ATP Roma: avanti Fognini, sarà derby con Sinner? Sonego cede a Shapovalov, out Cobolli e Zeppieri

Fabio Fognini

ROMA. Nella seconda giornata degli Internazionali arriva il primo successo azzurro, con Fabio Fognini che in serata batte Dominic Thiem. Al prossimo turno, per lui il vincente di Sinner-Martinez.

Fuori gli altri tre italiani: Lorenzo Sonego con Shapovalov, Flavio Cobolli con Brooksby, Zeppieri con Khachanov.

FOGNINI B. THIEM 6-4 7-6

Nel 1952 John Ford diresse John Wayne e Maureen O’Hara in un film atipico per la sua produzione, la commedia “Un uomo tranquillo”, ambientata nell’Irlanda rurale. Un ruolo che a Fabio Fognini non sembrerebbe calzare esattamente a pennello, lui che nell’arco dell’intera carriera ha spesso faticato a trovare la serenità in campo. Eppure la maturità, l’atmosfera della serata capitolina, l’aver accanto (e tra il pubblico) una moglie come Flavia Pennetta, che di sicuro lo comprende fin nei meandri più reconditi dei pensieri… Tutto questo ha contribuito a far sì che ammirassimo, contro Dominic Thiem, un Fabio “nuovo”, più calmo, a tratti quasi disteso, almeno in apparenza. Un uomo tranquillo, proprio come il vecchio Duca

E così, nel match di apertura della sessione serale, il ligure ha regolato l’ex numero 3 del mondo per 6-4 7-6(5). L’austriaco, in tabellone grazie al ranking protetto, è reduce da un lungo stop per infortunio. Dal rientro in campo, a fine marzo nel Challenger di Marbella, non ha ancora vinto un match: con questa sono cinque sconfitte in altrettanti tentativi. Nonostante tutto, però, Thiem ha denotato qualche timido miglioramento rispetto alle uscite più recenti: pur ancora troppo falloso e ben lontano dal top, sembra stia avviandosi pian piano a ritrovare una condizione accettabile. Non gli è stato sufficiente, però, per impensierire fino in fondo il nostro “Fogna”, bravo a salvare palle break nei due turni di battuta iniziali e poi a strappare il servizio al rivale nel nono game del primo set e di nuovo nel settimo del secondo. Quando tutto sembrava finito, con Fabio al servizio per chiudere, è arrivato un imprevisto controbreak, per di più dopo un matchpoint non sfruttato. Anche qui, però, l’ex numero uno italiano non ha perso le staffe e nel successivo tie-break ha evitato rischi, prevalendo per sette punti a cinque.

Non è stato un incontro dai ritmi infernali, ma si sono ammirati sprazzi di bel tennis da ambo le parti. Fabio si è imposto sul vincitore degli US Open 2020 per la seconda volta in cinque confronti diretti: anche la precedente era avvenuta al Foro Italico, quattro anni or sono. Il suo prossimo impegno potrebbe essere il derby contro Jannik Sinner, se l’altoatesino avrà la meglio domani sullo spagnolo Pedro Martinez.

SHAPOVALOV B. SONEGO 7-6 3-6 6-3

La cambiale in scadenza era quanto mai pesante da onorare, e il sorteggio non era stato certo dei più favorevoli. Purtroppo non è andata bene per Lorenzo Sonego, che, dopo la semifinale dell’anno scorso, è uscito stavolta al primo turno, battuto sulla Grand Stand Arena in tre set da Denis Shapovalov, numero 13 del seeding.

I rimpianti sono legati essenzialmente al parziale d’avvio, nel quale il torinese ha conquistato un break di vantaggio già al terzo game, grazie anche a due doppi falli del canadese. Salvate quattro palle del controbreak nell’ottavo gioco, Lorenzo è salito 5-3 e, al servizio sul 5-4, ha mancato un set-point, disperdendo infine lo scarto favorevole acquisito. Chiamando a sé l’energia del pubblico, è riuscito comunque ad arrampicarsi al tie-break, ma qui ha dovuto sempre inseguire: 3-1, 4-2, 6-3, fino al 7-5, suggellato dal canadese con un servizio vincente a uscire. Il primo set è durato un’ora e trentuno minuti, i contendenti hanno ottenuto cinquantuno punti ciascuno, ma Sonego si è ritrovato con un pugno di mosche.

Il set successivo ha assecondato i turni di battuta fino all’ottavo game, quando, appena dopo aver annullato una palla break,  Shapovalov ha commesso un doppio fallo. La seconda, in verità, non è stata chiamata subito out, ma solo dopo la protesta di Sonego l’arbitro ha corretto la chiamata. Qui il mancino nato a Tel Aviv ha cominciato a dare in escandescenze, ha scavalcato la rete per mostrare il segno, ingaggiando una sorta di duello con gli spettatori che lo fischiavano. A un certo punto è arrivato a urlare loro in malo modo di stare zitti, con tanto di esclamazione colorita, decisamente “udibile”. Inevitabile, con questa serie di comportamenti al di fuori del regolamento, la sanzione del giudice, con il penalty point che ha regalato il break all’italiano (Shapovalov aveva già ricevuto un warning nel set iniziale). In quel momento è cominciata a scendere una pioggerellina, il dramma è parso acuirsi, ma Sonego non si è lasciato distrarre e ha tenuto il servizio alla terza opportunità, chiudendo il set 6-3.

All’inizio del terzo l’inerzia della sfida pareva a favore dell’azzurro. In una situazione del genere, però, Lorenzo aveva speso fin troppe energie nervose e ha accusato un momento fisiologico di “pausa”. Shapovalov ne ha approfittato e, al contrario carico all’ennesima potenza, ha innestato il turbo, aggiudicandosi dieci dei primi undici punti e salendo rapidamente 3-0. Sempre fischiatissimo, ha gestito il vantaggio fino al termine, chiudendo 7-6 3-6 6-3 in 3h11’. Durante la stretta di mano, le tensioni si sono sciolte e Sonego, nonostante la dolorosa sconfitta, ha abbracciato il rivale con un sorriso. Davvero un bell’esempio di sportività.

Peccato per Lorenzo, che non vince due match di fila da tre mesi, ossia dalla semifinale raggiunta a Buenos Aires. Da allora il suo bilancio è di tre vittorie in dodici match disputati. Proprio quando sembrava imminente l’ingresso fra i top twenty (il suo best ranking è la ventunesima posizione toccata per la prima volta lo scorso ottobre), il piemontese si è come bloccato, perdendo terreno. Le potenzialità per recuperarlo in fretta, a ogni modo, ci sono tutte: occorrerà soltanto ritrovare la fiducia e qualche automatismo che ultimamente ha vacillato.

BROOKSBY B. COBOLLI 6-3 6-4

Una dura lotta, più di quanto lasci supporre il punteggio conclusivo. Flavio Cobolli ci ha provato in ogni maniera, ha cercato la chiave giusta per scardinare il gioco di Jenson Brooksby, attuale n. 38 del ranking ATP, in forte ascesa negli ultimi mesi (entrato fra i cento solo lo scorso agosto, sta scalando la classifica).

Sulla Grand Stand Arena, il romano (nato però a Firenze), figlio d’arte, vent’anni appena compiuti, è riuscito a mettere in difficoltà l’avversario soprattutto nelle fasi iniziali e centrali dei due set, ma, nei momenti decisivi, lo statunitense ha saputo innestare una marcia in più. Flavio ha condotto per 3-1 (con tre chance del 4-2) nel primo set e per 4-3, con sei palle break (di cui tre consecutive) a disposizione per andare 5-3 nel secondo. Puntuale, però, è giunta la risposta dell’americano, che in entrambi i parziali non ha più concesso un game. È finita 6-3 6-4 in un’ora e cinquantuno minuti: Brooksby affronterà al 2° round il vincente tra Hubert Hurkacz e David Goffin.

Nulla da fare, dunque, per Cobolli, n. 150 del mondo, al debutto in un Master 1000. Per l’azzurro, in gara tramite wild card, si trattava solo della seconda presenza assoluta in un main draw del circuito maggiore, dopo i due incontri giocati l’anno scorso nel “250” di Parma (batté Giron e cedette a Struff, sempre al tie-break decisivo).

KHACHANOV B. ZEPPIERI 6-3 6-4

L’onore del campo centrale per Giulio Zeppieri, guadagnato con il sudore e dunque meritato in pieno… Comprensibilmente stanco dopo le battaglie dei giorni scorsi, con i successi in rimonta su Molcan e Cressy nelle qualificazioni, il mancino di Latina si è arreso a Karen Khachanov, impegnando comunque il russo, n. 24 ATP, in entrambi i parziali. Decisivo un break per set, nel sesto game del primo e nel nono del secondo. L’avventura di Zeppieri in questi Internazionali resta comunque entusiasmante e può costituire un passo importante verso nuovi traguardi da raggiungere in futuro.