Muchova rompe un altro tabù: Svitolina ko

Spettacolare prima semifinale del WTA 500 di Stoccarda tra Elina Svitolina e Karolina Muchova, con la ceca che si è imposta rompendo il secondo tabù consecutivo della sua carriera dopo lo 0-6 contro Coco Gauff di ieri trovando la prima vittoria contro l’ucraina. Un 6-4 2-6 6-4 appassionante, molto godibile, conclusosi con gli applausi scrocianti del pubblico che ha riempito la Porsche Arena in ogni ordine di posto per un nuovo tutto esaurito e già a metà del terzo set aveva fatto partire la prima standing ovation.

Equilibrio, tensione, bei punti, contrasti di stili tra una tennista molto solida come Svitolina e una brillante ed estrosa come Muchova, che tra ieri e oggi ha mostrato qualità fisiche forse ancora poco attribuitele. Ha dato tantissimo, Karolina, per prendersi questa finale pesante al di là del valore del torneo che da un lato rimane un WTA 500, ma dall’altro ha quella macchina scintillante a bordo campo che è il desiderio di tutte quelle che passano da queste parti. Andrea Petkovic a fine gara le diceva se ci stesse pensando, lei ha risposto: “beh, diciamo che ogni tanto le lancio un’occhiata, mi serve come motivazione”.

Nel primo set è partita a razzo, riuscendo anche a contenere il rientro di Elina dal 3-0 al 3-2 e continuare senza grandi affanni fino al 6-4 conclusivo. Nel secondo, come prevedibile, la partita ha cominciato a farsi molto fisica e se l’ucraina si è salvata sullo 0-0 rientrando da 15-30 poi la ceca non è riuscita a far suo un game al servizio da 26 punti. Faceva tutto bene per salvare quattro iniziali chance di break ma a lungo andare sembrava un po’ in deficit di energie rispetto alla rivale e soprattutto il dritto non riusciva a sostenerla come avrebbe dovuto, scivolando così indietro 0-3. Da lì il terzo set era quasi una logica conseguenza, perché se Elina non avesse avuto cali era difficile per Karolina rimettere la giusta pressione in risposta. Nemmeno il controbreak sul 5-1 ha cambiato le carte in tavola, aprendo così le porte del set decisivo.

Come ieri contro Gauff, per Muchova son stati probabilmente fondamentali i primi turni di battuta tenuti senza veri affanni. Gestendosi, e servendo anche con ottimi piazzamenti (da segnalare la seconda di servizio sul 2-3 30-30), è arrivata nella fase calda della partita con ancora chance vere. E non le ha fatto troppo male nemmeno non concretizzare un 15-40 sul 3-3 perché poco dopo ha fatto breccia nel muro avversario. Il punto del 4-4, dopo scambi durissimi e gestiti molto bene dalle due, ha portato a una prima vera standing ovation del pubblico e più o meno da quel momento Muchova ha cominciato a costruire meglio i punti per crearsi il margine giusto per mettere smorzate e togliere l’avversaria da fondo campo. La più importante sarà sul 4-4 40-40, quando ha giocato tre ottimi colpi da fondo per far perdere campo alla rivale e prima con la smorzata poi col pallonetto l’ha punita, completando l’opera col dritto lungolinea vincente in risposta a una seconda debole (117 chilometri orari).

Al servizio per la partita è stata glaciale: ace, ottima copertura di campo nello spostamento laterale sul dritto, ottima seconda di servizio che le ha dato tempo di giocare il dritto vincente, e un ultimo ace a chiudere. Ed è finale, la seconda del suo 2026 dopo quella vinta a Doha contro Victoria Mboko. E la stagione fin qui, dopo tanti periodi negativi, sembra ridare al tennis una grande protagonista.

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