Sinner supera Norrie e attende… Rafa!

[1] J. Sinner b. C. Norrie 6-2 7-5
[11] J. Lehecka b. [6] L. Musetti 6-3 6-3

Jannik Sinner continua la sua marcia trionfale, confermando una solidità che sembra ormai inscalfibile. Sul cemento azzurro, l’altoatesino ha superato Cameron Norrie con il punteggio di 6-2 7-5, staccando il pass per i quarti di finale. Una vittoria arrivata in due fasi distinte: un primo set dominato in lungo e in largo e un secondo parziale più lottato, nel quale però il cinismo del campione è emerso nei momenti decisivi.

Il match è iniziato sotto il segno del ritmo asfissiante imposto dall’azzurro. Norrie, giocatore ostico e tatticamente intelligente, ha provato a variare le traiettorie e a rallentare lo scambio, ma si è scontrato contro un muro. Sinner ha risposto colpo su colpo, trovando angoli stretti e una profondità costante che ha costretto il britannico a difendere costantemente lontano dalla linea di fondo. Il 6-2 iniziale è stato lo specchio fedele di una superiorità tecnica e fisica debordante, con Jannik capace di trasformare ogni palla corta dell’avversario in un vincente millimetrico.

Nel secondo set, la musica è leggermente cambiata. Norrie ha alzato la percentuale di prime palle e ha iniziato a leggere meglio il servizio di Sinner, recuperando un break al sesto game che ha scosso il pubblico. Ma la forza di questo Sinner “versione 2026” risiede proprio nella capacità di non disunirsi mai. Con una calma olimpica, l’azzurro è tornato avanti nell’undicesimo game, alzando il livello proprio quando la pallina pesava di più. Sul 5-5, ha aggredito il servizio di Norrie con risposte fulminanti, chiudendo la pratica nel game successivo al primo match point.

Se per Sinner il cammino prosegue spedito, l’altra faccia della medaglia azzurra mostra il volto amaro della sconfitta. Lorenzo Musetti è uscito di scena per mano di un solidissimo Jiri Lehecka, capace di imporsi con un perentorio 6-3 6-3 che lascia poco spazio alle recriminazioni. È stata una partita in cui il tennis muscolare e lineare del ceco ha sistematicamente disinnescato le variazioni e la fantasia dell’italiano, apparso troppo spesso lontano dal campo e costretto alla difensiva.

Fin dai primi scambi, Lehecka ha chiarito il piano tattico: spingere colpi piatti e profondi per togliere tempo a Musetti, impedendogli di preparare i suoi ampi colpi da fondo, specialmente il rovescio a una mano. Lorenzo ha faticato a trovare il ritmo, subendo un break precoce in entrambi i set che ha inevitabilmente pesato sul morale e sulla gestione delle energie. Nonostante i soliti sprazzi di classe pura — come alcune palle corte millimetriche che hanno strappato gli applausi del pubblico — Musetti non è mai riuscito a dare continuità alla sua azione.

Il secondo parziale è stato quasi una fotocopia del primo. Lehecka ha servito con percentuali altissime, non concedendo praticamente nulla nei propri turni di battuta e costringendo Musetti a fare i miracoli per restare in scia. Il break decisivo è arrivato nell’ottavo game, una ferita che l’azzurro non è più riuscito a rimarginare. Per Lorenzo resta il rammarico di non aver saputo cambiare marcia nei momenti chiave, confermando una certa difficoltà nel contenere avversari che giocano a ritmi così elevati e costanti.

Questa sconfitta rappresenta un brusco stop nella stagione del toscano, che sembrava aver ritrovato buone sensazioni nelle ultime settimane. Sebbene il talento non sia mai stato in discussione, la sfida contro Lehecka ha evidenziato ancora una volta il gap fisico e di intensità che separa Musetti dai primissimi della classe quando la superficie si fa veloce. Ora per lui inizia la fase di analisi: sarà necessario lavorare sulla posizione in campo e sulla gestione dei momenti di pressione per evitare che il suo splendido tennis rimanga un esercizio di stile fine a se stesso.

Ora, però, l’asticella si alza ulteriormente. Ai quarti di finale, Sinner incrocerà le racchette con Jadar, il giovane spagnolo che sta bruciando le tappe nel circuito ATP. Definito da molti come il “nuovo Alcaraz” per la precocità e la varietà di colpi, Jadar rappresenta l’incognita più pericolosa del tabellone. Il ragazzo di Murcia possiede un dritto devastante e una mobilità fuori dal comune, caratteristiche che metteranno alla prova la tenuta difensiva dell’italiano.

Il confronto tra il consolidato re del tennis mondiale e l’astro nascente iberico promette scintille. Per Sinner sarà fondamentale mantenere alta la percentuale di prime palle e non permettere a Jadar di prendere il comando dello scambio. Lo spagnolo gioca un tennis d’istinto, privo di timori reverenziali, ed è proprio questa spensieratezza che Jannik dovrà disinnescare con la solita precisione chirurgica.

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