Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
[4] A. Zverev b. M. Berrettini 6-3 6-4
Inutile girarci intorno o cercare scuse: il campo ha emesso un verdetto netto e per certi versi doloroso. Matteo Berrettini è apparso ancora troppo distante dai livelli necessari per impensierire un Alexander Zverev solido e centrato. Il punteggio finale di 6-4, 7-6 non racconta del tutto la fatica di un giocatore che, al momento, sembra aver perso la bussola del proprio gioco migliore. Il vero dramma tecnico della partita si è consumato sul lato del dritto, storicamente il “martello” con cui Matteo costruiva i suoi successi. Oggi quel colpo è stato un disastro costante: falloso, corto e privo di quella profondità che avrebbe dovuto tenere il tedesco lontano dalla riga di fondo. Senza la spinta del suo colpo migliore, Berrettini si è ritrovato nudo davanti alle bordate di Sascha, costretto a una difesa affannosa che non appartiene al suo DNA tennistico.
Il momento simbolo della crisi è arrivato nel secondo set, quando sul più bello la lucidità è venuta meno. Subire il break decisivo su un azzardatissimo serve & volley sulla seconda di servizio è stato il colpo di grazia, una scelta tattica che ha tradito l’insicurezza di chi non si sente più padrone dello scambio. Matteo deve fare i conti con un dritto da ricostruire e una fiducia tutta da ritrovare, la strada del recupero non passa solo dai muscoli, ma dal recupero di quel colpo fondamentale che oggi, purtroppo per lui, è stato il suo peggior nemico.
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