Roland Garros: Fognini con pazienza agli ottavi, sarà sfida con Zverev. Avanti anche Wawrinka

[9] F. Fognini b. [18] R. Bautista-Agut 7-6(5) 6-4 4-6 6-1 (Simone Milioti)

Un Fabio Fognini inedito quello che ha superato in tre ore, e quattro set, lo spagnolo Roberto Bautista-Agut. Alla fine mantenere la calma e la lucidità nei momenti decisivi ha pagato. Fabio sta vivendo un buon momento, coronato con la vittoria a Montecarlo appena qualche mese fa e che si sta concretizzando con la seconda settimana nello Slam parigino.

Per lui l’incontro inizia in salita, dopo due giochi interlocutori il suo avversario lo brekka e scappa 3-1. Bravo Fabio a continuare a fare il suo gioco, con molta pazienza non proprio una sua caratteristica, e riesce a invertire la tendenza raggiungendo il tie-break e portando a casa il primo set lottando. Nel secondo parziale la situazione si mette anche meglio per il ligure che però fallisce il momento clou quando si ritrova a servire per il secondo set sul 5-3, fortunatamente Bautista non è in giornata di grazia al servizio e cede immediatamente il servizio consegnando anche il secondo parziale a Fognini.

Nel terzo Fabio accusa un piccolo calo e convoca in campo anche il fisio per farsi sistemare la fasciatura alla caviglia, Bautista prova a rientrare in partita e grazie ad una flessione anche piuttosto evidente dell’azzurro trascina il match al quarto. In questo parziale la lotta dura pochissimo, giusto qualche game in cui lo spagnolo tenta di restare in partita, ma Fognini brekka subito due volte e scappa agilmente sul 5-0. Partita ormai in cassaforte e punteggio finale 6-1 che consegna gli ottavi di finale a Fognini.

Per l’azzurro è il terzo ottavo di finale che giocherà a Parigi, in passato uno lo vinse nel 2011 e uno lo perse lo scorso anno. Adesso si ritrova ad affrontare Zverev, un collega top10 almeno a guardare le classifiche live a questo momento del torneo, la differenza tra i due è minima; Fognini gioca bene, Zverev oggi ha faticato no poco contro Lajovic.

[5] A. Zverev b. [30] D. Lajovic 6-4 6-2 4-6 1-6 6-2 (Cristina Pozzolli)

Alexander Zverev risorge ancora una volta dalle ceneri prima di imporsi su Dusan Lajovic dopo l’ennesima partita insensata fatti di alti e bassi che solo chi non è debole di cuore può sopportare. C’era un precedente giocato l’anno scorso al secondo turno proprio in questo torneo che vide la prima delle lunghe maratone grazie alle quali il tedesco raggiunse i quarti di finale. Il match inizia e sembra ripetersi il copione. Come allora Zverev parte male e i due doppi falli consecutivi con il quali esordisce al servizio rendono chiara l’idea che qualcosa non funziona come dovrebbe e subisce subito il break. Anche il serbo però comincia con qualche titubanza e, aggredito dalle risposte del suo avversario, restituisce il regalo. Zverev però è teso e continua a servire male, commettendo almeno un doppio fallo ogni volta che è il suo turno di mettere la palla in gioco e, con il terzo di questi e due lunghi scambi persi da fondo, che fino a quel momento gli avevano invece portato punti, subisce un’altro break. A differenza sua Lajovic trova solidità e continuità e con un turno di battuta a zero giocato sull’uno-due sale 3-1 ma nel quinto game c’è forse la svolta, in suo sfavore, del parziale. Il tedesco è in confusione totale, sbaglia l’impossibile e si trova 0-40 ma trova la forza di reagire giocando alla grande in fase difensiva e rimonta salvando il servizio. Il gioco stenta a decollare ma nel settimo game Zverev salva altre due palle break prendendo sempre più fiducia. Il suo atteggiamento cambia, prende in mano gli scambi trasformando gli errori iniziali in vincenti e con un parziale di tredici punti a sei incamera tre game consecutivi chiudendo 6-4.

Il livello di gioco del tedesco continua a salire nel secondo parziale. Zverev parte forte con un turno di battuta a zero e poi si procura tre palle break consecutive. Lajovic tiene oltre le sue possibilità in difesa e riesce in qualche modo a salvarsi ma è evidente che sia sempre lui a subire la potenza dei colpi del tedesco capace di tirare un vincente anche dopo uno scambio prolungato. Senza doppi falli e con una resa altissima con la prima di servizio Zverev non concede più palle break mentre Lajovic non riesce ad arginarne la pressione da fondo e nel quarto game subisce il break. Sascha non si scompone e continua a raccogliere tantissimo dalla battuta mentre il serbo continua a soffrire e nell’ottavo game alla quinta palla break, e quindi al quinto set point, cede.

La confidenza di Zverev si palesa nel primo game del terzo set chiuso con quattro ace, peccato per il doppio fallo sullo 0-40 che l’avrebbe reso perfetto. L’eccesso di sicurezza però spesso nasconde insidie pericolose dalle quali non bisogna lasciarsi ingannare che si chiamano piccole distrazioni apparentemente innocue o cali di tensione nervosa necessaria a mantenere alto il livello, e nel terzo game arriva la conferma. Il tedesco ottiene solo il primo punto facile e poi, costretto a scambiare commette tre errori consecutivi cedendo il servizio con un doppio fallo. Le parti si invertono: Lajovic gestisce senza problemi i suoi turni di battuta mentre Zverev si fa prendere da mille paure, cala al servizio con la conseguenza di trovarsi spesso a scambiare lontano dalla riga di fondo raccogliendo poco e nel settimo game è costretto a salvare due palle del doppio break. Quando arriva il momento per Lajovic di servire per chiudere il set lo fa senza concedere punti.

Cala definitivamente il buio dalla parte del tedesco nel quarto parziale. Il servizio non fa male e nel primo game, nonostante un ace, subisce il break che scatena il crollo. Zverev è passivo e quasi sempre incapace di vincere uno scambio che superi i quattro colpi lasciando il gioco in mano al serbo che spadroneggia in ogni parte del campo chiudendo 6-1.

La prima ingannevole svolta arriva in avvio del set decisivo. Zverev cambia marcia, o meglio ritorna a quelle iniziali e risponde subito forte strappando il servizio al serbo. Il servizio c’è, il break è subito confermato e la situazione è solo da tenere sotto controllo. Parliamo di Zverev però che sotto controllo in questo periodo riesce a tenere ben poco e nel quarto game sul 30-15 piazza due doppi falli consecutivi giocando poi con ritrovata paura e cedendo così il servizio. Il baratro sembra davanti ai suoi piedi ma ancora una volta riesce a stupire tutti con una reazione d’orgoglio degna dei grandi campioni. Con un parziale di sedici punti a sette si prende prepotentemente quattro game e chiude il match.

[24] S. Wawrinka b. G. Dimitrov 7-6(5) 7-6(4) 7-6(8)

Si conclude come l’avevamo iniziata ieri. Un buon Dimitrov, il migliore dell’ultimo periodo, che però non riesce a superare Wawrinka troppo più concentrato nei momento che contano. Il bulgaro non ha mai avuto la possibilità di gestirla lui, sempre a inseguire, sempre a stare dietro Wawrinka, sia ieri con i due tie-break, sia nella ripresa oggi.

Lo svizzero è sempre sembrato favorito e in controllo, mentre il bulgaro in balia. A fine terzo set Wawrinka ha anche il break di vantaggio e si porta anche a match point, subentra solo nei momenti di difficoltà il miglior Dimitrov che in questo caso annulla la palla di match, lotta fino brekkare l’avversario. I due arrivano all’ennesimo tie-break, stavolta Dimitrov ha più chance che nei due precedenti, due set point che gli vengono annullati, e alla fine ancora una volta Wawrinka trova il modo di portare set e incontro dalla sua parte.