Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
Rafa Nadal abbatte Milos Raonic nell’atto finale della Rogers Cup infliggendo al canadese un severo duplice 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Col successo di oggi, lo spagnolo conquista il suo ottavo torneo dell’anno su undici disputati. Il terzo Open del Canada conquistato dopo i successi del 2005 e del 2008, Rafa rafforza la sua leadership nella classifica di vittorie in tornei Master 1000 distaccando ora Federer di quattro lunghezze (25 a 21).
La partita non ha francamente mai avuto storia. Il mancino di Manacor ha dominato dall’inizio alla fine. I numeri sono impietosi nei confronti del canadese : questi parlano di uno spagnolo che ha perso un solo punto con la seconda palla di servizio ed appena altri sei con la prima. C’è stato un solo momento di “pericolo” con l’iberico alla battuta, quando questi ha dovuto fronteggiare tre palle break di fila nel quarto gioco del secondo set, giocando anche in questo caso in maniera impeccabile.
Per il canadese questa settimana deve rappresentare un nuovo punto di partenza: ha centrato un grande risultato come la finale di un 1000 per la prima volta in carriera, lo ha fatto per di più davanti al pubblico di casa, e da domani sarà tra i primi dieci giocatori del mondo come mai era capitato nella storia del Canada. Insomma, motivi per sorridere ce ne sono eccome. Passando a ciò che ancora non va, oggi sono emersi palesemente i suoi limiti negli spostamenti , messi in evidenza oltremodo da Nadal. Su questo dovrà necessariamente lavorare assieme a Ljubicic ed al suo staff.
Per Nadal si tratta del trofeo numero 58, l’ottavo quest’anno, e del venticinquesimo Master 1000. Numeri impressionanti. Ci possono essere delle obiezioni circa il fatto che lo spagnolo ha saltato una parte di stagione, ma quando c’è vince sempre o quasi e lo dimostra il sempre più consolidato primato nella Race.
Djokovic e Murray, che forse si erano un po’ illusi di avere un avversario in meno una volta archiviato il Roland Garros, sono avvertiti, per New York c’è anche Rafa!
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