E’ morta a 60 anni Elena Pero, la storica voce del tennis di Sky Sport, una delle figure più rilevanti del panorama giornalistico sportivo in Italia. “Ma per noi soprattutto una collega, un’amica, una persona straordinaria e indimenticabile”, ha commentato il direttore di Sky Sport, Federico Ferri.“Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. […]
“Un bilanciere…” è la prima immagine che affiora alla mente dopo l’esordio, naturalmente vincente, del nostro numero 1 del mondo al Foro Italico. Un bilanciere perché questo ragazzo resta perfettamente in asse in qualunque situazione: da fermo o in pieno affanno su una palla difficilissima, Jannik Sinner è sempre nella postura ideale per colpire. A mio avviso, questa è l’arma più potente del nostro Sinner nazionale: l’equilibrio gli consente di sprigionare una potenza fuori dal comune, costringendo l’avversario a stare sempre dietro e a non poter attaccare. È ciò che è accaduto stasera al volenteroso e tutt’altro che sprovveduto Sebastian Ofner, autore di una prova dignitosa, sostenuta da un’ottima prima e dalla costante ricerca del colpo risolutivo ogni volta che se ne presentava l’occasione. Ma contro Jannik serve ben altro. Il primo set si è indirizzato già sul 2-1, quando l’altoatesino ha strappato il servizio all’austriaco, salendo 3-1 e chiudendo senza scosse il parziale per 6-3. Il secondo si è aperto immediatamente con un altro break a favore di Sinner, suggellato da un dritto vincente. Da lì fino al 6-4 conclusivo, con un bravo Ofner a tenere la battuta fino al 5-4, prima che Jannik archivi la pratica in 1 ora e 41 minuti: 6-3 6-4. Il ritmo della partita è stato dilatato da due interventi medici — l’aria frizzante della sera romana può giocare brutti scherzi — che hanno allungato i tempi oltre il necessario. Ora Sinner attende al prossimo turno il vincitore tra il ceco Mensik e l’australiano Popyrin, due avversari tutt’altro che comodi. Per inciso, proprio il primo è tra coloro che quest’anno lo hanno battuto a Doha, prima della marcia vittoriosa del nostro portacolori che lo ha portato a vincere cinque Masters 1000 consecutivi. Staremo a vedere. Di certo Sinner non arretrerà di un millimetro, con l’obiettivo dichiarato: restituire alla Città Eterna, dopo Panatta nel 1976, un nuovo Re italiano.