WTA Roma: Swiatek in finale, fermata un’ottima Gauff. Sfiderà Pliskova per il titolo e un posto in top-10

[15] I. Swiatek b. C. Gauff 7-6(3) 6-3

Iga Swiatek è riuscita nella personale impresa di vincere due partite su due e conquistarsi il posto nella finale del torneo WTA 1000 di Roma, la seconda del suo 2021 e la terza in carriera a livello di circuito maggiore sulla terra battuta. Se però contro Elina Svitolina ha avuto vita abbastanza facile, contro Cori Gauff ha dovuto sudare tanto perché l’approccio della statunitense è stato ottimo e piuttosto aggressivo, togliendo da subito alcuni spunti importanti alla polacca come la palla corta di cui aveva a tratti esagerato contro Barbora Krejcikova e Svitolina, e soprattutto molta sicurezza al servizio.

È riuscita a emergere 7-6(3) 6-3 vincendo un primo set dove era costantemente in svantaggio nei propri turni di battuta e dove nel secondo ha rischiato di veder complicarsi un punteggio che sulla carta sembrava nettamente favorevole. Eppure, nemmeno sul 7-6 5-1 ha potuto realmente calare di attenzione perché Gauff già riusciva a mostrarsi pericolosa in ogni fase di gioco, ma quando riusciva a giocare senza pressione poteva essere ancor più incisiva perché il suo braccio scorreva ancor di più. C’era tanta potenza e qualità nel suo gioco, ma la resistenza e la bravura di Swiatek hanno finito per avere la meglio portando la polacca a un passo dal titolo al Foro Italico e a un posto in top-10.

Gli spunti sono stati chiari da subito: per Gauff c’era un’arrembante aggressività supportata dall’ottimo atletismo e da un servizio che poteva spesso aiutarla a emergere da situazioni potenzialmente complicate, per Swiatek invece c’era una partita da affrontare con tanta pazienza e con l’intelligenza tattica di cui dispone, per provare a variare ritmo e soluzioni, per tenere vivi alcuni scambi ed essere pronta nei momenti in cui l’avversaria avrebbe concesso qualcosa. Da quel punto di vista, è stata quasi perfetta. Ha vinto un primo set dove era sistematicamente in svantaggio nei propri turni di battuta: 0-15 sullo 0-1, 0-30 sul 2-1, 0-30 sul 3-2 salvando 2 palle break, 15-30 sul 4-5 e 15-30 sul 5-6. Quasi paradossale che l’unica volta in cui si è trovata avanti, 30-0 sul 4-3, è stata poi colpita da un punto eccezionale di Gauff a rete.

Di fatto non è esistita una fase di studio. Entrambe sono partite col piede sull’acceleratore ed era molto piacevole vedere le varie trame proposte proprio perché riuscivano a variare spesso le dinamiche degli scambi e questa Gauff è veramente di buon livello, soprattutto perché ora sembra impostare molto meglio gli scambi e scaricare meglio la potenza sulla palla, con il rovescio lungolinea come punto principale oggi per cercare punti facili a scambio inoltrato. Eppure all’inizio la situazione sembrava girarle contro: è arrivata male su una smorzata non perfetta della polacca che poteva darle un immediato 0-30, poi sull’1-1 dal 40-15 si è mangiata la seconda chance per il 2-1 col primo dritto colpito male. E questa è stata una prima svolta, perché sotto pressione Gauff ha ancora un servizio imperfetto e tende a perdere lucidità e sbagliare soluzioni, col dritto che è il fondamentale principale ad abbandonarla. Due errori consecutivi e concedeva la prima palla break, salvata con un ace, ma sul 40-40 la seconda era preda della risposta della polacca e lei, un po’ impacciata, cercava di cavarsi con una smorzata che non è uscita dalla racchetta. Sulla seconda palla break concessa, il secondo doppio fallo.

Swiatek si trovava avanti nel punteggio, ma la sua partita era tutta da costruire. Ha raccolto un gratuito di dritto dell’avversaria per il 15-30, poi ha sfruttato il suo rovescio per salire 40-30 e allungare sul 3-1. Di nuovo sotto 0-30 sul 3-2, ha prima pescato il jolly di un rovescio stretto e poi dal 15-40 ha colpito un lungolinea e fatto giocare un passante non facile alla statunitense, tirandosi definitivamente su col servizio. Sul 4-3, per la prima volta avanti nei propri game, si è vista ripresa dal rovescio lungolinea perentorio di Gauff e sul 30-30 non ha avuto necessaria reattività per giocare bene il lob, ma comunque Cori si è arrampicata in cielo per la voleè di rovescio che ha pizzicato la riga esterna. Questa volta, il controbreak arrivava e nasceva da qui una nuova fase. Gauff sul 5-4 mandava fuori posizione la polacca dopo una gran risposta, poi Iga metteva fuori il dritto. Sul 15-30 aveva una seconda di servizio con l’avversaria che era due metri dentro al campo in posizione di massima pressione. Ha usato il kick per darsi un po’ più di tempo ed è uscita con un passante lungolinea di rovescio straordinario che ha creato poi il 5-5. Sul 5-6 era di nuovo 15-30, e qui probabilmente è arrivato il vero rimpianto di Gauff che ha avuto il lungolinea di rovescio a disposizione ma ha messo la palla sotto al nastro.

Al tie-break, di nuovo, Gauff ha perso i propri colpi. Sullo 0-1 Swiatek ha giocato un gran dritto, poi sono arrivati due gratuiti con lo stesso fondamentale dall’avversaria e il 4-1 è maturato da una buona risposta di rovescio. Sul 6-1 Gauff ha lasciato andare i colpi salvando i primi 2 set point, mentre sul terzo il servizio di Swiatek è valso un pesantissimo primo set in suo favore.

A potenza non c’era paragone, a servizio Gauff poteva far valere un colpo che con la prima può viaggiare a 190 all’ora, ma seppur con meno chance di chiudere il punto Swiatek si è sempre fatta valere di testa. Quella che era la semifinale più giovane da quando esiste la categoria 1000/Premier 5, il confronto era quantomai in equilibrio. Il secondo set è girato sul 2-1 per la polacca, che ha sfruttato il primo calo al servizio della statunitense. Iga ha salvato una chance di 2-2 e poi ha giocato molto profonda per prendersi la palla break dove ancora raccoglieva il doppio fallo dell’avversaria. Non c’era però attimo di pausa, perché sul 30-15 Swiatek era imperfetta col rovescio lungolinea e ha dato modo all’avversaria di colpire a tutta per prendersi la palla break, salvata con l’ennesimo servizio in kick a far colpire male Gauff sul rovescio. Cori ha avuto un’altra chance, ma Swiatek ha servito al corpo e le ha impedito di avere il comando dello scambio. L’urlo della polacca, chiuso il game del 4-1, voleva dire tanto.

Era un mattone importante, e comunque Gauff non mollava. Più volte ha avuto la chance del 2-4, ma prima con un lob e poi con un lungo scambio Swiatek si è tenuta viva, raccogliendo un nuovo doppio fallo e un rovescio sparato via dall’avversaria per il 5-1. E comunque non era finita, perché a quel punto Cori ha di nuovo giocato con zero pressione visto il punteggio, ma la testa di chi credeva di essere 5-5 40-40. Iga ha recuperato da 0-30 ma il servizio l’ha abbandonata, con Gauff che risaliva di nuovo fino al 3-5. Al servizio una seconda volta per il match, è riuscita a partire meglio e portarsi 40-0 e ancora una volta Gauff non mollava, comandando sul primo match point e raccogliendo un doppio fallo di tensione sul secondo. Sul 40-30, ancora con la seconda, Swiatek è riuscita a cominciare lo scambio e a spingere sul dritto della statunitense, che ha mandato lungo l’ultimo recupero.

Le prime parole dopo l’enorme sospiro di sollievo sono state verso Daria Abramowicz, la sua psicologa: “Daria, mi sa che dobbiamo fare il bucato”. E così domani sarà di nuovo protagonista, questa volta sul Centrale, contro la finalista delle ultime 2 edizioni Karolina Pliskova. Le due hanno giocato un solo match, in un’esibizione lo scorso agosto prima della ripartenza del circuito. Swiatek si è imposta 6-1 4-6 10-8 (supertiebreak al set decisivo) sfiorando anche il 6-0 nel parziale di apertura. Altro momento, altra vita.