A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
Non sappiamo quanto ci sia ancora del lutto personale che ha colpito Aryna Sabalenka a inizio settimana, ma averla vista in campo per disputare il WTA 1000 di Miami fa ben sperare soprattutto nel desiderio della numero 2 del mondo di competere e guardare avanti, forse sfruttando anche il tennis come distrazione.
Vero che ognuno di noi reagisce a modo suo, eppure la scomparsa del suo ex (a quanto ha sostenuto) compagno con la dinamica ancora sotto indagine dalla polizia di Miami deve essere stata piuttosto forte. In campo si è visto qualcosa, ma molto meno del sospettabile con Sabalenka che ha superato l’amica Paula Badosa per 6-4 6-3 di fatto senza mai lasciarsi andare a cenni emotivi o reazioni varie.
È stata banalmente (ovviamente in senso compiaciuto) una partita di tennis. Il livello di Sabalenka era accettabile, solo la si vedeva con un atteggiamento molto mogio, malinconico, ma cercando sempre di non perdere di vista l’obiettivo di arrivare in fondo. Badosa, di contro, è ancora lontana parente della giocatrice che arrivava al numero 2 del mondo, con guai alla schiena continui da ormai un anno e che tutt’ora ne stanno limitando i movimenti lasciandola molto rigida. Ha fatto partita (quasi) alla pari, vedendo però l’avversaria meritare il successo con break chirurgici nei due parziali e rischiando nulla. Bello l’abbraccio a rete, dove Aryna finalmente si è lasciata andare trovando un sorriso. Al prossimo turno avrà Anhelina Kalinina.
Avanti anche Coco Gauff, che ha battuto 6-1 6-2 Nadia Podoroska.
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