Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
02 Mag 2015 15:00 - ATP
Atp Istanbul: Federer in finale col brivido, Schwartzman si arrende solo al fotofinish
di Redazione
TENNIS – ISTANBUL. Per descrivere cosa è accaduto nei tre set tra Roger Federer e Diego Schwartzman, che hanno visto lo svizzero prevalere solo 2-6 6-2 7-5, può essere preso il momento in cui il n.2 del mondo veniva intervistato a bordo campo e si è fermato ad applaudire il pubblico turco che rendeva omaggio all’argentino nella sua uscita dal campo con il coro “Diego! Diego!”.
Schwartzman, come un motorino inesauribile, ha reso la vita durissima ad un Federer che si è svenato per venire a capo della situazione. E’ lui il primo finalista della prima edizione del torneo di Istanbul, un traguardo raggiunto tra mille e più montagne russe. Per lunga parte dell’incontro è stato in balia del suo avversario, non riuscendo a sfondare la sua solidità da fondo campo e venendo spesso impallinato da lungolinea chirurgici e di altissimo livello. Dopo mezz’ora di gioco aveva incassato un netto 6-2, nei primi minuti del secondo non riusciva ancora a trovare una soluzione. Anche una volta ottenuto il primo break, non riusciva a calmarsi. Ha lanciato una pallina fuori dallo stadio, probabilmente avrebbe voluto farlo altre dieci volte nei successivi game. Non si sentiva a proprio agio, tra un avversario che non scendeva di livello ed un gioco, il suo, che era molto lontano da quello che sciorinava fino a due mesi fa sui campi in cemento. Nel set decisivo si è sempre mantenuto avanti, senza brillare e rischiando talvolta di andare in difficoltà anche nei suoi turni di battuta. Nelle fasi più importanti, però, è riuscito a venirne fuori con intelligenza, mantenendo la calma e lasciando che fosse l’altro a fare gioco. Schwartzman si è comunque salvato bene in più circostanze, ma sul 5-6 ha sbagliato due brutti dritti in successione, dal 15-30, che lo hanno condannato. L’applauso di tutto lo stadio, se non altro, potrà aiutarlo a cancellare il dispiacere per una partita egreggia, scivolata dalle mani proprio nei frangenti più importanti.
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