Svitolina in finale a Roma dopo 8 anni, Swiatek cede

Elina Svitolina tra 2017 e 2018 collezionava uno storico bis consecutivo al Foro Italico e per quanto questa terra rossa le piaccia, da allora non era arrivata più in là dei quarti di finale. Ora, otto anni più tardi, l’ucraina è riuscita a tornare in finale grazie a due partite dal grande valore tra quarti e semifinali.

Se ieri sera superava in rimonta Elena Rybakina 2-6 6-4 6-4, oggi si è ripetuta avendo la meglio contro Iga Swiatek per 6-4 2-6 6-2 “confermando” il successo sulla polacca ottenuto durante l’ultimo torneo di Indian Wells, nei quarti di finale. E così, sabato pomeriggio, sarà lei a scendere in campo contro Coco Gauff per il titolo di campionessa del WTA 1000 di Roma del 2026.

C’erano diverse attese per questa partita, consapevoli che o l’una o l’altra avremmo avuto una bella storia da raccontare. E la partita ha spesso vissuto fasi da applausi, perché il livello è stato abbastanza alto nel ritmo e negli scambi, con entrambe molto coraggiose. Soprattutto Elina, che fin dai primi punti ha cercato di far male con accelerazioni improvvise e che snaturavano abbastanza la sua natura. La giocatrice di questo 2026, però, è ben altra cosa rispetto a tante versioni viste in passato, meritando ampiamente uno dei primissimi posti nella Race. Swiatek, invece, ha avuto un rendimento molto più alternato in confronto: non è giusto probabilmente fare un raffronto con le partite precedenti, perché di fronte non aveva questa avversaria, capace sia di farle male sia di portarla a decisioni spesso frettolose. I 50 errori non forzati non sono un dato grave in sé, ma per Iga ha pesato tantissimo la gestione generale di voler stare al passo con Elina, con colpi poco utili a prescindere dal loro esito. Aveva probabilmente più bisogno di lavorare la palla col proprio spin, anche in fase di chiusura del punto, quando invece in diverse occasioni la si è vista forzare.

Giocatrici come Svitolina, su questo, vanno a nozze. Sono nate per portare le avversarie a fare sempre qualcosa in più in termini di potenza e la semplice accelerazione “a tutto braccio” non può portare a granché. Swiatek avrebbe forse dovuto continuare nel palleggio e variare molto di più le soluzioni col dritto perché in quelle fasi c’era e sapeva mettere in affanno e in allungo l’ucraina che perdeva campo. Poi Elina sapeva anche superarsi, perché fin dal primo set ha vinto dei punti in difese estreme che hanno settato il livello della serata, ma in generale si vedeva Iga che rendeva molto meglio quando alzava la traiettoria e faceva colpire palle sopra la spalla alla rivale. E Svitolina che nel primo parziale non ha mai tenuto i break di vantaggio, rischiando di vanificare tutto: prima sul 3-1, poi sul 5-3. Eppure, il decimo game è stato quello più brutto per la numero 4 del seeding che ha vanificato ogni sforzo con una serie di brutti errori e palle colpite solo di potenza, concedendo così un pesante vantaggio alla rivale.

Il netto secondo set, finito 6-2 in favore della tre-volte campionessa del Foro Italico, è nato soprattutto nelle prime fasi dove Svitolina sbagliava tanto mentre lei cambiava regime. Si è aperta una forbice importante, che nemmeno un controbreak sullo 0-3 ha saputo ricucire. Iga era nel match, decisa, più precisa e capace ora di limitare tantissimo soluzioni frettolose e scomposte. Il suo secondo e terzo parziale sono forse il punto da cui dovrà ripartire. Non era tornata la Swiatek letale per due vittorie nette su avversarie che soffrono una superficie così lenta e pesante, non può essere stato tutto un fuoco di paglia per una sconfitta in tre set (e con tante occasioni) contro una delle migliori giocatrici in una stagione dove lei finora aveva raccolto quasi solo delusioni. Ci sono i classici step da fare e, come diceva anche lei a Stoccarda, non si tratta di cose che si risolvono tutte rapidamente. Per esempio, per gran parte di questo torneo la si è vista fare recuperi in slice che prima non provava. Stasera nel terzo parziale si è impegnata tanto a offrire soluzioni senza peso all’avversaria che si è semplicemente rivelata più brava. Non bastasse questo, quando è finita indietro di un break ha pure preso più volte la via della rete non solo per necessità.

Il set decisivo, però, ha il sapore della beffa per le tantissime chance avute. Tre palle break nel primo game, un 30-0 sullo 0-1 divenuto break per Svitolina, una chance di immediato controbreak sullo 0-2, uno 0-30 non concretizzato sull’1-3 e un’ennesima palla del controbreak sul 2-4. Tutto inutile. Elina era perfetta in quello che faceva, rialzando prontamente la testa dopo un secondo set difficile. E il punto di svolta è forse arrivato sulla prima chance di break che ha concesso nel set decisivo, sullo 0-0: dritto vincente dal centro del campo in lungolinea immediatamente dopo il servizio, su una palla per nulla comoda per lei. Tanto coraggio, costantemente premiato stasera, e dedizione come la rincorsa sulla seconda chance di break in cui è arrivata sul dritto lungolinea e ha ribaltato lo scambio in diagonale, e poi ancora sulla terza palla break concessa di nuovo ha attaccato senza sosta fino a trovare un nuovo dritto vincente. Sull’1-0, invece, ha elevato la risposta sfruttando anche le tante seconde palle di Swiatek dal 30-0. Sul 2-0 invece ha servito un ace esterno sulla nuova chance di break. Iga aveva i suoi pensieri, perché alla lunga quei tanti dritti sbagliati soprattutto verso il lungolinea le avevano dato un po’ di nervosismo, ma anziché perdere il controllo ha cercato di cambiare le carte in tavola con coraggio.

Stasera per lei non ha funzionato, ma pur nella delusione c’è l’essersi messa finalmente alla prova contro una giocatrice vera e che sa come giocare su questa terra. Non è stata così tanto distante, avendo addirittura vinto due punti in più nel complesso, ma è giusta la sconfitta. E ora lei penserà a recuperare in vista del Roland Garros. Svitolina, invece, sarà in campo per un tris a Roma in un momento abbastanza speciale per il tennis ucraino dopo il successo di Marta Kostyuk a Madrid (e la finale che la stessa Elina ha giocato a febbraio a Dubai).

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