United Cup: finale Polonia-Svizzera, USA battuti

La Polonia è nuovamente in finale alla United Cup, la terza consecutiva (su quattro edizioni del torneo) e andrà a caccia del primo titolo dopo le sconfitte dolorose del 2024 e del 2025. La squadra di Iga Swiatek e Hubert Hurkacz ha avuto bisogno per due tie consecutivi di altri eroi che son saliti in cattedra: Jan Zielinski e Katarzyna Kawa, doppisti, andati in campo sul punteggio di 1-1 sia contro l’Australia sia contro gli Stati Uniti, imponendosi come già fatto nel girone contro Olanda e Germania (a risultati acquisiti).

Un 2-1 soffertissimo quello odierno, forse ancor più di ieri contro l’Australia, perché i quattro set vinti sono stati tutti al tie-break: 7-6 7-6 la vittoria di Hurkacz contro Taylor Fritz, 7-6 7-6 quella del doppio decisivo con Kawa e Zielinski che hanno annullato tre set point consecutivi a Coco Gauff e Christian Harrison sul 6-5 e 40-15. Zielinski già ieri contro l’Australia era parso indiavolato e oggi ha sentito nuovamente la responsabilità di portare la squadra sulle spalle, aiutando anche la compagna a sciogliersi e non temere in qualche modo il confronto con un’avversaria comunque ben disposta verso la categoria e che in singolare aveva messo una pezza alla sconfitta di Fritz battendo con un netto 6-4 6-2 Swiatek.

Per Iga, che aveva dominato il confronto con Gauff vincendo 11 dei primi 12 confronti, ora le cose sembrano essersi ribaltate. E in negativo. Le due si equivalgono abbastanza negli schemi, non sembra esserci qualcosa di davvero diverso rispetto a prima, ma ora Coco è giunta al quarto successo consecutivo contro di lei. Paradossalmente, un dritto comunque piuttosto laborioso come quello di Swiatek probabilmente non riesce più a dare vantaggio alla polacca contro un’avversaria che non si sposta più di tanto sul campo, neutralizzando col proprio atletismo le traiettorie al momento non perfette di un’avversaria che sta vivendo un match-up ora frustrante, dove per sbloccarlo forse ha bisogno di qualcosa di più a livello di spinta e “cattiveria” agonistica sulla palla, cosa che ora sembra riuscirle solo a sprazzi. Non le è bastato rientrare da 1-4 a 4-4 nel primo set, perdendo il servizio sul 4-5, e nel secondo parziale la sua avversaria aveva agio alla battuta mentre lei sprecava tanto perdendo game dopo lunghe parità e finendo addirittura sotto 0-5. Ha avuto un sussulto, ma la rimonta si è fermata sulla chance del 3-5 mancata.

Per sua fortuna, però, domani avrà comunque la chance di essere in campo. Stavolta sarà lei ad aprire la serie, sfidando Belinda Bencic. La svizzera, quando indossa la maglia della nazionale, è micidiale: 6-0 in questa United Cup fin qui, oggi vittoria 7-6 al terzo set contro Elise Mertens e poi 10-5 nel super tie-break del doppio misto, assieme a Jakub Paul, per il 2-1 con cui gli elvetici han superato i belgi. Con questo aggiungiamoci una Billie Jean King Cup, un oro olimpico, due Hopman Cup. Sarà inoltre la punta di diamante di una squadra ben costruita ma che per ragioni anche anagrafiche non può basarsi più di tanto su Stan Wawrinka, sebbene l’ex numero 3 del mondo stia facendo un torneo da applausi perdendo contro avversari ben più giovani e “rodati” ma stando in campo anche tre ore senza mollare una palla. Oggi, per esempio, è giunto un sofferto 6-3 6-7 6-3 in favore di Zizou Bergs che aveva pareggiato la serie, prima del doppio decisivo.

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