Jodar incanta Roma: il nuovo fenomeno mondiale esalta il Foro

Il nuovo fenomeno del tennis mondiale ha superato il primo turno agli Internazionali di Roma, confermando — almeno in buona parte — quanto di buono si è detto di lui dopo l’exploit di Madrid. L’esordio non era scontato: Nuno Borges, sulla terra rossa, è un avversario scomodo, e presentarsi in campo con i riflettori puntati addosso non facilita le cose. L’avvio, infatti, è in salita per lo spagnolo. Il portoghese strappa il servizio nel terzo gioco e Jodar manca tre chance consecutive per il controbreak dallo 0-40. Borges sale 3-1 e tiene la battuta fino al sesto gioco, ma nel settimo subisce il rientro dell’avversario. L’equilibrio regge fino al tie-break, epilogo naturale di un set bilanciato: dopo uno scambio di minibreak in apertura, sul 4-4 Rafael Jodar — “scrivere questo nome fa un certo effetto”, verrebbe da ammettere — cambia marcia e chiude 7-4 con due ace. Nel secondo parziale lo spagnolo parte ancora più deciso, operando subito il break e sorprendendo un Borges visibilmente scosso. Le occasioni non mancano da entrambe le parti, ma sul 4-4 Jodar mostra di che pasta è fatto: solido al servizio, archivia il set 6-4 e si aggiudica l’incontro in due frazioni. Diciannove anni appena, Jodar dà già l’idea di possedere la stoffa del campione: nei punti che contano — come ben sa il nostro Jannik Sinner — si concentra e, quasi sempre, li fa suoi. È una qualità che fa la differenza ad alti livelli. Restano margini di crescita sul rovescio, ancora troppo falloso, e sulla risposta, con qualche palla di troppo che sfila oltre la riga di fondo; dritto e servizio, invece, sono già ampiamente competitivi. Ne sentiremo parlare, e parecchio: impossibile dire fin dove arriverà, ma la sensazione è che non dovremo attendere molto. Al prossimo turno lo attende un ritrovato Matteo Arnaldi: banco di prova significativo per misurare ambizioni e tenuta del giovane spagnolo.

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