Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
da Umag, Valentina Clemente
Il cuore di Fabio è andato oltre i suoi nervi. Quella racchetta spezzata, ha lasciato comunque intatto il sogno di questo viaggio personale, fatto di vittorie a piccoli passi, ma di grande pazienza. Fognini centra a Umago la sua terza finale consecutiva, forse la più sudata delle tre, perché di fronte c’era un avversario mai domo, che ha saputo portarlo sul confine, senza però lasciarlo mai scivolare via.
“Si è stata una partita folle – ha esordito sorridendo Fabio – ma sono un po’ matto quindi è normale. Scherzo ovviamente, però nel complesso sono soddisfatto della mia prestazione: ho iniziato bene da fondo campo, mentre nel secondo set sono stato lento in avvio e poi è sopraggiunta un po’ di stanchezza. Sapevo che lui aveva problemi ad un braccio, ma non so quanto questo abbia influito veramente. L’ultima parte del match è stata decisamente folle, ma alla fine sono contento del risultato e di questa terza finale consecutiva”.
Pensando a domani e alla finale che si prospetta Fabio ha spiegato: “Sarebbe simpatico giocare contro Andreas, ma so che allo stesso tempo non sarà facile contro Tommy. Sono stanco fisicamente, ma domani daro’ tutto. Ora il mio unico piano è andare a cena con il mio team e poi a dormire”.
Dando un giudizio complessivo al momento che sta vivendo, Fognini ha spiegato: “Ci sono alti e bassi, è normale, un po’ si paga la stanchezza. La cosa positiva e’ che son rimasto li. Con Gael non e’ mai facile al tie-break mi son detto o la va o la spacca. Sono stanco ma ho ancora qualcosina in serbo per domani”.
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