Andreeva conquista il Roland Garros: primo Slam a 19 anni

Mirra Andreeva è la nuova campionessa del Roland Garros, il primo titolo Slam per la tennista classe 2007 e che sapeva avrebbe avuto in questo torneo così incerto una chance molto importante tra le big non perfette nel loro percorso di avvicinamento e lei invece ha giocato tanto e ha fatto molto bene.

La numero 8 del seeding ha avuto vita abbastanza facile oggi, come in tutte le sue partite giocate dagli ottavi di finale confermando una condizione generale ottima trovata proprio durante lo Slam parigino. Non aveva perso più di tre game per set dal match contro Jil Teichmann, e anche oggi si è ripetuta contro Maja Chwalinska imponendosi 6-3 6-2.

La finale più improbabile del torneo, più che altro per la presenza della qualificata polacca, è stata di per sé non indimenticabile. Ci sono tre momenti che si possono ricavare dall’ora e mezza circa di gioco: un inizio abbastanza teso ed equilibrato, l’allungo di Andreeva una volta scioltasi e capendo di avere tutto tra le mani per evitare una beffa enorme, l’ultimo sussulto di Chwalinska per quantomeno schiodarsi da quello ‘0’ anche nel secondo parziale.

L’ufficio facce delle due all’ingresso in campo era di giocatrici abbastanza tese, mentre il pubblico era quasi soltanto per Maja che già solo con la sua storia aveva conquistato tanti appassionati e curiosi, per di più mettendo in campo un gioco molto vario e particolare ha rappresentato il tocco in più di tre settimane rocambolesche. La sua vita cambierà, in ogni caso, dopo oggi. Da lunedì sarà numero 21 del mondo, ha più che raddoppiato i suoi guadagni ma soprattutto ha cominciato a trovare sponsor, cosa che quando sei costretta a vivere sul filo del rasoio settimana dopo settimana per le tue disponibilità e quali tornei prendere. Adesso vivrà in un’altra dimensione e oltre al pubblico sono state tantissime le colleghe a omaggiarla. Oggi, però, il peso delle 10 partite e del livello mai fronteggiato, con la fatica e le gambe non più così brillanti, non ha saputo essere pronta come voleva.

Avrebbe fatto fatica comunque, perché Andreeva è un’ottima tennista che non punta soltanto all’aggressività e non fa fatica a gestire le traiettorie molto alte che Maja cercava di impostare, ma al di là dell’equilibrio iniziale dove anche il vento faceva la sua parte dal 3-3 con un nuovo break si è lanciata in una serie complessiva di 9 game consecutivi vinti. Solo a un passo dal traguardo, sul 6-3 5-0, ha avuto un leggero calo dando modo alla polacca di rosicchiare qualcosa, ma la questione generale era pressoché finita. Gambe, gioco, spinta, forza… Chwalinska oggi non riusciva a replicare le prestazioni precedenti, e già contro Anna Kalinskaya nei quarti e Diana Shnaider in semifinale sembrava che all’inizio del secondo set, in entrambi i casi, avere un calo fisico. Era riuscita a nascondere tutto piuttosto bene, perché le sue prestazioni erano tali da non far notare grandi cose. Oggi però serviva ben altro.

Andreeva in questa parte di stagione sul rosso ha vinto a Linz a inizio aprile per poi raggiungere una semifinale a Stoccarda, la finale nel WTA 1000 di Madrid e i quarti a Roma. Con questo successo, oltretutto, sale al numero 1 del mondo nella Race con circa 400 punti sopra Aryna Sabalenka, 700 circa sopra Elena Rybakina e un migliaio più di Elina Svitolina. Ora si apre una seconda parte di stagione ancor più interessante.

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