A Miami il terzo Sabalenka-Rybakina del 2026, in semifinale

Dopo Australian Open e Indian Wells, Miami vedrà Aryna Sabalenka nuovamente opposta a Elena Rybakina. Il terzo capitolo di questa saga che sta unendo l’inizio del 2026 sarà anche l’unico confronto tra le due in una semifinale dopo tre sfide all’ultimo atto (comprendendo anche le WTA Finals del 2025) e verosimilmente sarà anche un unicum in questo periodo. Con la kazaka al numero 2, Iga Swiatek che potrebbe scendere dal podio del ranking mondiale con una finale per Coco Gauff e i dubbi sull’immediato futuro della polacca, con la statunitense sì ancora in corsa ma con molto da difendere a maggio, le prime due posizioni della classifica potrebbero essere cristallizzate per l’immediato futuro.

Parlando però del torneo della Florida, l’ultimo della stagione sul cemento, le migliori tenniste di questo inizio di stagione hanno avuto partite abbastanza differenti. Rybakina, infatti, è stata costretta a rimontare Jessica Pegula, anche lei affrontata per la terza volta in questi primi mesi dell’anno e che stavolta è stata agganciata al punteggio fino alla fine del 2-6 6-3 6-4 in oltre due ore di gioco, sebbene è sempre sembrato che le traiettorie abbastanza basse e regolari dessero modo alla campionessa dell’Australian Open di colpire la palla con buona pericolosità e diveniva spesso una sfida a chi trovasse per prima la soluzione giusta per smuovere l’equilibrio del palleggio da fondo prolungato. I 15 ace hanno aiutato parecchio la numero 3 del seeding, che dopo l’iniziale 0-4 di svantaggio ha risolto parecchio dei suoi problemi al servizio concedendo palle break solo in altre due occasioni col game forse più importante a metà del secondo parziale, sul 2-2, in cui ha salvato ben tre chance (non consecutive).

Rybakina, finalista in questo torneo nel 2023 e nel 2024, è dunque a una sola vittoria dal tornare all’ultimo atto e dovrà cancellare dalla mente il ricordo amaro della sconfitta nella finale di Indian Wells di 10 giorni fa contro Sabalenka, che cancellò match point per batterla 8-6 al tie-break decisivo. Aryna, dal canto suo, ha avuto un percorso molto lineare fin qui e senza particolari affanni. Forse facilitata da un cammino contro avversarie che avevano poco di concreto da offrire per darle fastidio (compresa l’attuale Zheng Qinwen, lontana dal suo miglior livello) e contro Ann Li, Caty McNally, Zheng Qinwen e Haley Baptiste, la numero 1 del mondo ha messo in campo un 60-70% forse del suo potenziale, chiudendo anche ieri con un relativamente agevole 6-4 6-4: break chirurgico sul 5-4 in entrambi i parziali e partita in cassaforte.

Si chiuderà dunque questo weekend la stagione sul cemento che, contando anche il 2025, dura da luglio/agosto scorsi. Lei e Rybakina sono state assolute protagoniste soprattutto da settembre in poi, meritando ampiamente le rispettive posizioni di ranking. In ottica futura, però, la kazaka sta ottenendo tanto, in linea con quanto le potrebbe servire nel giro di qualche mese per provare a dare l’assalto alla prima posizione mondiale. Serve però qualcosa di più, perché chi ora siede sul trono ha una continuità davvero importante.

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