Dal 1999 a oggi, la durata media di un match del Grande Slam maschile è aumentata di oltre mezz’ora, un incremento del 23,4% che non si spiega solo con l’ascesa dei giocatori di fondo campo o con le superfici più lente: racconta una trasformazione profonda del tennis professionistico, in cui la resistenza fisica ha progressivamente […]
Si sapeva già da inizio giornata a Madrid che questa sarebbe stata un’occasione speciale per le due favorite, almeno sulla carta, che potevano arrivare entrambe alla prima semifinale in un WTA 1000 della carriera. Marta Kostyuk e Anastasia Potapova hanno approfittato al meglio della grande occasione.
Per l’ucraina c’è stata un’ottima prestazione, soprattutto in risposta, nel 7-6(1) 6-0 contro Linda Noskova. La ceca era sfavorita dalla superficie, ma non è riuscita a sfruttare il servizio per tenersi quanto più aggrappata possibile alla situazione. Ha cominciato meglio, ma dal 2-0 è scivolata indietro fino al 2-4 e 15-40. Kostyuk qui ha avuto un momento di incertezza e si è vista riprendere, cominciando dal 4-3 una serie di game al servizio persi dove Marta soprattutto sembrava un po’ troppo presa dal momento, sfortunata in qualche scelta ma spesso chiamata alla seconda di servizio e vittima dell’aggressività di una Noskova senza nulla da perdere. Nel tie-break, però, si è ritrovata perfettamente e quel vantaggio è stato cruciale.
Contro di lei, in una sfida mai banale per tante ragioni extra campo, ci sarà Potapova. Anastasia si è imposta a metà giornata in una partita molto più intricata e rocambolesca contro Karolina Pliskova. La ceca, malgrado i 34 anni compiuti, i quasi due anni di inattività e una condizione non ancora all’altezza per competere in una quinta partita nello stessa settimana, ha venduto carissima la pelle con l’ottima reazione dal primo set perso 6-1 in 20 minuti e un secondo con la rimonta da 3-5 cancellando tre match point a colpi vincenti sulle righe, fino a prendersi il set per 7-4 al tie-break. Lo sviluppo abbastanza incredibile del match fin lì aveva lasciato grandi pensieri alla russa, che aveva cominciato male il set decisivo e si era trovata sotto 1-3 e 40-15 sul servizio della ceca. Se c’è una qualità vera di cui Potapova dispone, da sempre, è un carattere indomito. In tantissime occasioni, ormai, la si è vista ricominciare a giocare e a vincere punti cruciali che le hanno come ridato vita. E così è stato anche qui: nella lotta si è esaltata, ha ritrovato la parità e ha allungato sul 4-3 col servizio a disposizione, metetndosi a quel punto in vantaggio sia nell’inerzia sia nelle energie rimanenti, con Pliskova sempre più in affanno. Finirà così 6-1 6-7(4) 6-3 per la tennista classe 2001, entrata in tabellone come lucky loser ma capace di ribaltare completamente lo scenario. Oltretutto, Pliskova aveva esordito in questo torneo con una vittoria contro Sinja Kraus, la stessa che aveva superato Potapova all’ultimo turno di qualificazione.
Dunque, le semifinali più imprevedibili che si potevano prospettare alla vigilia del torneo vedranno di fronte Haley Baptiste e Mirra Andreeva e poi, ancor più a sorpresa, Kostyuk e Potapova.