WTA, Rybakina bis a Stoccarda: Muchova si arrende

[1] E. Rybakina b. [7] K. Muchova 7-5 6-1

Elena Rybakina è di nuovo campionessa nel WTA 500 di Stoccarda, dopo aver trionfato nell’edizione 2024, e si porta a casa una nuova Porsche per ampliare la sua collezione. La finale contro Karolina Muchova è terminata 7-5 6-1 e per lei è il secondo titolo stagionale dopo l’Australian Open, un successo importante per interrompere subito l’attesa nella stagione sulla terra battuta ma anche per balzare al numero 1 della nuova Race ed essere a oggi (19 aprile) la miglior tennista in termini di punti della stagione WTA.

È la seconda vittoria in carriera per lei contro la ceca, su quattro scontri diretti, vendicando quella di inizio stagione a Brisbane. Tanto del risultato conclusivo, tra l’altro, sembra dovuto in qualche modo alla scelta di Muchova di cominciare in risposta una volta vinto il sorteggio. Nessuna delle due aveva particolarmente brillato nel warm up mattutino, con la numero 7 che sembrava ancora un po’ “sulle gambe” dopo le grandi fatiche tra venerdì e sabato mentre la prima favorita del tabellone spesso si fermava nelle serie di palleggi sul dritto per discutere col proprio allenatore, Stefano Vukov, sui movimenti del corpo. Però, per lei, c’è la cassaforte di un servizio capace di fare paura a prescindere e forse Karolina scegliendo di servire per seconda si è fidata un po’ troppo del suo istinto per colpire a freddo con le risposte bloccate in slice senza peso provate nel warm up ma alla fine tutto le si è ritorto contro perché la partenza è stata negativa e sul finire del primo parziale era chiamata a servire indietro nel punteggio.

Tutto si è risolto lì, con Rybakina che dopo non essere riuscita a chiudere il set sul 5-3 a causa degli errori di dritto (gratuiti, ma provocati in qualche modo dalle palle senza peso e angolo della rivale) e aver subito la bella rimonta sul 5-4 dallo 0-30, sul 6-5 ha trovato la via per un parziale importantissimo. Negli ultimi punti, soprattutto, è cresciuta in maniera netta la sua “presenza” in risposta e non c’erano quasi più punti gratuiti concessi, tranne uno col rovescio sul primo set point quando pure Andrea Petkovic in sala stampa ha commentato con un tedesco “Mio Dio!” tanto rischiava di pesare. Invece, Elena è stata bravissima perché si è inventata almeno un paio di risposte vincenti nelle lunghe fasi di parità e alla fine la sua profondità e il suo ritmo hanno sfondato.

Più che la mazzata morale del set perso in quel modo, per Muchova son venute del tutto a meno le forze. Già nel primo turno di battuta dell’incontro, sullo 0-1, la si vedeva costretta a scivolate e indietreggiare perdendo campo e proprio ieri faceva notare che le partite di quarti di finale e semifinale, entrambe oltre le due ore, si facessero sentire proprio sotto quell’aspetto. Cominciare subito la partita così con la prospettiva di dover tenere fisicamente per un paio d’ore almeno, faceva immaginare forse una fine anche più rapida. Ha avuto un momento favorevole al servizio, trovando ritmo e punti importanti, ma le incertezze avute sul finale di set tra lanci di palla sbagliati e appoggi che saltavano (come sul dritto mancato in occasione del set point Rybakina) hanno vanificato tutto. E così Rybakina, che dai quarti di finale a oggi è parsa soprattutto continua e solida, crescendo dalle difficoltà avute contro Leylah Fernandez e facendo tanto affidamento sul suo grande punto di forza, ha vinto l’ottava partita di fila alla Porsche Arena confermandosi una grande protagonista di questo 2026.

Dalla stessa categoria