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16 Mag 2026 21:34 - Senza categoria
Svitolina trionfa a Roma dopo 8 anni: titolo n.20 in carriera
di Diego Barbiani
Abbiamo dovuto attendere quasi tre ore, in una nuova giornata rovinata (seppur in piccola parte) dalla pioggia per capire chi avrebbe vinto una finale fisicamente massacrante tra Elina Svitolina e Coco Gauff. Dopo l’ultima voleè vincente, è l’ucraina che ha alzato le braccia al cielo del Foro Italico per un’impresa vera perché parliamo di una giocatrice che appartiene ormai a una generazione di tenniste non più presenti ai piani alti della classifica, che non vinceva un WTA 1000 dal 2018, proprio dall’ultimo successo a Roma.
Tra 2017 e 2018 aveva fatto grandi cose da queste parti, con una doppietta di grande valore. Ora è ultratrentenne, in una fase di carriera però dove sembra aver cambiato qualcosa nel modo di giocare. Come stasera, nel 6-4 6-7(3) 6-2 conclusivo, dove è riuscita a portare in porto una prestazione di coraggio e volontà. Una determinazione che andava oltre ad alcuni momenti delicati, a resistere a lunghi game alla battuta dove ha dovuto salvarsi da situazioni difficili come l’ultimo, in cui prima di arrivare ai match point si è trovata a cancellare tre chance di controbreak, e ancora dopo che è arrivata al successo solo alla terza chance pur continuando però a cercare di essere lei a decidere il punto.
È successo tantissimo, a cominciare da un primo set in cui sembrava essere Gauff la giocatrice indirizzata a prendersi il vantaggio con una prima parte in cui in campo stava benissimo. I piedi scivolavano benissimo, la copertura di campo era efficace e Svitolina non sembrava capace di sfondare quel muro che c’era oltre la linea di fondo. Aveva recuperato un primo break, ma sul 2-2 aveva ceduto di nuovo. L’ucraina continuava le sue fatiche, ma dopo sette game pur essendo sotto 40-0 sul 4-3 ha trovato la forza di farsi avanti col proprio dritto, a non cercare più di tanto il palleggio ad alto ritmo e ha notato che proprio in quel game si sono visti i primi veri scricchiolii dell’avversaria. Un paio di punti, forse, ma nei momenti chiave dell’ottavo game Coco ha cominciato a tirare indietro il braccio sul dritto, vedendo i propri dritti perdere efficacia e cattiveria. Fin lì non voleva aggredire, ma i suoi colpi erano pesanti e facevano fatica a essere rigiocati. Poi è cambiato tutto e la fase finale del primo set ha visto Gauff subire tantissimo quel passaggio sul 4-4 dove ha avuto tre chance di nuovo break ma Elina si è sempre presa la responsabilità, aggressiva e lucida nelle scelte, tirando su un game pesantissimo. E di fatti, sul 5-4, si è presa il parziale con un game pessimo della rivale, che ha iniziato e chiuso con due doppi falli veramente gravi.
Nel secondo parziale è di nuovo la numero 7 del seeding ad avere le occasioni migliori, con Coco che ha mentalmente subito tanto quel passaggio a vuoto ma si è tirata su da sola tra la chance di break cancellata sullo 0-1 e la tripla occasione sull’1-2. Poco più avanti, sul 4-4, è tornato anche il dritto dei primi game e la lotta punto a punto, con tanti scambi duri e game equilibrati si è allungata anche quando Svitolina sul 5-4 è stata a due punti dal match: sul 30-30, Gauff ha giocato con tanto coraggio trovando almeno un paio di righe determinanti a prendersi il punto e risalire, ottenendo poi il break nel turno di battuta forse peggiore della sua avversaria. Non è riuscita a chiudere lì, per un immediato controbreak, ma nel tie-break è stata la migliore trovando il vantaggio dal 3-3 e dilagando fino al 7-3.
Dopo le fatiche contro Elena Rybakina e Iga Swiatek, Svitolina aveva di fronte a sé un nuovo set decisivo da giocare. Eppure, a conferma di come sia sempre una tennista fisicamente eccezionale ha retto contro un’avversaria 10 anni più giovane, che si trascinava anche lei delle fatiche per le tante rimonte fatte fin qui ma che aveva anche l’inerzia a favore dopo aver evitato la sconfitta e aver cominciato il terzo parziale cancellando immediatamente una chance concessa a Elina. Forse il momento decisivo è stato sul 2-1 in suo favore, perché l’ucraina le concedeva una chance per scappare avanti nel punteggio ma giocava perfettamente quella palla break salvandola col proprio dritto, servendo molto bene sul 40-40 e raccogliendo un nuovo gratuito di dritto della statunitense. E dopo, è salita in cattedra. Non era una bella fase di partita, ma pur coi tanti errori di entrambe era la numero 7 del seeding a meritare la fuga, riuscendo a fare il break del 3-2 e confermandolo continuando a spingere con coraggio fino al 4-2. Lì arrivava addirittura al 15-40 con un passante in corsa di rovescio fenomenale, ma non aveva trovato lo sbocco per far male in quelle occasioni. Ci è voluta una terza chance, su cui ha trovato la forza di arrivare in corsa e giocare un lungolinea di dritto vincente.
Siamo così giunti al game finale, in cui la tensione era al punto massimo. Dal 30-0 Svitolina si è vista raggiungere e superare, ma sulla prima palla break Gauff ha sprecato tutto con l’ennesimo errore gratuito di dritto con la palla stavolta sopra al nastro e solo da appoggiare al di là. Stesso gratuito fatto sulla seconda, seppur in tentativo di tenere in campo una palla abbastanza angolata. Sulla terza, invece, Elina ha servito benissimo una prima a uscire, e sempre col servizio si è data modo di rimanere avanti fino al match point decisivo, dove la voleè in controtempo di Coco non è stata efficace e si è creato l’ennesimo scambio a rete tra le due, concluso con la voleè vincente dell’ucraina che ha potuto celebrare un successo pesantissimo.
È il titolo WTA numero 20 della carriera, il secondo in stagione, e il più importante da tantissimo tempo. Quest anno, fin qui, è una delle migliori versioni di Svitolina mai viste.