Ranking ATP/WTA: Cobolli top ten! Boom Chwalinska, Arnaldi, Berrettini

Flavio Cobolli irrompe nella top ten del ranking ATP.

Lo splendido percorso compiuto al Roland Garros, dove ha raggiunto la finale, permette al romano di fare breccia per la prima volta nell’élite mondiale, passando dal quattordicesimo al decimo posto (+ 4).

Cobolli è il settimo italiano capace di tanto nell’era computerizzata, dopo Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Per di più, Flavio è numero 4 nella Race, preceduto solo da Sinner, Zverev e Alcaraz. Avesse fatto suo il titolo, nella classifica su base dodici mesi, si sarebbe issato addirittura in quinta posizione.

A imporsi è stato, invece, Alexander Zverev, che consolida il terzo gradino del podio: ora il tedesco, infine sbloccatosi nei Major, vanta 7305 punti, contro i 9960 di Carlos Alcaraz, secondo, e i 13500 di Sinner, in vetta per la settantacinquesima settimana complessiva (+ 3 su Stefan Edberg, – 5 da Lleyton Hewitt). Nella Race Sascha si trova subito dietro al leader altoatesino, da cui ha fortemente accorciato la distanza (5040 a 5950).

Il piazzamento nei quarti, dove si è arreso a Cobolli, regala a Félix Auger-Aliassime un nuovo career high: numero 4 (+ 2). Il canadese precede Ben Shelton, che resta quinto, Alex de Minaur (sesto; + 1) e Novak Djokovic, che scivola sul settimo gradino (- 3), non avendo difeso la semifinale di dodici mesi or sono (è stato eliminato al terzo round). Esce dalla top ten Alexander Bublik (undicesimo; – 1).

Tra gli italiani non è solo Cobolli a festeggiare. Dietro a Sinner, a Lorenzo Musetti (sedicesimo; – 5) e a Luciano Darderi (diciottesimo; – 1), infatti, si fanno largo due splendidi e sfortunati protagonisti dello Slam parigino: Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini.

Arnaldi, che non ha potuto disputare la semifinale con Cobolli per un virus, mette a segno un sonante + 70, risalendo dal n. 104 al n. 34. Il suo omonimo Berrettini, costretto al ritiro nei quarti proprio contro di lui, si “limita”, per così dire, a un + 57, che lo riporta dal n. 105 al n. 48.

Tra i primi cento abbiamo, inoltre, Lorenzo Sonego (66; + 4) e Mattia Bellucci (78; – 5).

Seguono Andrea Pellegrino (109; + 15), Francesco Maestrelli (126; + 2), Stefano Travaglia (134; + 4), Luca Nardi (159; + 4), Francesco Passaro (166; – 5), Marco Cecchinato (172; + 6), Federico Cinà (185; + 53 con il secondo turno a Parigi dalle qualificazioni), Giulio Zeppieri (192; – 20) e Gianluca Cadenasso (193; + 3).

Per il resto, largo ai giovani: si riaffaccia in top twenty Jakub Mensik (17; + 10), spintosi in semifinale, mentre vi si avvicinano Rafael Jodar (23; + 6) e Joao Fonseca (25; + 5), fermatisi ai quarti.

Più in basso, brillano Juan Manuel Cerundolo (45; + 11), Zachary Svajda (62; + 23), Pablo Carreño Busta (71; + 18) e Jesper de Jong (83; + 23), tutti negli ottavi (l’ultimo da lucky loser), oltre a Jaime Faria (94; + 21), al terzo turno dalle qualificazioni.

In brusco calo Holger Rune (64; – 20), Ethan Quinn (67; – 17), Daniel Altmaier (85; – 28), Alexei Popyrin (90; – 29) e Jack Draper (112; – 37).

Anche il ranking WTA registra diversi movimenti in top ten. Coco Gauff, vincitrice del Roland Garros dodici mesi or sono e stavolta out al terzo round, scivola dal quarto al settimo posto (- 3). Ai piedi del podio tornano le altre statunitensi Jessica Pegula (quarta; + 1) e Amanda Anisimova (quinta; + 1).

Davanti a Gauff sale anche la trionfatrice dello Slam parigino Mirra Andreeva, che guadagna due posizioni, passando dall’ottava alla sesta (la siberiana è già stata in top five: numero 5 lo scorso 14 luglio). Subito dietro, scende Elina Svitolina (ottava; – 1), che pure ha confermato il piazzamento nei quarti del 2025.

Nei pressi dell’élite mondiale brillano le due semifinaliste, l’ucraina Marta Kostyuk (12; + 3), al career high, e l’altra russa Diana Shnaider (16; + 7).

Sfiora l’ingresso tra le venti la sorprendente finalista Maja Chwalinska, che in precedenza non aveva mai figurato tra le cento. La ventiquattrenne polacca, partita dalle qualificazioni, si issa in un colpo solo dal n. 114 al n. 21, con un clamoroso + 93.

Alla vigilia di Parigi, nel mese di maggio, Chwalinska si era fermata ai quarti nel W75 di Saint Gaudens (battuta da Jessika Ponchet) e aveva abbandonato al debutto nel “125” di Parma, dopo aver perso il primo set con Federica Urgesi. Poi, l’exploit all’ombra della Tour Eiffel, che ne lancia la carriera in una nuova dimensione.

Oltre il cinquantesimo posto, i balzi più consistenti li compiono Diane Parry (55; + 37) e Xiyu Wang (100; + 48), ambedue negli ottavi, la seconda dopo aver iniziato il percorso dal tabellone preliminare.

Debutta tra le cento la non ancora diciannovenne russa Alina Korneeva (96; + 21), che ha passato un turno in main draw dopo essersi qualificata.

Scivolano ben oltre il centesimo posto, invece, Qinwen Zheng (122; – 66) e Lois Boisson (155; – 112): entrambe sono uscite al primo turno, mentre l’anno scorso si erano spinte, rispettivamente, ai quarti e in semifinale.

Lieve calo per la migliore azzurra, Jasmine Paolini, ora quattordicesima (- 1). Alle sue spalle troviamo Elisabetta Cocciaretto (41; – 3) e Lisa Pigato (132; + 6).

Bene le protagoniste del “125” di Foggia: Lucia Bronzetti (147; + 25), giunta in semifinale, e Tyra Caterina Grant (157; + 27), approdata al match clou (tutte e due hanno ceduto alla spagnola Leyre Romero Gormez).

Seguono Lucrezia Stefanini (169; – 17) e Nuria Brancaccio (177; – 14). Si avvicina alle duecento la ventiduenne marchigiana Jennifer Ruggeri (213; + 54), impostasi nella prova W75 di Saragozza.

I top ten del ranking ATP: 1 Jannik Sinner, 2 Carlos Alcaraz, 3 Alexander Zverev, 4 Félix Auger-Aliassime (+ 2), 5 Ben Shelton, 6 Alex de Minaur (+ 1), 7 Novak Djokovic (- 3), 8 Daniil Medvedev, 9 Taylor Fritz, 10 Flavio Cobolli (+ 4).

Le top ten del ranking WTA: 1 Aryna Sabalenka, 2 Elena Rybakina, 3 Iga Swiatek, 4 Jessica Pegula (+ 1), 5 Amanda Anisimova (+ 1), 6 Mirra Andreeva (+ 2), 7 Coco Gauff (- 3), 8 Elina Svitolina (- 1), 9 Victoria Mboko, 10 Karolina Muchova.

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