Per molti anni il tennis in Italia è stato considerato uno sport elegante ma distante dal grande pubblico, seguito soprattutto durante gli Slam o nei momenti in cui emergeva qualche talento particolare. Oggi la situazione è completamente diversa. Il tennis è tornato al centro dell’attenzione mediatica, riempiendo palinsesti televisivi, social network e discussioni quotidiane tra […]
Il Roland Garros dell’anarchia stavolta ha seguito i pronostici, almeno nella prima parte della giornata. Rafael Jódar ha infatti battuto Pablo Carreño Busta di nuovo in cinque set, stavolta recuperando due set. Anche oggi però Jódar ha avuto un inspiegabile – e preoccupante – passaggio a vuoto, quando avanti 4-1 nel primo set ha perso la bellezza di nove game di fila, trovandosi in un amen un set sotto e 0-4 nel secondo. Jódar ha parzialmente recuperato, ma non è riuscito a salvare il secondo set. Buon per lui che Carreño Busta è sul viale del tramonto, e ha esaurito le poche energie rimaste per chiudere il set, perché poi non c’è stata più storia, e Rafa ha vinto i tre set rimasti lasciando appena 5 game all’avversario. Nemmeno una discutibile interruzione per via di 4 gocce d’acqua subito dopo il primo break del quinto set ha deconcentrato il giovane madrileno, che ha chiuso al quinto match point. Rimane da capire cosa sia successo dopo il 4-1 del primo set, vedremo cosa ci racconterà.
La corsa del giovanissimo spagnolo, però, si trova adesso di fronte all’ostacolo più alto e duro del suo cammino. Nei quarti di finale, infatti, Jódar incrocerà la racchetta con Alexander Zverev. Il tedesco, testa di serie numero 2 del tabellone, ha spento la favola di Jesper de Jong. Il tennista olandese, approdato al tabellone principale come lucky loser dopo essere stato eliminato nelle qualificazioni, non è riuscito a replicare l’impresa compiuta contro Khachanov. Zverev ha fatto valere la legge del più forte, gestendo la pressione e imponendo la superiorità del proprio servizio e del rovescio per disinnescare l’entusiasmo del rivale e chiudere la pratica senza spendere troppe energie.
Il quarto di finale tra Zverev e Jódar si preannuncia come uno scontro cruciale per le sorti dell’intero torneo. Il tedesco si ritrova addosso tutta la pressione psicologica di un’occasione che definire irripetibile è poco: con Sinner, Alcaraz e Djokovic fuori dai giochi, Sascha sa che questo può e deve essere lo Slam della sua consacrazione, quel titolo Major sempre sfuggitogli sul più bello. Zverev partirà logicamente con i favori del pronostico, forte di una cilindrata tecnica e di un’esperienza nettamente superiori, e spera che le fatiche accumulate nelle gambe da Jódar e la sua inevitabile acerbità possano spianargli la strada verso la semifinale.
Dall’altra parte della rete, tuttavia, Jódar non avrà nulla da perdere. La nuova generazione sta dimostrando una personalità e una mancanza di timore reverenziale che sono mancate ai tennisti del decennio scorso. Lo spagnolo cercherà di sfruttare l’entusiasmo e la spensieratezza per far breccia nelle note insicurezze mentali del tedesco nei momenti chiave degli Slam. Parigi si prepara a un quarto di finale stellare, dove il peso della storia di Zverev si scontrerà con la fresca e bellicosa anarchia del nuovo che avanza.
Ottavi di finale
[26] J. Mensik vs [11] A. Rublev
[15] C. Ruud vs [28] J. Fonseca
[27] R. Jodar b. P. Carreno Busta 4-6 4-6 6-1 6-2 6-
[2] A. Zverev b. [LL] J. de Jong 7-6(3) 6-4 6-1