Djokovic vince ancora, ai quarti trova Auger Aliassime

Novak Djokovic supera Roger Federer e Roman Safiullin al termine di una sfida spigolosa e ricca di trappole, timbrando il cartellino per la seconda settimana di Wimbledon. Non è stata una passeggiata per il fuoriclasse serbo, costretto a fare i conti con un rivale in totale stato di grazia, reduce dallo scalpo eccellente di Joao Fonseca e capace di esprimere un tennis piatto e potente, ideale per le superfici rapide. Ma nei momenti in cui la pallina ha iniziato a scottare e il traguardo si è fatto vicino, la differenza di cilindrata mentale ed esperienza ha tracciato il solco definitivo.

Il match si apre con un doppio break con Safiullin che non mostra alcun timore reverenziale nei confronti dell’illustre avversario. Il russo serve con percentuali molto buone e disinnesca le risposte bloccate di Nole con violentissimi traccianti di diritto. Safiullin arriva addirittura ad avere due palle per il 6-2 ma sciupate quelle quando a servire per portarsi avanti di un set, mostra tutta la sua fragilità mentale giocando un game orribile. Si arriva così ad un tie-break molto combattuto, con il russo che salva un set point incredibile ma non basta. Djokovic non fa niente di eccezionale ma è sufficiente tenere gli scambi per costringere l’avversario all’errore. Scampato il pericolo, il secondo set scivola via con apparente facilità per il serbo, che alza il ritmo in risposta e brekka un Safiullin visibilmente scoraggiato dalle occasioni mancate in precedenza.

Quando il traguardo sembra a un passo, la partita cambia improvvisamente spartito. Nel terzo set, Djokovic accusa un vistoso e inatteso passaggio a vuoto, smarrendo la prima di servizio e subendo le risposte aggressive del russo. Safiullin ne approfitta immediatamente, strappa la battuta al serbo e riapren una contesa che sembrava già archiviata, prolungando la serata del Centre Court. La reazione del campione, tuttavia, non si fa attendere: nel quarto parziale Nole resetta i pensieri, ritrova la profondità dei colpi da fondo e spegne le ultime speranze del rivale con un break chirurgico a metà frazione. Il sei a tre finale è il sigillo su una vittoria sporca ma preziosissima, che consente a Djokovic di battere il record di incontri vinti a Wimbledon e soprattutto proietta il serbo verso la fase calda del torneo.

Nei quarti di finale, raggiunti per la sessantatreesima volta (!), Djokovic troverà come da pronostico Felix Auger Aliassime, che ha dato vita con Alejandro Davidovich Fokina a una sfida molto intensa, vinta dal canadese in quattro set. Un match bloccato, claustrofobico per lunghi tratti verrebbe da dire, in cui i due contendenti si sono aggrappati ai rispettivi turni di battuta senza concedere quasi nulla alle risposte avversarie. A fare la differenza, alla fine, sono stati pochissimi dettagli e la capacità del nordamericano di piazzare le uniche due zampate vincenti nei momenti in cui la tensione ha tolto un briciolo di lucidità allo spagnolo.

I primi due parziali sono stati un inno all’inviolabilità del servizio. Nel primo set, Davidovich Fokina ha giocato con una regolarità impressionante, variando le traiettorie e non offrendo mai il fianco alle accelerazioni di Felix. Arrivati inevitabilmente al tie-break, lo spagnolo è stato più lucido nel gestire i rimbalzi bassi, portandosi a casa la frazione per sette punti a quattro. Lo spartito non è cambiato di un millimetro nel secondo set: traiettorie fulminee, scambi ridotti ai minimi termini e un secondo tie-break drammatico. Questa volta, sul filo del rasoio, Auger-Aliassime ha pareggiato i conti, togliendo una colossale certezza psicologica al rivale.

La prima svolta dell’incontro è arrivata nell’ottavo game del terzo set, quando la fatica e la pressione hanno iniziato a scardinare i meccanismi perfetti visti fino a quel momento di Davidovich Fokina che ha accusato il primo, vero passaggio a vuoto del suo match, commettendo due errori gratuiti in uscita dal servizio. Auger-Aliassime non si è fatto pregare: ha aggredito la seconda dello spagnolo, ha conquistato il primo break dell’intera partita e nel game successivo ha chiuso il parziale. Nella quarta frazione Auger Aliassime ha subito approfittato del momento complicato dello spagnolo andando avanti già al terzo game e nonostante Davidovich sia rimasto attaccato al match – salvando anche due match point nel nono game – il canadese è apparso in totale fiducia sui propri turni di servizio. Ma nel finale ecco la seconda svolta. Il canadese conquista due match point nel nono game, annullati dallo spagnolo e nel game successivo si incarta e cede per la prima volta il servizio con un doppio fallo sulla palla break. Si arriva al terzo tiebreak e Auger Aliassime combina pasticci in serie, soprattutto col dritto, concedendo il quinto set.

Niente di grave alla fine, perché lo spagnolo è in evidente crisi fisica, Auger Aliassime arriva rapidamente sul 5-0, con un parziale di 22 punti a 4, trova il tempo per farsi annullare altri 4 match point ma chiude finalmente al settimo game, raggiungendo i quarti di finale per la seconda volta a Wimbledon, cinque anni dopo la sconfitta contro Berrettini. Curiosamente con Djokovic ci sono solo due precedenti, forse meno, visto che uno, quello vinto dal canadese, è alla Laver Cup del 2022. L’altro lo vinse Djokovic sulla terra del foro italico. Dovessimo scommettere forse qualche spiccio lo lasceremmo sul buon Felix, a condizione che riesca ad evitare le incredibili amnesie di questa partita.

Ottavi di finale

[1] J. Sinner vs [Q] S. Mochizuki
J-L. Struff b. H. Hurkacz 3-6 6-7(5) 7-6(2) 7-5 4-2 rit.
[3] F. Auger-Aliassime b. [22] A. Davidovich Fokina 6-7(4) 7-6(6) 6-3 6-7(2) 6-1
[7] N. Djokovic b. [Q] R. Safiullin 7-6(6) 6-3 3-6 6-3

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