WTA Berlino: prima finale per la russa “di Roma” Samsonova, stesa Azarenka. Sfiderà Bencic per il titolo

Il torneo WTA 500 di Berlino ha rilevato la licenza da Birmingham, quest anno declassato a WTA 250, e nella sua prima edizione ha regalato tanto fin qui.

La particolarità principale è che nessuna delle prime quattro teste di serie, con un bye al primo turno, aveva vinto il match d’esordio. Le colpe “maggiori” sono soprattutto per Aryna Sabalenka, che dopo aver cominciato male contro Madison Keys aveva infilato un parziale di 8-1, perdendo comunque 6-4 1-6 7-5.

La bielorussa pochi giorni prima aveva accennato che ancora per lei è tutto abbastanza per aria. Scarsa preparazione all’erba, pochi risultati incoraggianti se una finale a Eastbourne nel 2018. Oltre a lei, fuori subito anche Elina Svitolina, Karolina Pliskova (che ha fatto 0/4 contro Jessica Pegula nel 2021) e Bianca Andreescu, sconfitta nel giorno del compleanno da Alize Cornet. Il torneo si è così concentrato sulle altre teste di serie, perché c’era la lotta tra Garbine Muguruza e Belinda Bencic per un posto in top-10, c’era la bella cavalcata di Victoria Azarenka.

Alla fine a giocarsi il titolo saranno proprio la svizzera, pur senza impressionare più di tanto, e una grandissima Liudmila Samsonova. La russa classe 1998, che vive a Roma ormai da quando aveva 11 anni e che per un periodo aveva pure difeso i colori italiani (parla perfettamente la nostra lingua, con un accento romano anche nitido), è partita dalle qualificazioni in Germania da 106 del mondo e ha colto oggi la vittoria più pesante della carriera contro Azarenka, che non aveva forza per starle accanto. La bielorussa ha subito perso la battuta e dallo 0-2 è sempre stata a inseguire, a distanza, con Samsonova che nel primo set ha messo in campo l’80% di prime palle, fatto 9 ace, 17 vincenti e soltanto 3 gratuiti. Comando totale delle operazioni, facendo valere un servizio importante e grande potenza da fondo campo.

Contro di lei, adesso, Bencic che tra i quarti di finale contro Ekaterina Alexandrova (6-4 4-6 7-6) e oggi contro Cornet (7-5 6-4) non ha mai veramente brillato. È su una superficie che probabilmente esalta il suo timing, rende il suo rovescio d’incontro ancor più bello da vedere e i cambi di gioco sono forse più incisivi perché la palla scivola maggiormente al contatto col verde, però gli alti e bassi ci sono stati con anche molto momenti in cui sfogava la propria rabbia. Oggi contro la francese ha vinto un match complicato, perché non sembrava mettere le marce più alte del proprio gioco, però nei momenti chiave era sempre lei a prendersi il punto. Cornet ha vinto un gran game nel primo set sul 4-5, ma dal 5-5 30-0 ha perso 4 brutti punti per cedere la battuta all’elvetica, che soltanto al quarto set point (e bruciandosene uno anche con un doppio fallo di tensione) ha messo un primo tassello sulla partita. Nel secondo parziale era avanti di un break ma continuava a patire in risposta e sul 4-3 perdeva la battuta a zero. La transalpina però, alla prima semifinale della carriera sull’erba, ha vanificato il grande sforzo con due doppi falli dal 30-30 che hanno dato a Bencic la chance di servire e chiudere la partita, raggiungendo la seconda finale del suo 2021 dopo quella di Adelaide a fine febbraio.

Con una vittoria, domani, Bencic tornerebbe in top-10 scalzando Karolina Pliskova, presente tra le migliori 10 giocatrici del mondo in maniera ininterrotta da metà settembre 2016, quando raggiunse la finale dello US Open.

Risultati semifinali

[Q] L. Samsonova b. [6] V. Azarenka 6-4 6-2
[5] B. Bencic b. A. Cornet 7-5 6-4