Andreeva: ultimamente mi accorgo di quanto mi piaccia giocare

Mirra Andreeva è in semifinale nel WTA 500 di Stoccarda dopo la bella rimonta su Iga Swiatek. Un 3-6 6-4 6-3 in due ore e mezza circa che confermamo il buon momento della giocatrice classe 2007, reduce dal successo sulla terra battuta (indoor, pure lì) del WTA 500 di Linz.

In conferenza stampa, ha iniziato: “Penso sia stata una grande partita sin dall’inizio. Sono veramente felice della vittoria. Posso dire magari molte cose che potevano essere fatte diversamente ma sono felice di aver vinto e mi prendo il risultato. Penso sia stata una gran partita, per cui era importante per me vincere”.

Nel terzo set, per il parziale da 0-2 a 5-2, ha commentato: “Mi son più che altro detta che non era nulla. Ho giocato tanti set qui, spesso ero avanti 2-0 e poi perdevo. Per cui per me non era nulla. Credo lei abbia giocato molto bene a inizio del terzo, ho fatto qualche errore ma ho continuato a lottare. Così ho vinto un game, poi un altro, e ho continuato”.

Dopo la finale di Linz, il primo turno contro Aljona Ostapenko qui, un’altra rimonta: “Non so, ora cerco solo di fare del mio meglio. Ultimamente sono presa da quanto mi piaccia giocare, praticamente. Non so, mi piace sentire la pallina sulla racchetta, mi piace quell’adrenalina, mi piace sentirmi un po’ nervosa, mi piace stancarmi giocando. Non lo direi mai, ma eccoci qui. Penso di essere al punto in cui voglio giocare e vedere cosa capita in campo. Chiaro poi che posso essere un po’ presa dal momento, perdere la testa, ma in generale ho capito che più sto calma e più le cose vanno meglio. Non magari il risultato, però mi piace esserci”.

Un commento su un colpo in particolare che le riesce sempre bene sulla terra battuta e che oggi ha sorpreso Swiatek: la scivolata sul lato destro con difesa di dritto in slice che diveniva corta. “Non l’ho mai davvero allenata, è un pensiero chemi viene in mente e lo faccio. Alle volte non funziona ma oggi mi sembra di aver scelto dei buoni momenti e son contenta del risultato. Ogni tanto avevo anche la pelle d’oca. Mi piace il risultato di quel colpo, ma non lo alleno granché perché è difficile da interpretare”.

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