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18 Nov 2016 18:22 - ATP
ATP Finals, interviste. Murray: "Io e Jamie non avremmo mai pensato di essere entrambi n.1 al mondo"
di Diego Barbiani
TENNIS – Di Diego Barbiani
LONDRA. Andy Murray si è presentato in conferenza stampa dopo la netta vittoria per 6-4 6-2 contro Stan Wawrinka che è valsa allo scozzese la terza vittoria nel girone delle ATP Finals ed il passaggio alle semifinali dove troverà Milos Raonic.
D. E’ sembrato tutto molto semplice, qual è stata la chiave per vincere il match? Fisica, mentale?
ANDY MURRAY: “Penso più come sia stato in grado di gestire i primi game, quando Wawrinka giocava tanti vincenti. Dopo ho cominciato ad avere tante chance sui suoi game di battuta e facevo tanti punti diretti col mio servizio”
D. Hai avuto modo di fare i complimenti a tuo fratello Jamie per il risultato in doppio? Con il suo compagno Bruno (Soares, ndr) hanno raggiunto il n.1 del mondo
ANDY MURRAY: “Hanno avuto un anno fantastico, fin dal mese di gennaio quando hanno vinto l’Australian Open e poi lo US Open. Jamie non aveva mai vinto uno Slam in doppio, solo uno in misto. Sono veramente fiero di lui”.
D. Adesso in semifinale affronterai Milos Raonic. Vi siete già trovati contro 5 volte in stagione e domani vi giocate tanto. Cosa ne pensi del match?
ANDY MURRAY: “E’ una partita complicata: Milos sta giocando veramente bene, serve ovviamente bene… Forse il fatto che il campo sia più veloce degli altri anni lo può ulteriormente aiutare. Avrò poche chance, dovrò saperle sfruttare tutte”.
D. Ti ricordi, quando tu e Jamie eravate più giovani, di quando vi davate battaglia in campo? Ora siete, al momento, i 2 numeri 1. Vi sareste immaginati questo?
ANDY MURRAY: “Sì, avevamo tra i 12 ed i 14 anni… Questo prima che le nostre strade si separassero. Jamie è andato a Cambridge, io in Spagna. Non giocavamo tanto, magari 4 ore alla settimana in dei momenti…. Però eravamo sempre in competizione. Ora che non lo siamo più, siamo forse i primi fan l’uno dell’altro ed è veramente speciale quanto abbiamo raggiunto nei rispettivi campi di questo sport. Probabilmente nessuno di noi lo avrebbe pensato”.
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