Dal 1999 a oggi, la durata media di un match del Grande Slam maschile è aumentata di oltre mezz’ora, un incremento del 23,4% che non si spiega solo con l’ascesa dei giocatori di fondo campo o con le superfici più lente: racconta una trasformazione profonda del tennis professionistico, in cui la resistenza fisica ha progressivamente […]
La parte bassa del tabellone WTA 1000 di Roma si è allineata ai quarti di finale, ed entrambe le sfide avranno le teste di serie comprese tra le prime 8. Iga Swiatek contro Jessica Pegula sarà la partita delle 13 di mercoledì, mentre la sfida serale vedrà di fronte Elina Svitolina ed Elena Rybakina (salvo cambiamenti imprevisti nell’ordine di gioco che verrà pubblicato domani).
Se da un lato abbiamo avuto conferme, tra Rybakina e Svitolina che hanno vinto abbastanza comodamente le rispettive sfide contro le ultime due ceche rimaste in tabellone, Nikola Bartunkova e Karolina Pliskova, sia Pegula che soprattutto Swiatek hanno dato segnali importanti.
La statunitense non aveva una partita semplice contro Anastasia Potapova, segnata qui come qualificata ma in grande forma in queste ultime settimane tra la finale a Rouen e la semifinale di Madrid e destinata al rientro in top-30. Un 7-6(6) 6-2 che ha vissuto il suo massimo livello nel finale di primo set. La regolarità di Pegula sembrava poterle dare il primo parziale col servizio sul 5-4, ma dal 30-0 Potapova è risalita e la sua grande tenacia e abilità di stare nella lotta sono andate vicine a darle un parziale pesantissimo, terminato invece alla numero 5 del seeding con due ottimi punti dal 6-6 nel tie-break. C’era da un lato una giocatrice con più qualità, lei, che doveva però gestire la maggiore adattabilità dell’avversaria alla superficie e questo livellamento ha segnato la partita fino all’allungo sul 4-1 per Jessica nella seconda frazione.
Mercoledì, dunque, ci sarà il dodicesimo confronto in carriera con Swiatek, che è avanti 6-5 ma ha perso gli ultimi tre incontri e l’ultimo successo è addirittura alla finale delle WTA Finals di Cancun nel 2023. Iga, però, stasera ha svelato un po’ le sue carte. La prestazione offerta contro Osaka ha impressionato. Un 6-2 6-1 in poco più di un’ora di gioco di una partita che doveva dire qualcosa sul momento di entrambe e se normalmente su questa terra lenta e un po’ pesante la polacca doveva avere un logico vantaggio, in questo particolare momento storico c’era curiosità di capire quanto o come avrebbe potuto gestire l’aggressività continua di un’avversaria giunta con belle sensazioni dopo la giornata di domenica.
La tre-volte campionessa del Foro Italico, dal canto suo, ha fatto forse la miglior prestazione della stagione. Attenta, paziente, precisa, disposta a lavorare la palla con tanto spin sul dritto, spesso ad alzare la traiettoria e colpire dal lato destro senza soffrire tanto la diagonale. I piedi si muovevano rapidi, l’incoraggiamento era continuo, alcune soluzioni davano la sensazione di una giocatrice che stesse ricostruendo bene la propria fiducia in se stessa. A tratti, infatti, la si vedeva decidere per un cambio col lungolinea uscendo dalla diagonale di dritto verso spazi molto ridotti con scelte decise e precise. Il suo ritmo era alto, la pressione in risposta continua, e Osaka alla lunga sembrava sempre più in affanno e in ritardo nelle corse. Il match point è stato un passante di rovescio in corsa preciso e letale. Arriveranno nuovi test, forse già da mercoledì, e nuove occasioni per avere un quadro più chiaro di quale punto sia nel suo cammino, ma la prova di stasera metteva sempre più in luce una Swiatek sulla giusta strada.
Quasi in contemporanea, Rybakina sul Campo Centrale si esibiva in una prova quasi perfetta con un 6-0 6-2 a Pliskova in cui le sono scappati due game con un mini rilassamento sul 6-0 3-0, prima di riprendere la marcia dopo il cambio campo. E nei quarti ritroverà Svitolina, con gli scontri diretti che dicono 3-2 per la kazaka ma l’ucraina ha vinto l’ultimo confronto sebbene fosse un anno fa a Madrid. La numero 7 del seeding, nel pomeriggio, si era sbarazzata di Bartunkova per 6-2 6-3 concedendo forse qualcosa di troppo al servizio nel secondo parziale ma avendo vita abbastanza facile contro la ceca.