherà la sua seconda finale Slam della carriera dopo quella al Roland Garros del 2024. L’unico appunto, semmai, è che quei momenti in cui faceva stretching nelle fasi conclusive della partita non indicassero qualcosa di fastidioso agli addominali, altra zona per lei molto sensibile e soggetta negli ultimi anni a continui problemi.
Così, di fronte a lei ci sarà Noskova. Lei alla prima finale Slam in assoluto e arrivataci dopo aver vinto il WTA 500 di Berlino più sei partite a Church Road partendo “nelle retrovie”, abbastanza nascosta nel tabellone. Non si è quasi mai parlato di lei come mina vagante, eppure già al quarto turno aveva colto un ottimo risultato contro Madison Keys. Oggi ha probabilmente messo insieme la sua prestazione migliore con un 6-4 6-4 a Kostyuk forse ancor più netto nel suo insieme che nel semplice risultato finale. Al servizio è stata quasi ingiocabile fino al 6-4 3-1. Un attimo di calo, un controbreak dell’ucraina e l’aggancio sul 3-3. Tolto quello, però, il rendimento alla battuta è stato quasi mortifero per le speranze della rivale che non è parsa così spavalda e brillante come nelle precedenti giornate, sentendo forse ancora troppo questo step da fare con anche 22 errori non forzati, per quanto ormai sembra mancarle veramente poco. Tra l’altro, questo risultato la riporta nuovamente fuori dalla top-10: le manca sempre meno, probabilmente ci entrerà con il procedere della stagione, ma non era questo il momento e Noskova meritatamente ha ottenuto la finale.
Muchova e Noskova si ritroveranno di fronte quindi per l’appuntamento decisivo e sarà appena il secondo confronto in carriera dopo il terzo turno allo US Open 2025, quando Karolina si impose in 3 set.