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14 Apr 2026 17:08 - Senza categoria
Svitolina: condividere momenti coi bambini ucraini è una mia missione
di Diego Barbiani
Elina Svitolina è giunta in conferenza stampa per il media-day del WTA 500 di Stoccarda e quasi subito i discorsi si sono focalizzati sulla situazione personale e professionale in relazione al suo paese. Il clima nelle frasi era rilassato, ma abbastanza sentito: lei è parsa un po’ provata al termine di una risposta, in cui ha chinato il capo e lasciato andare un piccolo soffio d’aria, mentre un giornalista polacco (Artur Rolak, biografo di Agnieszka Radwanska) le ha detto “Slava Ukraini” con lei che ha risposto fermamente “Heroyam Slava”.
Nella giornata di lunedì Elina è arrivata al campo numero 2 per il suo primo allenamento ed erano in tanti che l’hanno fermata già prima di entrare, chiedendole foto o autografo. Diversi, ha confermato, erano ucraini: “C’è un grande supporto per me in ogni torneo in cui vado. Molti ucraini ora, ancor più grazie a internet e i social media, conoscono questo sport e quando possono vengono sempre più a vederci. Il tennis in generale è uno sport che sta diventando molto popolare, ora per esempio siamo sei giocatrici ucraine in top-100, che è qualcosa di incredibile per il nostro tennis. E per questo credo che le persone stiano cominciando a conoscere meglio lo sport. E i bambini, soprattutto le ragazzine, stanno andando ad allenarsi e provano a giocare. È bello avere questo e ho tanto piacere che la nostra nazione possa essere unita ora, e penso che lo sport ci unisca per l’obiettivo di vincere quanto più possibile nel calcio come nella box come nel tennis e ovunque. È una cosa bellissima, perché chiaro quando come ora c’è qualcosa come una guerra siamo sottoposti a una vita quotidiana davvero dura, con attacchi continui, ogni giorno. Per questo è bello dar loro un sorriso con le nostre vittorie”.
E nel weekend scorso, durante la sfida di Billie Jean King Cup contro la Polonia, c’è stato il momento di grande emozione (come di consueto in questi anni) durante l’inno nazionale: “Sento molta pressione quando gioco per il mio paese. Che siano le Olimpiadi o la Billie Jean King Cup. È qualcosa di davvero speciale e per cui cerco di prepararmi bene perché sembra qualcosa che possa portare molto più sostegno dal nostro paese. Sicuro credo che tra i momenti che spiccano di più nella mia carriera ci sia il bronzo olimpico di Tokyo 2021, il primo nella storia dell’Ucraina. Ogni volta che scendo in campo e vedo la bandiera ucraina accanto al mio nome mi colpisce, ancora ora. Ma mi motiva tantissimo a dare il massimo ogni giorno, perché le persone in Ucraina stanno attraversando un momento veramente difficile nelle minime cose quotidiane e sono veramente fortunata a rappresentare il mio paese in palcoscenici così importanti”.
Il giornalista polacco ha poi preso la parola accennando a un’intervista fatta a una giovane tennista supportata dalla sua fondazione e chiedendo più o meno quanti siano quelli coinvolti Elina ha risposto: “All’inizio della guerra ce n’erano centinaia, tutti sostenuti in varie circostanze. Magari solo supporto di vestiti, spostamenti in zone più sicure. Ora siamo dietro a una fase di ristrutturazione della fondazione, abbiamo programmi diversi. Abbiamo tornei in Ucraina per under-12 e under-14. Abbiamo programmi per la prevenzione della salute mentale, circa due volte all’anno, e circa 50 o 60 bambini partecipano ogni volta. In più abbiamo incontri dove io stessa partecipo, cinque o sei volte l’anno, assieme a Sergiy Stakhovsky, nel paese. In città diverse, piccole o grandi. Facciamo varie cose per il tennis ucraino, è importante credo per i bambini avere un po’ di ispirazione dai professionisti. La sento come una missione mia, di condividere dei momenti con loro. Abbiamo 400, 500 bambini che vengono da tutta l’Ucraina, e vogliamo palleggiare con loro. Quando vedi i loro occhi che si accendono sui loro volto è qualcosa che davvero, davvero mi tocca il cuore, e voglio fare ancora di più per loro. Non è facile per i nostri impegni, per il calendario, ma non appena ho un momento a disposizione torno in Ucraina e sento come sia una cosa che devo fare”.
Rolak: “Gloria all’Ucraina”
Svitolina: “Gloria agli eroi”
Di recente, Elina ha aperto un circolo di padel: “È uno sport in crescita. Sicuro volevo aprire una mia accademia, e quello rimane il mio vero obiettivo, ma per ora abbiamo trovato questo spazio per un club di padel. Ho scoperto questo sport con Sergiy, e volevamo usarlo come modo per coinvolgere le persone nello sport, perché credo che quando la tua routine sia quello che stiamo attraversando sia mentalmente molto difficile. Sono oltre quattro anni che le mie persone sono dietro a giornate pesanti e momenti davvero duri. Lo sport per i bambini e persone in generale aiuta a rilasciare rabbia, far passare brutti momenti e semplicemente staccare la spina con momenti più positivi. Il padel è davvero popolare ora, e credo che possa aiutare, è uno sport che puoi cominciare a qualsiasi età e condividere con amici, allenarti assieme e socializzare. Il mio obiettivo è promuovere il tennis e lo sport generale in Ucraina, e dare alle persone la chance di scoprire qualcosa di buono”.
Su come organizza i suoi spostamenti in Ucraina: “Il viaggio richiede tanto tempo. Possono essere 12, 15 ore di viaggio da Varsavia, dove normalmente atterro per poi andare in macchina verso Kiyv. So che prendo un rischio, sono anche grata di avere un marito che comprende la situazione e mi lascia tornare a casa. Per me è davvero importante, per tutte le cose che citavo e per rivedere la mia faglia, perché mia nonna vive ancora lì e voglio andare a trovarla quanto più possibile. È durissima, ma tutte le emozioni e supporto che ricevo dai miei connazionali… Non posso immaginarmi ora diversamente”.