Ranking, si riparte a Miami: Swiatek e Trevisan le più svantaggiate, Sabalenka e Andreescu puntano in alto

Ci stiamo avvicinando alla fine del lungo periodo in cui i ranking ATP e WTA sono stati congelati a causa della pandemia di covid-19.

La sospensione dei circuiti nel marzo 2020 ha creato diverse irregolarità, problemi, e ha forse impedito ad alcuni di ottenere piazzamenti migliori mentre ha salvato altri, ma era un passo dovuto per cercare di non scombinare malamente la situazione in un periodo in cui non si sapeva bene che futuro ci sarebbe stato per il tennis, quali tornei avrebbero potuto disputarsi e soprattutto chi sarebbe stato in grado di viaggiare tra obblighi di quarantene, rinvii, problemi personali.

A Miami, tra tre settimane e salvo imprevisti, ripartiranno le classifiche nel metodo che abbiamo sempre conosciuto: a inizio settimana si scalano i punti ottenuti nell’edizione precedente e se i tennisti otterranno un traguardo minore vedranno meno punti nel loro ranking rispetto a quelli precedenti. Questa la spiegazione a grandi linee del ranking come lo avevamo sempre conosciuto, ma molto probabilmente ci vorranno almeno un paio di mesi prima di riottenere un vero equilibrio, se non di più. La ripartenza prevista infatti per Miami vuol dire che vengono salvaguardati i punteggi ottenuti in diversi tornei pesanti, soprattutto in campo femminile: oltre all’Australian Open (Slam) e Indian Wells (WTA 1000) sono inclusi anche i tornei WTA 500 di Brisbane, Adelaide, San Pietroburgo e i WTA 1000 di Doha e Dubai. E per Indian Wells addirittura vengono conteggiati a oggi i risultati ottenuti nel torneo del 2019.

Bianca Andreescu è forse quella che ha vinto la lotteria. I suoi exploit del 2019 sono tutti salvi, malgrado poi abbia avuto un infortunio a fine ottobre di quell’anno e non abbia messo piede in campo per 15 mesi. In condizioni normali lei sarebbe stata senza ranking al rientro, così è ancora in top-10 come Roger Federer tra gli uomini, ma al contrario dello svizzero le sue cambiali arriveranno soltanto (eventualmente, perché tutti questi discorsi sono soggetti all’andamento della pandemia) ad agosto del 2021 e si protrarranno fino a Indian Wells 2022. Non solo il suo ranking godrà di un anno di cuscinetto ma adesso non avrà nemmeno troppa pressione per dover rincorrere la miglior condizione fisica col pensiero di avere i 2000 punti da difendere di uno Slam vinto. Caso invece di Iga Swiatek. La polacca ha appena trionfato ad Adelaide e quei 470 punti sono stati fondamentali per garantirle quantomeno la permanenza in top-100 nel giro di tre mesi, quando si ritroverà (di già) a Parigi per difendere il titolo vinto al Roland Garros.

Lo spostamento della stagione su terra in autunno, nel 2020, ha scombinato i piani fin dal primo momento. A un mese dai primi eventi sul rosso, diverse giocatrici potrebbero avere il loro ranking pesantemente condizionato. Se per il WTA 500 di Stoccarda e il WTA 1000 di Madrid tutto sarà “regolare”, ecco che il WTA 1000 di Roma rappresenterebbe il primo pallino: Karolina Pliskova sarà campionessa uscente, ma lo stesso varrà per Simona Halep. Due campionesse, una del 2019 e l’altra del 2020, che poi si riproporranno nel WTA 250 di Strasburgo (Dayana Yastremska nel 2019 ed Elina Svitolina nel 2020) e soprattutto a Parigi. Ashleigh Barty andrà incontro alla sua seconda cambiale pesante dopo il torneo di Miami, ma entrambe raccolte nel 2019. Swiatek invece dovrà difendere un titolo vinto otto mesi prima e che l’aveva catapultata da numero 54 del mondo fin dentro la top-20. Dunque abbiamo il contrasto tra chi può tenere i punti per due anni (Pliskova, Yastremska, Barty) e chi invece deve difenderli otto mesi più tardi (Halep, Svitolina, Swiatek), differenza che diventa ancora più ampia se raffrontata con Andreescu, che potrà avere per tre anni nel suo ranking l’importante bagaglio dei 1000 punti di Indian Wells.

Per Iga, i 2000 punti di Parigi rappresentano una parte abbastanza ampia dei suoi 3484 punti attuali (1 marzo). Come detto, i 470 punti di Adelaide danno un po’ margine, ma ha bisogno di altre settimane così perché a meno di tre mesi dal day-1 dello Slam su terra potrebbe cominciare a salire una normale pressione, soprattutto visto che si era trattato del primo centro nel circuito maggiore. In questo momento le ultime giocatrici in top-30 hanno tra i 1900 e i 2000 punti. È un limite abbastanza alto, dovuto proprio al fatto che da agosto nessuna ha più perso punti. Però immaginando questa barra scendere non di molto nei primi assestamenti, Swiatek ha appena circa 1500 punti di margine. È vero che c’è tempo per provare ad ampliare, ma in questo momento avrebbe bisogno di una semifinale al Roland Garros per rimanere dentro. Il suo caso è molto particolare: il primo anno nel circuito maggiore fu il 2019, ma fino a maggio ha avuto modo di giocare un numero limitato di tornei a causa della “age eligibility rule”, la regola che impone la WTA per limitare le giocatrici minorenni a un certo numero di eventi; a giugno, dopo Parigi, ha giocato abbastanza male su erba per poi riscattarsi con alcune belle prestazioni sul cemento nord-americano, ma dopo lo US Open ha chiuso la stagione per un infortunio e son passati quattro mesi prima che tornasse in campo. È tornata, ottavi all’Australian Open più un torneo a Doha e la pausa del tour. Negli Stati Uniti non ha brillato, primo turno a Roma e poi la vittoria a Parigi. Nei fatti, Swiatek ha giocato abbastanza poco fin qui, anche per questo ha speso detto che quest anno vorrebbe soprattutto partecipare a diversi tornei e cercare più possibile di essere costante. Evitare un crollo in classifica sarà fondamentale per lei: ha dimostrato di poter essere nella parte alta del ranking, ma sarà un test mentale impegnativo.

Come la polacca abbiamo altri esempi di chi si gioca tanto in questo primo periodo. Barty già a Miami rischia di perdere il numero 1 WTA visto che scadendo i punti del 2019 si ritroverebbe con soli 429 punti di margine su Naomi Osaka (in attesa di vedere cosa Simona Halep farà a Dubai), ma al momento è destinata a perdere la leadership per il Roland Garros dove avrà 1200 punti di ritardo, a oggi, dalla giapponese. Tra Miami e Parigi l’australiana vedrà scadere 3215 punti dei 9186 attuali. Halep non se la passa ugualmente bene visti i 2370 punti in uscita sui 7255 attuali. Scendendo, però, troviamo casi altrettanto significativi. Lo scorso Roland Garros ci furono due qualificate che si spinsero fino a quarti e semifinale: Martina Trevisan e Nadia Podoroska. Furono sorprese, furono belle storie, ma ora arriva il conto da pagare e soprattutto per la nostra azzurra la situazione è molto critica. Purtroppo il suo quarto di finale non ha avuto seguito fin qui. Con la sconfitta nelle qualificazioni di Doha sono ora cinque le battute d’arresto dalla partita contro Swiatek. Numero 90 del mondo, i suoi punti nel ranking sono solo 879 e 470 scadranno a Parigi, oltre 55 a Charleston subito dopo Miami. Per il regolamento, qualche risultato extra entrerà a coprire la perdita, ma parliamo di punteggi di una cifra sola. Servirà un miracolo per salvare la top-100. Il limite attuale è molto alto e la numero 100 (Ana Bogdan, oggi) ha 820 punti. Nei periodi pre-covid si era sui 700, se non alle volte qualcosa di meno. Coi punteggi che tenderanno a scendere è comunque probabile debba aggiungere, la toscana, qualcosa come almeno 200 punti in questi mesi dove, magari, con l’arrivo della terra battuta saprà trovare qualche successo e un po’ di morale. Il problema, però, è che anche un terzo turno Slam a ora la vedrebbe perdere 340 punti, da portarla attorno alla top-150: il margine, al momento, è minimo.

Podoroska ha fatto qualche buon risultato, è entrata in top-50, ha continuato un trend che la vedeva già allora come la più vincente a tutti i livelli della stagione 2020 e che l’ha vista come una delle giocatrici che più si sono migliorate. Il problema è che 820 punti da difendere sono tantissimi, soprattutto se nel ranking attuale ha “appena” 1557 punti. È una giocatrice interessante, di buone qualità e carattere da sudamericana che darebbe l’anima su ogni colpo, che ha nella terra rossa il punto forte ma ha fatto vedere belle cose anche sul cemento tra Linz e Melbourne dove ha colto scalpi di giocatrici in teoria superiori come Camila Giorgi e Petra Kvitova. Considerato il suo blocco di punti in uscita, però, al momento è di nuovo fuori dalla top-100. Non di tanto come Trevisan, ma anche lei deve puntare ad almeno 200/300 punti, obiettivo forse più raggiungibile rispetto all’italiana perché la classifica è diversa, gli obiettivi (e i tornei a cui può partecipare) sono diversi.

Tra le giocatrici, infine, destinate a perdere diversi punti abbiamo anche Petra Martic e Marketa Vondrousova, ma entrambe con risultati risalenti al 2019 (soprattutto la ceca in questo momento sarebbe ai margini della top-100 visti i 2040 punti in uscita dei suoi 2995 attuali) e altre nelle retrovie come Barbora Krejcikova e Paula Badosa.

Oltre ad Andreescu invece saranno molto avvantaggiate sia Aryna Sabalenka che Jennifer Brady. Se la canadese è vista ora in proiezione dentro la top-5 per Wimbledon, la bielorussa potrebbe anche essere numero 3 a Parigi. Il suo ranking attuale vede 4810 punti, di questi: 900 punti a Doha 2020 (che saranno congelati fino al 2022), 900 a Wuhan 2019 e 700 a Zhuhai 2019 (congelati entrambi fino all’autunno 2021), 470 ad Abu Dbabi 2021, 470 ad Ostrava 2020, 280 a Linz 2020 (entrambi in scadenza ottobre/novembre 2021), 240 all’Australian Open 2021, 185 ad Adelaide 2020 (congelati fino al 2022), 305 a San José 2019 (congelati fino all’estate 2021). Oltre 4000 punti di bottino che rimaranno saldi ancora per diverso tempo. La differenza con Andreescu è che se Bianca ha giocato pochissimo e potrà guadagnare punti quasi ogni volta in cui metterà piede in campo, lei avrà un limite molto alto da superare per aggiungere punti (in questo momento è 185, ciò vuol dire che a ogni risultato che otterrà bisognerà sottrarre 185 per capire quanto e se potrà aggiungere).

Brady, reduce dalla finale all’Australian Open, è in ottima posizione per provare a breve un attacco alla top-10. È vero che la terra non la digerisce tanto, ma dai suoi 3765 punti attuali uscirà nulla fino al Roland Garros (quando ha in scadenza solo 70 punti dal 2019). I suoi guadagni sono concentrati in grande maggioranza sul cemento, e sono arrivati quasi tutti da inizio 2020, ulteriormente “aiutata” dal fatto che nell’ultimo annetto circa si sia giocato sul veloce tranne che in tre tornei. Una semifinale e una finale Slam, più un titolo WTA e altri piazzamenti sono un bagaglio importante da provare a migliorare: in questo momento le previsioni la danno in top-10 per il torneo di Madrid, quando sarebbe numero 10 del mondo. Le previsioni sono tutte ipotetiche e si basano su come cambierà il ranking in base a quanti punti le giocatrici sono destinate a perdere nelle settimane future, in base a questo poi si può stimare quanti punti o quali risultati dovranno raggiungere per confermare la loro attuale posizione.

Non sono messe male nemmeno Naomi Osaka e Serena Williams, anche se le due (soprattutto la ventitré volte campionessa Slam) sono giocatrici che non amano particolarmente la terra battuta, dunque con pochi punti in uscita (255 soltanto per Serena da Miami al Roland Garros) potrebbero equivalere relativamente pochi punti in entrata.