Il ranking WTA riparte (quasi) senza sconti: a Miami subito lotta per il numero 1 tra Barty e Osaka

A differenza di quanto deciso dai vertici ATP, la WTA non adotterà il metodo di un “salvagente” del 50% dei punti accumulati tra 2019 e 2020 nel periodo da Miami a metà agosto.

Già a partire dal WTA 1000 della Florida, infatti, tutte le giocatrici vedranno i loro punti scalare e sarà volta per volta il 100% di quanto accumulato nei 24 mesi precedenti. Per questo motivo già a Miami è lotta per il numero 1 del mondo. Vediamo subito le casistiche:

Naomi Osaka (numero 2) va a caccia del trono occupato da 68 settimane da Ashleigh Barty (numero 1) e la distanza, tolti dal ranking di entrambe i punti ottenuti a Miami nel 2019 la differenza alla partenza del torneo è di 416 punti.
La giapponese deve ottenere almeno la finale. A quel punto è numero 1 se Barty non raggiungerà la semifinale, dovesse farcela Naomi è costretta alla vittoria senza però affrontare l’australiana nell’atto conclusivo (opzione possibile in quanto sono numero 1 e 2 del tabellone).

Ora, invece, vediamo come si pone il ranking femminile nei vari casi elencati.

1 – I TORNEI 2019 NON DISPUTATI NEL 2020 MA IN PROGRAMMA NEL 2021
Qui si affrontano i casi di tornei come Miami, il 1000 di Madrid, il 500 di Charleston.
I punti ottenuti nel 2019 valgono per 104 settimane, ovvero i due anni canonici. Tutto normale, dunque: al termine di Miami 2021 scaleranno i punti di Miami 2019, al termine di Charleston 2021 scaleranno i punti del 2019 e via discorrendo.

2 – I TORNEI 2019 NON DISPUTATI NEL 2020 E NON IN PROGRAMMA NEL 2021
I punti verranno conservati finché questi tornei non verranno disputati (è il caso, per esempio, di Indian Wells 2019 e di Monterrey 2019).

Adesso arriva la parte più complessa, ma automatica:

3A – EVENTI GIOCATI NEL 2020 FUORI DALLA LORO DATA ORIGINALE
Eccoci ai casi del WTA 250/International di Strasburgo e Istanbul, del WTA 1000/Premier 5 di Roma e del Roland Garros.
– I punti del 2019 scadranno dopo 104 settimane;
– I punti del 2020 scadranno dopo 52 settimane dal momento della loro aggiunta se i risultati del 2021 saranno peggiori o la giocatrice non prenderà parte agli eventi;
A questo punto bisogna capire quali scadranno tra 2019 e 2020. Facciamo un esempio chiaro: Barty e Vondrousova vedranno scadere i 2000 e 1300 punti del Roland Garros 2019 quando si svolgerà l’edizione 2021; Swiatek e Kenin avranno sì in scadenza i punti in quelle due settimane ma se non riusciranno a migliorarsi potranno conservarli fino allo scadere delle 52 settimane, ovvero fino a metà ottobre 2021.
La polacca può dunque evitare un eventuale crollo nel ranking appena pochi mesi dopo essere passata da 54 del mondo a 17, lei è certa che non migliorerà i 2000 punti. Kenin invece non perderà nulla: o aggiungerà 700 punti al suo ranking o trascinerà anche lei i 1300 fino a metà ottobre.

3B – EVENTI 2020 PROGRAMMATI NEL 2021 ENTRO 4 SETTIMANE DALLA LORO DATA
Questa postilla riguarda Palermo, Lexington e Praga. I punti ottenuti nel 2019 varranno, ancora una volta, 104 settimane (2 anni) mentre quelli del 2020 scadranno o alla data del nuovo torneo o entro le 52 settimane.

4 – GLI EVENTI 2020 CHE NON VERRANNO GIOCATI NEL 2021
Qui si tratta di quei tornei che sono saltati nella prima parte dell’anno: i WTA 500/Premier di Brisbane e Adelaide (l’edizione 2021 viene considerata come un nuovo torneo perché organizzato sul momento da Tennis Australia e scollegato dal 2020), i WTA 250/International di Auckland, Shenzhen e Hobart.
Qui i punti scadranno dopo due anni, 104 settimane. Ovvero rimarranno nel ranking fino alle stesse settimane del 2022.

5 – GLI EVENTI 2021 SOTTO IL SISTEMA “BETTER OF” SCELTO NEL 2020
Quando il tour femminile ha annunciato la sua ripartenza ha anche optato per un sistema di punti basato sul “better of” ovvero la scelta del miglior risultato tra 2019 (da Miami) alla fine del 2020. Il sistema poi è stato allungato fino all’inizio del torneo di Miami 2021.
Questi punti raccolti nei primi mesi del 2021 dureranno 52 settimane, o fino a quando il torneo non verrà disputato nel 2022, dipende da quale opzione capiterà prima.

Non ci sarà una classifica completamente a posto fino al prossimo marzo/aprile 2022, però la WTA ha scelto una strada che va in controcorrente rispetto alla controparte maschile, anche per sbloccare una situazione che stava diventando problematica. La numero 13 del mondo Garbine Muguruza ha ora 4235 punti. Normalmente questo livello basterebbe per essere tranquilli in top-5. Ci vorrà del tempo prima che anche con le classifiche si torni a una normalità, però i tabelloni così sbilanciati di Dubai e soprattutto dell’Australian Open hanno forse deciso per questa mossa.