Dal 1999 a oggi, la durata media di un match del Grande Slam maschile è aumentata di oltre mezz’ora, un incremento del 23,4% che non si spiega solo con l’ascesa dei giocatori di fondo campo o con le superfici più lente: racconta una trasformazione profonda del tennis professionistico, in cui la resistenza fisica ha progressivamente […]
Giornata che apre la parte alta del tabellone WTA 1000 di Madrid. Due teste di serie “pesanti” escono di scena prima ancora degli ottavi di finale, e con la sconfitta all’esordio (con qualche problema di troppo a un piede) per Elina Svitolina, numero 7, oltre a Mirra Andreeva e Aryna Sabalenka ci saranno dei volti diversi nei quarti di finale.
Jasmine Paolini è, purtroppo, nota negativa. La numero 6 del tabellone è stata sconfitta 7-5 6-3 contro Haley Baptiste non riuscendo quasi mai a strappare la battuta a una statunitense arrembante e spesso molto cinica a dispetto di un atteggiamento in campo quasi leggero e distaccato, capace però sistematicamente di trovare importanti prime di servizio sulle varie palle break concesse.
Recuperato lo svantaggio iniziale, la giocatrice di Washington DC ha fatto un primo passo pesante in avanti evitando un controbreak sul 3-3 e mantenendosi avanti nel punteggio ha forse avuto qualcosa in più a livello mentale contro una Paolini ben diversa sia dal primo turno contro Laura Siegemund sia (sembrava un lontano ricordo) il match di Stoccarda contro Zeynep Sonmez, ma lei stessa all’ennesima chance che non ha potuto giocarsi non ha fatto altro che allargare le braccia e lasciar andare una mezza risata ironica. Baptsite tra servizio e dritto faceva impressione, soprattutto se riusciva a giocare da ferma ed evitando spostamenti importanti. Con quella potenza nei colpi, però, Jasmine faceva fatica a guadagnare la linea di fondo e muvoere la palla. Soprattutto, per quanto l’avversaria facesse vedere qualche impaccio, spesso si lasciava andare a quelle soluzioni “alla disperata” che risultavano però vincenti.
Paolini si è vista poco lucida nelle fasi cruciali, sia sul 4-5 sia sul 5-6, con almeno un paio di brutti errori a cui son seguiti sguardi accigliati e qualche parola di troppo. Nel complesso non è stata negativa, non si è mai davvero abbattuta, ma non è riuscita a fare qualcosa in più e così il dritto sul set point della rivale è volato via e nel secondo parziale dopo altre occasioni in risposta su cui non ha potuto far nulla ha perso la battuta alla quarta chance concessa (e con poche prime in campo) sull’1-2 lasciando andare la rivale verso il successo.
Iga Swiatek, invece, è la seconda big di questa parte alta a salutare. Per lei, sempre parlando di periodi poco fortunati, c’è stato addirittura un ritiro. La partita contro Ann Li ha quasi subito avuto i contorni di una via crucis: break iniziale per la statuntiense, vantaggio di 2-0. La polacca ha giocato quasi sempre in rincorsa, senza brutte percentuali al servizio ma con tanta fatica nel ritmo da fondo campo contro un’avversaria normalmente abbastanza gestibile. Ha recuperato un secondo break di ritardo sul 4-5, ma nel tie-break non c’è stato verso e dopo 75 minuti era sotto. Il secondo set è stato un netto 6-2 in suo favore, anche perché Li non aveva la forza di continuare su quei livelli, ma qualcosa nella numero 4 del seeding non andava e faceva tanta fatica ad approcciare la panchina e rialzarsi dopo il cambio campo. Nel terzo, dopo una pausa, è tornata in campo ormai bianca pallida in volto. È scivolata indietro 0-3, ha chiamato il fisioterapista, è giunta anche la supervisor e di fatto è finita lì a causa di una malattia che qualcuno aveva notato anche nel warm up odierno, con Iga che a un certo punto si era fermata accasciandosi alla parete e cercando come di prendere fiato.
Il problema vero ora non è l’aver perso contro Li, viste le circostanze, né il non aver difeso i punti della semifinale del 2025 che le faranno perdere ulteriore terreno in classifica dalle primissime. Il problema è che per il secondo torneo consecutivo non è riuscita a mettere insieme due partite: a Stoccarda il tabellone è sempre duro e affrontare una tennista in forma come Mirra Andreeva e lei all’inizio di un nuovo percorso poteva portare alla sconfitta, qui invece ci si è proprio messa la sorte. Lo diceva in questo periodo: il lavoro iniziato con Francisco Roig sembra funzionare, ma deve trovare fiducia in sé e senza tante partite giocate qualcosa continuerà a mancare.
Andreeva, invece, ha fatto il suo con un 6-3 6-2 a Dalma Galfi e la sensazione generale che possa aver imboccato un altro buon torneo per arrivare almeno in semifinale. Soprattutto vista la situazione da quella parte di tabellone con al quarto turno Anna Bondar, che ha battuto 7-6(3) 6-1 la wild-card Laura Samson.
Risultati
[1] A. Sabalenka vs [29] J. Cristian
[Q] A. Kalinina vs [14] N. Osaka
[11] B. Bencic b. [18] D. Shnaider 6-2 7-6(6)
[30] H. Baptiste b. [6] J. Paolini 7-5 6-3
[31] A. Li b. [4] I. Swiatek 7-6(4) 2-6 3-0 rit.
[24] L. Fernandez b. [16] I. Jovic 3-6 6-3 6-2
[9] M. Andreeva b. D. Galfi 6-3 6-2
A. Bondar b. [WC] L. Samson 7-6(3) 6-1