Swiatek, è ancora presto: Andreeva in semifinale

[6] M. Andreeva b. [3] I. Swiatek 3-6 6-4 6-3

Iga Swiatek avrà perso questa partita contro Mirra Andreeva (3-6 6-4 6-3) anche a causa di un calo generale nella seconda metà del set decisivo, ma se la polacca saprà uscire da Stoccarda con quello che di buono le han lasciato le circa due ore e mezza di lotta punto a punto contro una tennista in forma e molto carica, non tutto sarà da leggere per lei in maniera negativa. La tennista classe 2007, invece, ha ottenuto il terzo successo consecutivo contro l’ex numero 1 del mondo e dopo la vittoria nel WTA 500 di Linz è ora in semifinale anche in Germania.

Come Iga stessa raccontava anche in questi giorni, c’è un lavoro iniziato assieme a un allenatore nuovo, Francisco Roig, e non tutti i problemi dell’ultimo periodo possono risolversi in una decina di giorni di lavoro. La polacca ha però vissuto una partita di grande dedizione e compostezza, con lo sguardo giusto finché ha capito che stava andando sempre più in riserva. Ha avuto la chance, ghiotta, di un doppio break di vantaggio a inizio del set decisivo ma in quello scambio ha dovuto subire la difesa di Andreeva che l’ha ricacciata ben dietro la linea di fondo con un gran lob, costringendola a un dritto interlocutorio che non ha dato impaccio però alla rivale.

Sono tanti i meriti di Mirra stasera, perché si è mostrata magari pasticciona quando perdeva il controllo del dritto, ma ha fatto vedere un repertorio di colpi ottimi. Soprattutto la “sua” difesa sul lato del dritto, con un colpo che diveniva una palla corta e talvolta ha pure soprpreso Swiatek stessa. Salvatasi dal pesante 0-3, ha cominciato a trovare sempre più prime con velocità sostenute, sui 190 chilometri orari, e non a caso il match point è stato realizzato con un colpo a 194. Di contro, Iga che sta lavorando tanto su questo aspetto (oggi buona parte del warm up si è concentrata su quello) ha passato un set e buona parte del secondo con soluzioni piuttosto interessanti tra prima e seconda, palle ben piazzate, angolate, buone velocità. Soprattutto, ma questo è un commento più generale, c’era la giusta decisione e gestione dei propri colpi. Si notava tante volte la sua volontà di non affrettare le chiusure dei punti, diventando a tratti quel “muro” che aveva dichiarato di voler essere: ritmo alto, palle piazzate negli angoli, controllo del punto.

Ci sono state altalene, perché Andreeva nel primo set è andata sul 2-0 prima di subire un parziale di 1-6 (come succederà a Swiatek nel set decisivo) e buona parte del secondo è stato condizionat da vari break, però rimaneva una partita veramente godibile. Il dritto della polacca, pur sotto pressione, reggeva fino al set decisivo e finché era al giusto livello dava sistematicamente fastidio ad Andreeva, che sembrava perdere campo in diverse occasioni in cui Iga metteva insieme un rovescio incrociato e uno lungolinea.

Un botta e risposta continuo, che esaltava anche il pubblico che ha reso la Porsche Arena tutta esaurita (e sarà così fino a domenica), col tanto tifo polacco che comunque non era così dominante per i tanti applausi che riceveva anche Andreeva. Alla fine, sfruttato il bel momento fisico e mentale, Mirra ha messo insieme la rimonta e domani giocherà per un posto in finale. Swiatek, però, se saprà vedere i diversi aspetti positivi di queste due ore e mezza potrà anche guardare avanti con fiducia, continuando un percorso iniziato con Roig che ha subito dato qualche segnale incoraggiante anche nei modi: gli allenamenti, fin qui, hanno avuto tutti un tono molto positivo e concentrato, con varie indicazioni e alchimia diversa rispetto a prima.

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