ATP Roma. Alcaraz ok al debutto: il ranking incoronerà re Carlos III

Di nuovo numero uno. La pioggia che si è abbattuta sul Foro Italico lo ha costretto ad attendere più del previsto, ma alla fine la matematica certezza di tornare in vetta al ranking ATP è arrivata. Carlos Alcaraz ne era ben consapevole: non avendo giocato dodici mesi or sono, senza quindi alcun punto da difendere, gli bastava scendere in campo agli Internazionali per assicurarsi il sorpasso ai danni del campione uscente Novak Djokovic tra due lunedì.

Dunque il 22 maggio ritroveremo il neo-ventenne murciano davanti a tutti, per la ventitreesima settimana complessiva, dopo le venti tra lo scorso 12 settembre e il 29 gennaio (curiosamente, le identiche date del regno di Mats Wilander tra il 1988 e il 1989) e le due tra il 20 marzo e il 2 aprile. Dato che si fregerà della corona per la terza volta, fino a quando nessuno lo scalzerà potremmo legittimamente chiamarlo Carlos III…

Il match che opponeva Alcaraz al connazionale Albert Ramos Viñolas, mancino, n. 72 ATP, quindici primavere più anziano, era in programma come secondo sul centrale, non prima delle 13, ma il maltempo ha causato un ritardo di tre ore abbondanti. Poco male, perché già quando ha giocato (e vinto) il primo quindici, il giovanotto è divenuto automaticamente il nuovo sovrano in pectore.

A Ramos sono legati alcuni ricordi indelebili nella carriera di Carlitos. Contro di lui il ragazzo ottenne la prima vittoria nel Tour maggiore, per 7-6 al terzo, tre anni fa a Rio de Janeiro. L’anno seguente lo batté più agevolmente nella semifinale di Umago, dove conquistò poi il primo titolo. Lo scorso giugno, al secondo turno del Roland Garros, fu di nuovo battaglia, con il successo del più giovane per 6-4 al quinto dopo aver annullato un match point nel quarto.

Anche l’avvio del debutto assoluto di Alcaraz nel Master 1000 capitolino, peraltro, non è stato dei più semplici. Ramos, che al primo round aveva sconfitto in rimonta Francesco Passaro, gli ha preso bene il tempo e, approfittando di qualche sua incertezza iniziale, lo ha immediatamente brekkato, portandosi sul 2-0. Alcaraz si è ripreso prontamente, restituendo lo sgarbo all’avversario, che tuttavia gli è rimasto incollato fino al 4 pari. Sotto 5-4, però, il trentacinquenne di Barcellona, avanti 40-15, ha ceduto quattro punti consecutivi e con essi il set.

Lì, in sostanza, è finito l’incontro. Sciupata qualche occasione di troppo dinanzi a un avversario fortissimo ma, almeno nelle prime battute, distante dal top, Ramos ha accusato il colpo e in un lampo si è ritrovato sotto 3-0 nel secondo set. Ha conquistato almeno un game con le unghie e con i denti, salvando tre palle break, ma non ne aveva più e poco dopo Carlos ha affondato definitivamente il coltello, chiudendo sul 6-4 6-1. Al prossimo turno se la vedrà con il n. 32 del seeding Jiri Lehecka o con Fabian Marozsan.

«Mi sento bene, anche se le condizioni erano difficili ho sentito l’amore della gente», ha dichiarato Alcaraz in conferenza stampa. «La differenza tra il me stesso che divenne numero uno per la prima volta e quello di oggi? Be’, sono cresciuto tanto in neanche un anno. Ho più esperienza, ho giocato grandi match. Direi che sono un giocatore del tutto diverso. Leggo gli incontri meglio dell’anno scorso, sono più maturo».

Carlos ha poi spiegato il motivo per cui, dopo la vittoria, ha scritto sulla telecamera “Forza Roma”: «Avevo un amico che ci giocava. Non seguo molto la Serie A, ma guardo alcune partite della Roma perché avevo un amico che ci giocava». Ogni indizio sull’identità del calciatore in questione porta a Gonzalo Villar, attualmente in forza al Getafe, tra le file dei giallorossi dal 2020 al 2022.

In – seppur tardiva – apertura di giornata sul Pietrangeli, il primo tennista della parte bassa a raggiungere il terzo turno era stato Andrey Rublev. Il vincitore di Monte-Carlo, accreditato della sesta testa di serie, ha battuto per 6-3 6-4 lo slovacco Alex Molcan. Curioso l’epilogo dell’incontro: l’ultimo game è stato disputato sotto una pioggia tornata più fitta, ma l’arbitro – con il russo al servizio per la vittoria – ha preferito non interrompere la sfida, giunta ormai a un passo dal traguardo. Andrey, piuttosto stranito, si sarebbe anche fermato senza obiettare alcunché, ma ha obbedito, chiudendo rapidamente l’incontro.

Avanti anche Borna Coric, al termine di un match rocambolesco con il brasiliano Thiago Monteiro, concluso con il punteggio di 4-6 7-6(8) 7-6(5). Il croato, n. 15 del seeding e fresco semifinalista a Madrid, ha salvato un match point nel tie-break del secondo set.

Eliminato, invece, il n. 14 Hubert Hurkacz. Il polacco, poco a suo agio sulla terra allentata dalle precipitazioni, si è espresso ben al di sotto dei propri standard, arrendendosi per 6-3 6-4 allo statunitense J.J. Wolf. Per Hurkacz è la terza uscita all’esordio in quattro partecipazioni al torneo: l’unica volta in cui ha passato indenne il primo match risale all’edizione settembrina del 2020, in cui raggiunse gli ottavi.

Secondo turno

[6] A. Rublev b. A. Molcan 6-3 6-4
[27] A. Davidovich Fokina b. [PR] G. Pella 6-0 7-6(4)
[21] R. Bautista vs M. Cecchinato
[Q] Y. Hanfmann vs [9] T. Fritz
J.J. Wolf b. [14] H. Hurkacz 6-3 6-4
D. Goffin vs [19] A. Zverev
[31] B. Zapata Miralles b. J. Kubler 6-4 6-1
E. Ruusuvuori vs [3] D. Medvedev
[5] S. Tsitsipas vs N. Borges
L. Sonego b. [25] Y. Nishioka 7-5 6-3
[18] L. Musetti vs [WC] M. Arnaldi
[Q] D. Altmaier vs [12] F. Tiafoe
[15] B. Coric b. T. Monteiro 4-6 7-6(8) 7-6(5)
R. Carballes Baena b. [20] D. Evans 7-6(5) 5-7 6-4
[32] J. Lehecka vs [Q] F. Marozsan
[2] C. Alcaraz b. A. Ramos 6-4 6-1

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