Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
In un periodo in cui il tennis sta vivendo luci ed ombre a causa di accuse di doping, o presunte tali, il web riporta oggi un nuovo avvenimento che pone una serie di domande per il momento senza risposte. I media spagnoli hanno infatti affermato che la tennista Nuria Llagostera Vives è risultata positiva alla metanfetamina.
Il prologo della storia racconta la spagnola era riapparsa in occasione del torneo di Standford, dopo quattro mesi di assenza per infortunio, torneo a cui però non ha potuto prendere parte a causa di un problema intercorso alla sua compagna di doppio. Nonostante questo però, la Llagostera Vives è risultata positiva ad un controllo antidoping, senza però essere sospesa, visto che ha poi proseguito la stagione sul cemento americano (Carlsbad, Toronto, Cincinnati, New Haven e US Open) senza assenza ferire.
La federazione spagnola, tramite un comunicato ufficiale, ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna notifica in merito a casi di doping, né per la Llagostera Vives, né per alcuna altra giocatrice: “La federazione non ha ricevuto nessuna notifica di doping – ha affermato il vicepresidente della RFTE Fernando Fernández – anche perché il nostro obiettivo è la tolleranza zero verso il doping”.
Ora il dubbio lecito è comprendere se ci sia stato un errore di comunicazione (e di azione) e a quale livello. Tra le ipotesi al vaglio, c’è anche quella che la giocatrice, proprio per la lesione precedente sia stata autorizzata ad un certo tipo di trattamento e che quindi non sia passibile di alcun procedimento.
Per ora purtroppo non ci sono certezze e in attesa di conferme, sia dalla federazione internazionale, sia da quella spagnola, il tennis si macchia ancora di un caso dubbio, come lo è stato di recente per Troicki o anche Cilic.
Tra la necessità di trasparenza e quella di riservatezza, il tennis scopre il suo lato debole su cui deve ancora lavorare per evitare situazioni spiacevoli.