Dal 1999 a oggi, la durata media di un match del Grande Slam maschile è aumentata di oltre mezz’ora, un incremento del 23,4% che non si spiega solo con l’ascesa dei giocatori di fondo campo o con le superfici più lente: racconta una trasformazione profonda del tennis professionistico, in cui la resistenza fisica ha progressivamente […]
21 Mag 2026 09:08 - Senza categoria
Robson: Sinner? Al Roland Garros il fisico inciderà ancor di più
di Diego Barbiani
Siamo alla vigilia del secondo Slam stagionale e il Roland Garros alzerà il sipario domenica 24 maggio per il tabellone principale dove, al maschile, noi italiani seguiremo soprattutto Jannik Sinner a caccia del sesto titolo consecutivo e il primo della carriera a Parigi.
Dopo aver completato i nove Masters 1000, l’altoatesino sarà chiamato a fare uno step in più rispetto al 2025 quando la vittoria in finale gli fu negata da uno straordinario Carlos Alcaraz, che risalì da triplo match point sotto nel finale del quarto set e completare la rimonta da 0-2 con un fantastico tie-break decisivo in quasi sei ore di lotta pazzesca.
Al femminile, invece, ripartirà la caccia di Aryna Sabalenka al primo titolo Slam al di fuori del cemento, con altre giocatrici pronte a cogliere l’occasione dopo un inizio di stagione abbastanza pieno di storie oltre ai successi della numero 1 del mondo.
Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Laura Robson, ex tennista WTA e ora parte del gruppo ‘talent’ di Eurosport, per chiedere un suo parere su cosa potrà proporre il secondo Slam del 2026.
Ciao Laura, grazie per l’occasione. La prima domanda è ovviamente su Jannik Sinner. Non voglio chiedere se pensi possa essere il grande favorito, visto il periodo, ma quale potrebbe essere l’ostacolo principale vista la situazione attuale tra le tante partite giocate e le grandi aspettative a Parigi?
Credo sia abbastanza incredibile che potremmo avere due giovani tennisti capaci di completare il Grande Slam in carriera già in questi primi mesi di stagione. Sono stata davvero impressionata da come sia riuscito a tenere alto il livello fisico durante le ultime partite. Non credo sia stato per nulla facile e per questo lo ritengo la parte più impressionante di quest ultimo periodo. E a livello mentale la sua forza deve essere veramente ai massimi. Sappiamo come sia difficile gestire questi tornei, i Masters 1000, dove devi ripeterti partita dopo partita, Madrid e Roma in successione, per quattro settimane. Ma anche pensando a Monte Carlo… è folle il numero di partite che ha dovuto preparare fisicamente e mentalmente e ha affrontato senza veri cali, senza mai perdere la concentrazione. E se anche c’è stato, è stato per due punti probabilmente. Basta. Nulla. È qualcosa davvero di impressionante. E al Roland Garros ora l’aspetto fisico inciderà forse ancor di più, come anche i vari fattori come il meteo. Sembra andremo incontro a una prima settimana molto calda… Per cui sì forse il punto vero sarà capire quanto il suo corpo saprà reggere quando tutto ricomincerà in un contesto al meglio dei cinque set. Sarà dura, perché anche se ci sarà una giornata di pausa tra le partite a un certo punto tutto il lavoro di questi mesi si accumulerà. Dita incrociate per lui, perché sarebbe abbastanza incredibile avere un nuovo Career Grand Slam proprio subito dopo Carlos.
Per quanto riguarda il tabellone femminile, forse per la prima volta da qualche anno abbiamo un Roland Garros privo della vera favorita. Credi che la vincitrice possa uscire dai nomi più attesi, tra Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina, o si possa riproporre quanto visto in qualche ‘1000’? Magari non vere sorprese, ma protagoniste diverse come Muchova, Svitolina e Kostyuk.
Per me ci sono dei nomi che possono essere fatti: Sabalenka, Swiatek, Gauff, Rybakina… Svitolina deve essere considerata dopo quanto visto a Roma e magari anche Kostyuk, perché è sempre stata un’ottima giocatrice e l’exploit di Madrid dimostra le qualità. Pure Pegula può avere spazio, se le condizioni sono veloci. E se vuoi possiamo dire altri due, tre nomi e nessuno di questi mi sorprenderebbe davvero. La situazione della top-15 in questo momento è tale che tante arrivano in fiducia e slancio. Non vedo la stessa cosa nel maschile, qui ognuna di loro sembra andare in campo consapevole di poter battere anche la migliore se sono nella giornata giusta. Mi aspetto che nella seconda settimana possa esserci una bella situazione con tanti nomi rimasti in campo.
Tu invece? Sei al Roland Garros come ‘talent’ per Eurosport, ma subito dopo sarai impegnata come direttrice del torneo del Queen’s, appena rientrato nel calendario.
Lo scorso anno è stato bellissimo. Parliamo di 66.000/67.000 biglietti venduti per tutta la settimana del torneo. Praticamente tutto esaurito quasi ogni giorno e già siamo vicini a quella soglia anche quest’anno. Son molto contenta che il torneo possa presentarsi in questo modo. E quello di essere qui per Eurosport e subito dopo lì è come usare due diverse parti del mio cervello. Ho la parte del cervello per la TV e quella per il torneo, ma a Eurosport son molto gentili, mi hanno dato la possibilità di lasciare il giovedì della seconda settimana quando poi dovrò per forza essere on-site al Queen’s per tutti i lavori di rifinitura, con le prime giocatrici che arriveranno e cominceranno gli allenamenti. Quello al Roland Garros sarà il giorno delle semifinali femminili, ma io dovrò essere lì qualche giorno prima del via. Ormai è tutto pronto, è tutto un processo abbastanza lungo e duro che comincia ben prima e deve essere finito entro fine maggio. Questa è di fatto la quinta settimana di lavoro dell’impianto per renderlo pronto a ospitare l’evento. Se vedessi il campo centrale ora, non lo riconosceresti rispetto al resto dell’anno. Sono in grado di staccare per un paio di settimane e unirmi a Eurosport per la TV e darmi modo quasi di non sentirmi come se fossi al lavoro. Voglio dire, ho la possibilità di essere qui, al Roland Garros, e godermi il tennis tutto il giorno. Sono due lavori molto diversi, ma entrambi veramente godibili.