Dal 1999 a oggi, la durata media di un match del Grande Slam maschile è aumentata di oltre mezz’ora, un incremento del 23,4% che non si spiega solo con l’ascesa dei giocatori di fondo campo o con le superfici più lente: racconta una trasformazione profonda del tennis professionistico, in cui la resistenza fisica ha progressivamente […]
“Un bilanciere…” è la prima immagine che affiora alla mente dopo l’esordio, naturalmente vincente, del nostro numero 1 del mondo al Foro Italico. Un bilanciere perché questo ragazzo resta perfettamente in asse in qualunque situazione: da fermo o in pieno affanno su una palla difficilissima, Jannik Sinner è sempre nella postura ideale per colpire. A mio avviso, questa è l’arma più potente del nostro Sinner nazionale: l’equilibrio gli consente di sprigionare una potenza fuori dal comune, costringendo l’avversario a stare sempre dietro e a non poter attaccare. È ciò che è accaduto stasera al volenteroso e tutt’altro che sprovveduto Sebastian Ofner, autore di una prova dignitosa, sostenuta da un’ottima prima e dalla costante ricerca del colpo risolutivo ogni volta che se ne presentava l’occasione. Ma contro Jannik serve ben altro. Il primo set si è indirizzato già sul 2-1, quando l’altoatesino ha strappato il servizio all’austriaco, salendo 3-1 e chiudendo senza scosse il parziale per 6-3. Il secondo si è aperto immediatamente con un altro break a favore di Sinner, suggellato da un dritto vincente. Da lì fino al 6-4 conclusivo, con un bravo Ofner a tenere la battuta fino al 5-4, prima che Jannik archivi la pratica in 1 ora e 41 minuti: 6-3 6-4. Il ritmo della partita è stato dilatato da due interventi medici — l’aria frizzante della sera romana può giocare brutti scherzi — che hanno allungato i tempi oltre il necessario. Ora Sinner attende al prossimo turno il vincitore tra il ceco Mensik e l’australiano Popyrin, due avversari tutt’altro che comodi. Per inciso, proprio il primo è tra coloro che quest’anno lo hanno battuto a Doha, prima della marcia vittoriosa del nostro portacolori che lo ha portato a vincere cinque Masters 1000 consecutivi. Staremo a vedere. Di certo Sinner non arretrerà di un millimetro, con l’obiettivo dichiarato: restituire alla Città Eterna, dopo Panatta nel 1976, un nuovo Re italiano.
Dalla stessa categoria
Seguici su Facebook
Extra
A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
La crisi del settimo anno colpisce anche una delle coppie più vincenti della storia del tennis, quella formata da Carlos Alcaraz e dal suo allenatore, Juan Carlos Ferrero. Un sodalizio che ha permesso al giovanissimo talento di Murcia di bruciare la tappe e raggiungere a suon di vittorie il trono del tennis mondiale a soli […]
Resterà per sempre il primo italiano ad aver vinto un titolo slam, a Parigi, nel 1959. Successo che doppiò l’anno dopo. Ed il capitano della squadra che nel 1976 tornò dal Cile con la Coppa Davis, anche quella una prima volta. Nicola Pietrangeli se n’é andato a 92 anni e con lui si chiude una […]
Umberto Ferrara, preparatore atletico di Jannik Sinner, coinvolto insieme all’ex fisioterapista dell’azzurro Giacomo Naldi nel caso Clostebol, ha pubblicato un messaggio sui social in cui esprime tutta la gioia e l’emozione per la stagione appena terminata: “Sono molti anni che sono coinvolto nello sport, ma non smetterò mai di meravigliarmi della sua bellezza. Lo sport è […]
Roger Federer é stato ammesso nella Tennis Hall of Fame. La cerimonia di introduzione avrà luogo nell’agosto del 2026, a Newport. “Ho sempre avuto grande rispetto per la storia di questo sport e per quanto fatto da coloro che mi hanno preceduto – ha detto il campione svizzero – quindi sono profondamente onorato che i […]