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02 Giu 2026 15:31 - Senza categoria
Kostyuk, il 17 non è tabù: semifinale al Roland Garros, sfida Andreeva
di Diego Barbiani
Marta Kostyuk è per la prima volta in carriera in una semifinale di un torneo Slam, al Roland Garros. L’ucraina classe 2002 ha impiegato forse più del dovuto, tra mille vicissitudini personali e non, per tagliare un traguardo che sembrava fattibile fin dal primo Major della carriera giocato all’Australian Open 2018, ma finalmente è arrivata tra le migliori quattro.
Il Roland Garros 2026 è per lei una continuazione, fin qui, di un cammino netto avuto fin da inizio aprile con la maglia della nazionale ucraina nello spareggio per le Finals di Billie Jean King Cup contro la Polonia e col 6-3 2-6 6-2 ai danni della connazionale Elina Sviotlina ha raggiunto quota 17 successi consecutivi e ritroverà giovedì Mirra Andreeva, già sconfitta quest anno nei due precedenti incontri tra cui la finale del WTA 1000 di Madrid.
Lo storico derby ucraino, dove mai prima in uno Slam si erano avute (o avuti) due rappresentanti del paese europeo l’una contro l’altra così avanti nel tabellone, ha visto prevalere la giovane Marta con un livello generale sempre abbastanza alto e con la determinazione incanalata nel modo giusto. Come la si era vista contro Iga Swiatek al quarto turno, ma anche in diverse partite dell’ultimo periodo, ha un approccio forse più consapevole e pericoloso alle partite. I suoi movimenti la spingono ovunque in campo, capace di tenere lo scambio ad alti ritmi e sacrificarsi in fase di copertura come di scegliere i momenti giusti per attaccare. Poi c’è la sua voglia, sconfinata al momento, di non fermarsi, accompagnata da un carattere in campo che si fa notare spesso.
Nel 2018, proprio nel suo primo torneo Slam tra i grandi, disse in maniera un po’ sarcastica e autoironica dopo la netta sconfitta contro Elina al terzo turno che era stata fortunata ad avere una lezione di tennis gratis e di non aver pagato l’ora del campo. Le due poi hanno costruito un bel rapporto, distanti a livello di età ma vicine da tante questioni comprese quelle extra tennis. Così, dopo l’ultimo servizio vincente, l’abbraccio tra le due è stato molto carino, soprattutto visto anche cosa sia successo per l’ennesima notte nel loro paese, come dichiarato anche dalla stessa Marta nell’intervista in campo. Infine, grazie a questa lunga serie positiva, Kostyuk si è avvicinata tantissimo alla top-10. Al momento ha circa 300 punti di ritardo da Karolina Muchova, che potrebbe scavalcare in caso di finale.
Giovedì, nella prima semifinale, sfiderà nuovamente Andreeva. Mirra, da par suo, ha avuto una prestazione forse più convincente per punteggio rispetto all’avversaria che aveva di fronte, anche se il suo bagaglio di tennis è migliore di Sorana Cirstea. La rumena ha avuto mesi di grande valore tanto da infrangere un best ranking al numero 21 che durava da circa 12 anni, ma Andreeva è stata molto brava a non farla mai entrare in partita e a travolgerla con un netto 6-0 6-3 e la partenza sprint ha forse spento quasi subito le intenzioni di Sorana, che dopo il doppio break di ritardo al termine di un paio di game combattuti ha mollato il parziale e nel secondo, alle prime difficoltà, ha lasciato definitivamente andare l’avversaria. Non era giornata, con tantissimi errori e la sensazione che facesse tanta fatica a reggere il ritmo della rivale classe 2007, già alla seconda semifinale Slam parigina dopo quella persa contro Jasmine Paolini nel 2024.