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13 Mag 2026 15:01 - Senza categoria
Swiatek rivede la luce: Pegula travolta, prima semifinale 2026
di Diego Barbiani
A inizio aprile, quando cominciavano a circolare i primi video di Iga Swiatek in allenamento alla Rafa Nadal Academy di Maiorca con il nuovo allenatore Francisco Roig e, soprattutto, la stessa leggenda spagnola, Jessica Pegula e Madison Keys nel loro podcast “The Player’s Box” commentavano così: “Lui è perfetto per Iga. Ho visto la clip di loro sulla terra e ho avuto un brivido: questo è un gran problema per tutte noi” (Pegula), “No davvero, oddio: l’ultima cosa di cui avevamo bisogno sulla terra era di avere Iga con Rafa. No, questo non deve essere permesso” (Keys).
Oggi, 13 maggio, la tre-volte campionessa del WTA 1000 di Roma ha ottenuto proprio al Foro Italico la prima semifinale della sua stagione e la prima vittoria contro una top-10, battendo Pegula con un netto 6-1 6-2. E il punteggio poteva pure essere più ampio, avendo lei concesso qualcosa sia sul 5-0 nel primo parziale, sia sul 4-0 nel secondo. E dopo il 6-2 6-1 contro Naomi Osaka agli ottavi, ha avuto una nuova giornata dove ha gestito nella maniera migliore un’avversaria che ancor di più in passato le ha dato tanto da fare. La domanda sembra scontata: è tornata la Swiatek che avevamo imparato a conoscere? Forse no, non ancora perlomeno, ma si vede sempre più la strada che ha deciso di percorrere e i frutti del nuovo lavoro con Roig si stanno rivelando partita dopo partita.
Oggi aveva la chance di tornare a battere una top-10 dopo sei sconfitte consecutive, striscia assolutamente anomala per lei, perché questa terra rossa è più lenta sia di Madrid sia di Parigi (almeno negli ultimi anni) e la grande pioggia del mattino ha reso le condizioni ancor più pesanti per la statunitense, malgrado il campo fosse stato prontamente coperto. A parte questo, però, Iga ha messo tanto del suo per rendere la vita difficilissima alla numero 5 del seeding. Centratissima mentalmente tanto da risultare calma e paziente e allo stesso tempo aggressiva da togliere il fiato, con un ritmo nel palleggio da fondo alla lunga asfissiante ma che lei ha per tanti anni gestito nella maniera migliore, costringendo le avversarie a rincorse che facevano perdere campo rispetto alla linea di fondo. E Pegula oggi ha spesso dovuto fare questo, perché nei servizi non aveva efficacia a causa di risposte continue che non le permettevano quasi di giocare.
Swiatek per tutto il primo set ha perso solo un paio di punti alla battuta, escluso un doppio fallo, gestendo molto bene le seconde con traiettorie in kick sul rovescio dell’avversaria che veniva spesso punita a causa di una pulizia d’impatto che oggi era un problema. Iga, infatti, negli scambi che iniziavano lasciava scorrere il braccio destro con una fluidità estrema e alzava, alle volte anche di parecchi metri rispetto alla rete, la traiettoria del dritto. Non può essere solo il cambio alto la vera novità di queste ultime partite, ma il dritto in sé sembra trasformato rispetto ai mesi precedenti. Pegula faceva tantissima fatica a gestire quegli spin, andava in anticipo per non perdere campo ma spesso era corta con le traiettorie e rimaneva in affanno, spesso doveva mettere la racchetta in allungo. Lei immersa nei suoi problemi, al di là della rete invece una giocatrice che sembrava rendere tutto facile. E di nuovo, vinto il set, Swiatek non è stata preda dei cali recenti. Jessica ci ha messo del suo, perché l’inizio del secondo parziale era pieno di errori gratuiti col rovescio, ma sembrava non sapere che fare perché anche le sue accelerazioni non erano sufficienti a scardinare il muro avversario: qui le condizioni generali possono averla sfavorita, perché su campi più veloci, in cemento, probabilmente la polacca non avrebbe avuto tutta quella disinvoltura nel recuperare e alzare le traiettorie con la facilità odierna, ma il fattore rimaneva.
Se sul 5-0 nel primo set Swiatek ha mancato il 6-0 con qualche primo vero errore di dritto banale (sempre paragonato al livello di partita che ha offerto), sul 4-0 nel secondo ha mancato due chance del 5-0 e servizio con un paio di scelte di rovescio non ben eseguite. Vinto quel game, Pegula ha provato qualcosa: sull’1-4 ha messo i piedi sulla linea di fondo già in risposta alle prime palle ma senza riuscire a fare granché, dall’1-5 ha cercato qualche smorzata forse estemporanea, forse come scelta della disperazione. Niente da fare, con la polacca che addirittura sul primo match point ha cercato una finezza di rovescio incrociato strettissimo che è stata un po’ eccessiva, ma che dava la misura di una leggerezza generale da parte sua che è forse la cosa migliore dell’intero match odierno, soprattutto in vista del Roland Garros.
Prima dello Slam parigino ci sarà una semifinale da giocare contro due ottime tenniste come Elena Rybakina o Elina Svitolina, tra le migliori fin qui nel 2026, che daranno una nuova indicazione sugli step fatti e da fare da parte di Iga, ma inevitabilmente queste sensazioni verranno trascinate al Bois de Boulogne. Anche perché, momenti delicati a parte, Iga ha vinto quattro delle ultime sei edizioni.